Achille non raggiungerà mai la tartaruga

Varese - 27/09/2013 : 13/10/2013

La fotografia attribuisce al soggetto una qualità temporale e spaziale che nella realtà non esiste e la potenza e l’efficacia delle immagini è proprio nella relatività delle sue dimensioni temporali. L’immagine di Achille e della tartaruga è insomma quella di una temporalità che non è propria delle cose in sé, ma frutto di una misurazione del reale utile alla sua rappresentazione.

Informazioni

  • Luogo: STUDIO FRAMMENTO
  • Indirizzo: via Marzorati 16 - Varese - Lombardia
  • Quando: dal 27/09/2013 - al 13/10/2013
  • Vernissage: 27/09/2013 ore 18
  • Curatori: Vittoria Broggini
  • Generi: fotografia, collettiva

Comunicato stampa

Per provare che il movimento è solo apparenza - e sostenere dunque che l’Essere è indipendente dal tempo e dallo spazio - Zenone di Elea porta alle estreme conseguenze la logica, sino a spingersi al di là dell’esperienza sensibile comune.
Nel suo celebre paradosso Achille, il guerriero più veloce, e la tartaruga, l’animale più lento, si sfidano in una gara: la tartaruga parte solo con un po’ di vantaggio su Achille, eppure Achille non raggiungerà mai la tartaruga


La distanza tra i due, inizialmente di dieci metri, diventa rapidamente la metà, poi la metà della metà, poi ancora la metà … un decimo di millimetro, e poi un miliardesimo di millimetro e poi un milionesimo di miliardesimo di millimetro… ma non si annullerà mai!
Ne deriva che lo spazio lineare non è composto di “punti successivi” e che nemmeno il tempo è composto di “istanti” o “tempuscoli” elementari. Paradossalmente, la discontinuità del tempo e dello spazio si risolve nella continuità.
Come tutti i paradossi, anche questo può portarci a ripensare la nostra concezione del mondo. In particolare, ben si addice a raccontare le contraddizioni di un mezzo comunemente considerato come quello più obiettivo di tutti per la registrazione del reale, la macchina fotografica, la quale invece si apre a infinite dimensioni spazio-temporali.
L’antinomia tra ciò che esiste e il modo di rappresentarlo è infatti il terreno di sfida della fotografia. La sua tecnica è una sorta di corsa di Achille verso (o contro) il tempo; l’impostazione dell’intervallo di scatto in secondi e millesimi di secondo fissa l’immagine in un istante che non è proprio né del soggetto, né della realtà, ma li rappresenta entrambi in una dimensione temporale personale e creativa.
La fotografia attribuisce al soggetto una qualità temporale e spaziale che nella realtà non esiste e la potenza e l’efficacia delle immagini è proprio nella relatività delle sue dimensioni temporali.
L’immagine di Achille e della tartaruga è insomma quella di una temporalità che non è propria delle cose in sé, ma frutto di una misurazione del reale utile alla sua rappresentazione.

Ciascun fotografo ha un proprio stile che si distingue nel modo in cui forma, attraverso l’immagine, una concezione del tempo, che diventa attributo e qualità della realtà.

Con l’autoritratto, Alexander Gonzalez Delgado si toglie dalla determinazione dello sguardo del fotografo e si espone come soggetto delle sue stesse fotografie, facendo collassare il tempo nell’identità e nella coincidenza dei ruoli. L’autoscatto è una sorta di accadimento, e di caduta temporale, che realizza la sintesi visiva e concettuale tra soggetto e contesto, tra fotografo e fotografato, tra questi e lo spettatore.
Il paesaggio è per Miriam Broggini è uno scenario in cui si intrecciano natura ed artificio. Negli spazi naturali, in particolari condizioni atmosferiche, l’artista interviene con vere e proprie azioni di manipolazione, e l’effetto straniante di questi interventi si annulla nella forza compositiva delle fotografie. L’immagine funziona come simbolo potente di un’unica dimensione temporale possibile, quella del presente.
Le fotografie di Franca Formenti sono parti di un articolato racconto sul cibo e i luoghi dell’alta cucina. Il carattere d’immediatezza degli scatti fotografici, la cromia vibrante delle immagini, la concentrazione dello sguardo sui dettagli restituiscono la vivacità e la frammentazione del tempo nel rituale del cucinare. Gli attrezzi da cucina, i gesti degli chef, gli ingredienti e gli alimenti sono i protagonisti di un serrato ritmo visivo e compositivo delle immagini, testimoni della pluralità dei tempi delle numerose azioni che si concertano in un unico sinfonico gesto che è il cucinare.
L’immobilità, la negazione del movimento nelle immagini di Marco Guariglia aquisiscono un significato poetico. Il ciclo fotografico ha per soggetto tutti mezzi di trasporto colti “alla deriva”, in situazioni di stallo, in questi contesti il punto di vista del fotografo trasforma l’oggetto in paesaggio.
Il senso stesso della fotografia come documento e memoria viene rovesciato da Carlo Meazza in una bellissima immagine in bianco e nero dove un accumulo di diapositive abbandonate sembra alludere alla selettività dei nostri ricordi, alla capacità di negazione della nostra memoria e in qualche modo alla perdita della visione.
La mano dello scultore Sangregorio è scelta da Riccardo Ranza come simbolo dell’intervento umano sulla natura attraverso la cultura. L’immagine è costruita sul contrasto qualitativo del marmo, materia fredda, e della mano dell’artista, capace di plasmare la natura e a sua volta plasmata dal tempo e dal lavoro.
Riporta alla luce la storia Sergio Tenderini: il campo di concentramento di Terezin è il soggetto di un ciclo fotografico in cui colpisce il nitore delle immagini, la sofisticata ricerca delle ombre e dei chiari per rendere vivo nel presente il nostro passato.

