A Socially Engaged Drink – Paolo Rosa

Milano - 28/11/2011 : 28/11/2011

Il nuovo appuntamento è dedicato a Paolo Rosa, autore, con Andrea Balzola, del volume L'arte fuori di sé, e del progetto artistico e allestimento multimediale di Studio Azzurro per la mostra Fare gli italiani allestita a Torino per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Paolo Rosa converserà con specialisti tra i quali Anna Detheridge e Angela Vettese.

Informazioni

Comunicato stampa

A SOCIALLY ENGAGED DRINK
incontri su arte e società

lunedì 28 novembre dalle 18.00 alle 20.00
sede: DOCVA, Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4, Milano

L'appuntamento per A Socially Engaged Drink di lunedì 28 novembre è dedicato a Paolo Rosa, autore, con Andrea Balzola, del volume L'arte fuori di sé, e del progetto artistico e allestimento multimediale di Studio Azzurro per la mostra Fare gli italiani allestita a Torino per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Paolo Rosa converserà con specialisti tra i quali Anna Detheridge e Angela Vettese



A Socially Engaged Drink si articola in una serie di incontri che Viafarini dedica a temi e case studies paradigmatici dell'attuale dibattito riguardante la relazione tra arte e sfera pubblica. Saranno proposti e discussi progetti di carattere contestuale e di impegno pubblico, e situazioni in cui l'arte diventa confronto e dialogo con le istanze della società civile. Le esperienze in questione sono presentate dagli autori e dai protagonisti.
Gli appuntamenti sono volti a stimolare un possibile contraddittorio: figure di esperti analizzano i casi presentati al fine di ampliare il dibattito e di favorire una discussione critica del tema.

Come sostengono gli autori Paolo Rosa e Andrea Balzola nel volume L'Arte fuori di sé, pubblicato da Feltrinelli, l'arte "sta vivendo una crisi d'identità senza precedenti, ingabbiata in un sistema autoreferenziale per addetti ai lavori, pilotato più da logiche di mercato e di immagine che da una sincera ispirazione, lontano dal vissuto e dalle sensibilità della gente.
L'arte è fuori di sé perché sono espulsi tutti i codici e i confini. Il pubblico e gli stessi studiosi faticano a valutare che cosa sia l'arte e cosa non lo sia, e molti la confondono con la pubblicità, il design, la comunicazione, o con la mera replica di frammenti di realtà.
Ma l'arte è fuori di sé soprattutto perché la rivoluzione digitale ha generato una trasformazione antropologica dei comportamenti e delle relazioni sociali, che incide profondamente sull'identità dell'arte e sul ruolo dell'artista.
L'arte che esce da sé, in senso positivo, può svolgere una funzione simbolica e pratica di antidoto alle patologie dell'età post-tecnologica, spostando il baricentro della creazione individuale a quella collettiva, dall'opera compiuta al processo aperto, dalla centralità dell'artista 'genio' allo spettatore, con una circuitazione totalmente diversa, gratuita e molto più partecipata degli eventi artistici".