E poi c’è Stella Ranza, che apre concretamente il suo studio di scultrice ad una diversa dimensione temporale. Quella della partecipazione, del dialogo, dell’incontro attraverso l’occasione artistica. La ricerca di Stella è versatile, movimentata, ricca di sperimentazione, animata da uno spirito in continua ricerca e dalla fede nell’arte e nella creatività.

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Stella Ranza è stata allieva di Alik Cavaliere e Giancarlo Marchese e ha un intenso percorso di mostre collettive e personali. Nel 1997 espone a Castellanza al Museo Pagani; nel 2006 a Villa Recalcati a Varese e da Morotti Arte Contemporanea; nel 2007 espone al chiostro di Voltorre a Gavirate e alla Gam di Gallarate; nel 2008 allo spazio Guicciardini a Milano e al Civico Museo Parisi Valle di Maccagno, oltre che a Lugano e a Santa Margherita Ligure. Del 2006 e del 2008 le mostre personali in Sala Veratti a Varese.

Miriam Broggini utilizza la fotografia come mezzo per una propria ricerca artistica spesso caratterizzata da esiti installativi. È fotografa per la pubblicità e fotografa di scena per il cinema; tra le collaborazioni più prestigiose quella con il regista Shekar Kapur per la campagna pubblicitaria Magnum Algida. Collabora con etichette discografiche indipendenti e dal 2010 con Warner Music Italia per le cover di cd e le immagini promozionali di musicisti. Nel 2010 è stata finalista nel Premio Arte di Cairo Editore.
Alcune tra le sue mostre: Milano Fuori Salone, kidsroomzoom, Aprile 2011; Home Gallery, Busto Arsizio 2011; Apriti sesamo, Galleria Unduetrestellababy, Milano 2010 ; Premio Arte, Palazzo della Permanente Milano 2010; Artparty Sferica, Civico Museo d’arte Moderna e Contemporanea Castello di Masnago 2010; Utopia di un museo invisibile, Jerago Castello 2010; Art Blitz, Semina d’arte, Busto Arsizio 2009; Apartment Art, Pau University (France) 2009; Liberia Hoepli, Milano 2008; Apartment Art, Milano 2008 ; ZOO.01, Link, Bologna 2001
Sue opere sono pubblicate in Premio Arte 2010, Cairo Editore, Milano 2010; Medjugorje, Edizioni Quirici, Varese 2008; Dalle ombre dei lampioni, Il Filo, Roma 2007; Donne raccontano donne, Benzoni, Varese 2006; Rice is life: international year of rice 2004 and its implementation, International Rice Commission, Food and Agriculture Organization of the United Nations, Roma 2005; Vegetali Ignoti, Postmediabooks, Milano 2009.

Franca Formenti utilizza vari linguaggi espressivi tra cui la fotografia, il video e il web. Da diversi anni è attiva nella scena dell’arte relazionale e performativa, lavora in spazi pubblici e in rete, tentando di mettere in luce gli aspetti più intriganti, inquietanti o socialmente rilevanti dei comportamenti umani.
Ha vinto vari concorsi, tra cui la Biennale Internazionale di Arti Tessili, Kherson (Ukraina) 2001, e ha partecipato a mostre di Arti Tessili tra cui la Biennale di Chieti.
Nel 2002 a Bologna, durante Arte Fiera, ha presentato Bio Doll, performance che si focalizza sull'uso del corpo e sulla sessualità. Dal 2007 si interessa al mondo del cibo, con particolare attenzione alle varie modalità di fruizione, di forza e potere del nutrimento sul comportamento e sulle abitudini del pubblico, con l’obiettivo di usare l'appeal del cibo come strumento per indurre a riflettere sulla attuale crisi di identità della società contemporanea.
Nel 2008 partecipa alla Biennale di Architettura di Venezia, sezione DomusLab Food; nel 2011 partecipa a Transmediale di Berlino, in occasione del centenario di Marshall Mc Luhan; nel 2012 partecipa all'Umami Food & Art Festival di New York e a Kreemart a New York.
Nel 2012 Jeunes Restaurateurs d'Europe, sezione Italia, la incarica per la realizzazione delle foto e dei video di 87 ristoranti stellati sparsi per l'Italia per la guida del 2013 edita da Condé Nast ed uscita con il numero di Luglio 2013 di AD.

Alexander Gonzalez Delgado si laurea alla Escuela Nacional de Arte con specializzazione in Regia Teatrale dopo aver concluso un biennio presso la facoltà di Letteratura Spagnola. Nel 2000 si trasferisce in Italia. Tra le sue mostre personali: Cercando te Spazio Tadini, Milano 2007; Ritratti conflitti paesaggi, Il Sestante, Gallarate 2010; Pelle, Circolo Culturale CostArena, Bologna, 2011, Tales..ovvero spunti di storie per piccoli adulti , Il Sestante, Gallarate 2013.

Marco Guariglia è fotografo sportivo e collabora, oltre che con quotidiani nazionali, anche con numerose riviste e magazine, tra cui Superbasket, Icehockey Magazine, Quattro Ruote, Moto Hi-Power, è fotografo per Harley Davidson Italia. Sono suoi i libri fotografici Andrea Meneghin, edito da Sportagency, 1999; L’anno della stella, 10° Scudetto Pallacanestro, Varese,1999; Vipers click, Milano Hockey ghiaccio, 2001. Nel 1995 è l’unico fotografo italiano selezionato per la mostra One Moment in Time, Sasakawa Sport Foundation Japan, concorso mondiale di fotografia sportiva. Le sue immagini vengono esposte al Museo d’Arte di Tokyo e pubblicate nel catalogo della mostra.

Carlo Meazza è fotografo e ha realizzato circa settanta libri dedicati al paesaggio, all’ambiente naturale e umano in Italia e in Canton Ticino. Tra i molti cicli fotografici pubblicati anche quelli riguardanti il Tibet e l’Uganda. Ha collaborato con giornali e riviste italiane viaggiando in Asia, Africa e America Latina. Da qualche anno si dedica anche alla fotografia di luoghi letterari. Su questo tema ha realizzato libri su Antonia Pozzi, Adriano Bianchi, Piero Chiara e Vittorio Sereni. In fase di realizzazione e di prossima pubblicazione i libri fotografici relativi alla partecipazione alla Resistenza di Italo Calvino (Il sentiero dei nidi di ragno), a Beppe Fenoglio (Il partigiano Johnny) e a Luigi Meneghello (I piccoli maestri).

Sergio Tenderini si forma in Fotografia Pubblicitaria e Comunicazione Visiva presso l'Istituto Europeo di Design a Milano. Dal 1991 al 1993 lavora come fotografo e stampatore presso lo Studio Giorgio Colombo di Milano, nome importante della Fotografia d'Arte Contemporanea. Con Giorgio Colombo è fotografo di riferimento per la riproduzione delle opere d’arte contemporanea della Collezione Panza.
Il lavoro nella Fotografia Pubblicitaria affianca costantemente quello nel campo dell'Arte, del Ritratto, del Reportage, ambiti in cui la passione per una visione alternativa e personale del mondo fa da filo conduttore.

Per Riccardo Ranza la fotografia è un’istituzione. Il padre, Stefano Ranza, con Lanfranco Colombo è stato fondatore della Galleria Il Diaframma di Milano e del suo storico progetto editoriale, oltre che della Galleria Studio 45 a Varese. Allievo di Mario De Biasi, accanto a lui ha firmato il volume Montagne di Lombardia. Nel 2000 è stato fotografo ufficiale di Fabrizio Macchi durante l’attuazione del “record dell’ora”. Nel 2005 ha contribuito alla nascita della rivista varesina Living. Tra il 2006 e il 2008, ha tenuto lezioni di Fotografia presso l’Istituto Italiano di Fotografia di Milano. Ha vinto il Primo Premio Nikon Nital (Adidas streetball, Milano 1998).
Alcune mostre: I chiari scuri della violenza (a cura di E. Prada), Triennale di Milano 1998; Luoghi viaggi ritorni (a cura di R. Mutti), Galleria Gonda, Milano 2000; Premio Internazionale E. Casoli, Serra S. Quirico, Ancona, 2001; Sabbia, Sabbia, Spazio Rossana Orlandi, Milano 2003; Corpi: involucri di carne luce e pensiero (a cura di A. C. Bellati), Lugano 2008; Destini incrociati (a cura di L. Schiroli), Sala Veratti, Varese 2008; Identità riconosciute (a cura di V. Broggini), Cun Art, Cunardo 2008; Sferica (a cura di M. Morandini), Castello di Masnago,Varese 2010; Equilibri scomposti, Galleria forme d’arte, Venezia 2010; La pace, tra parola e immagine, Chiesa di S. Bernardino, Vercelli 2011; La luce nell’ombra, Bussana Vecchia, Imperia 2012; La speranza tra parola e immagine, Chiesa di S. Bernardino, Vercelli 2012; Cum tucte le tue creature (a cura di F. Marcellini ) ghiacciaie di Cazzago Brabbia, Varese 2013.