A.I. Artisanal Intelligence – From costume to couture

Roma - 26/01/2014 : 27/01/2014

Con la mostra "From costume to couture" la sartoria Farani espone la sua collezione di abiti autentici. Il rapporto tra il Costume e la Moda, le reciproche ispirazioni che legano due tra i settori di produzione creativa più importanti del nostro paese, vinciamo più Oscar per i Costumi che per la regia e la nostra Moda è un punto di riferimento per tutto il mondo, insieme al lavoro di nuovi creativi speciali e visionari.

Informazioni

Comunicato stampa

L'Arte e l'Artigianato nella Sartoria Farani

A cura di Clara Tosi Pamphili e Alessio de’Navasques

Domenica 26 gennaio 2014 ore 18.00
Sartoria Farani - via Dandolo, 8

La mostra resterà aperta anche Lunedì 27 dalle 11.00 alle 19.00

Il rapporto tra il Costume e la Moda, le reciproche ispirazioni che legano due tra i settori di produzione creativa più importanti del nostro paese, vinciamo più Oscar per i Costumi che per la regia e la nostra Moda è un punto di riferimento per tutto il mondo, insieme al lavoro di nuovi creativi speciali e visionari



From Costume to Couture espone abiti autentici meravigliosi insieme ai costumi che hanno ispirato, analizza, attraverso l'esperienza di una delle Sartorie più importanti del mondo, il lavoro del couturier e del costumista come se si specchiassero attraverso le loro creazioni messe a confronto. La Sartoria Farani possiede un’importantissima collezione di abiti autentici e realizza da più di cinquant’anni i costumi per i nomi più importanti dello spettacolo come Federico Fellini, Pier Paolo Pasolini o Peter Brook. Nota per le sue capacità di sperimentare e di saper realizzare con ogni mezzo i sogni più visionari di registi e costumisti, in questa occasione oltre a esporre il dialogo tra abito e costume di scena, ospita i lavori di giovani artisti, fashion designer e artigiani selezionati, capaci di realizzare manufatti creativi unici nei materiali e nelle tecniche.

Prima Piero Farani e ora Luigi Piccolo dirigono un vero e proprio laboratorio/fabbrica dove il costume si cuce e si salda, dove i sarti sono in grado di tradurre l'immaginario di registi e costumisti inventando materiali nuovi o utilizzando tecniche artigianali di ogni tipo. Tale capacità si deve anche alla collezione unica di abiti autentici che rappresentano una vera e propria “abitoteca” che vanta pezzi dal 1700 a oggi, divisi per aree geografiche di tutto il mondo, stili e categorie. Balmain, Dior, Galitzine, Schubert sono solo alcuni dei nomi di cui la sartoria conta le opere compiendo un lavoro unico di archiviazione e conservazione. In questa occasione saranno esposti all'interno della Sartoria, dove sarà visibile la lavorazione dei costumi, una storia della Couture con gli autentici e del Costume con pezzi da Oscar realizzati per costumisti come Danilo Donati o Franca Squarciapino. A conferma del valore del progetto A.I., From Costume to Couture ospita designer internazionali entusiasti di venire a presentare il loro lavoro a Roma.

In questo dialogo tra la tradizione sartoriale romana e la nuova generazione di designer, Irene Galitzine, storica maison della capitale decide di presentare la sua collezione di accessori come espressione di alto artigianato e costante ricerca, realizzate in metallo e rodoide, contemporanee e iconoclaste, preziose e versatili.

MIRKO DI BRANDIMARTE, dal gusto stilistico ricercato, iper-femminile e decisamente unico, realizza abiti per valorizzare la bellezza della donna. Le sue creazioni, frutto di emozioni ed esperienze personali, sono unicamente hand made. I simboli distintivi del brand sono gli esclusivi ricami, le leggere piume e le sensuali trasparenze.

FABRIZIO TALIA, dopo aver collaborato con grandi nomi della moda – Dior, Cavalli, Moschino, D&G – realizza il suo progetto (es)*Artisanal dedicandosi alla ricerca creativa tra arte contemporanea e moda. Ritorna a Roma all’interno di A.I. con due pezzi speciali dedicati all’artigianato romano e trattati con foglia d’oro e d’argento e preziosi ricami con originali cristalli di fine secolo.

SILVIA MASSACESI, sintesi tra il romanticismo della ricerca d’immagini e la tecnologia più avanzata, realizza borse in sughero il cui design riprende le trame naturali riproposte dall’uomo: ali di libellula e sagome di gufo, disegni da teorie dell’ornamento, William Morris e la Wienerwerkstatte.

THOMASINE BARNEKOW, è una designer svedese che sorprende con la sua magnifica produzione di altissima qualità. Il mondo dei guanti esplode in una miriade di forme e possibilità mostrando una verve nuova e inaspettata: spirali intriganti adornano i polsini, trecce sensuali si arrampicano sull'avambraccio, tagli sorprendenti creano volumi futuristici. Architettura contemporanea, geometrie naturali, materiale manipolato e colori dinamici suggeriscono visioni che sfidano profondamente l'artigianato professionale rinnovando identità e percezione del guanto come accessorio.

Hh è un brand di accessori per uomo e donna disegnato da HIROKO HOGUCHI. La lettera maiuscola H è ispirata alla figura maschile, la minuscola a quella femminile; insieme costituiscono una coppia. Sono calze ricamate e tessute dove lo stile miscela memorie settecentesche a grafiche orientali contemporanee.

RUI DUARTE per The Loser Project il cinema come prima passione e la letteratura: Céline, Genet, Pasolini lo ispirano nella realizzazione di accessori senza tempo, pelle senza cuciture o uso della colla, chiusure in argento per ricreare la preziosità tribale senza tempo. Per From Costure to Couture Rui Duarte ha realizzato tre pezzi dedicati a Pier Paolo Pasolini, ognuno è realizzato a mano e dipinto dallo stesso designer.

AUGUSTIN TEBOUL è un brand di haute couture che offre particolare attenzione all’artigianato tradizionale. L'aspetto unico delle creazioni Augustin Teboul nasce da una combinazione di poesia e gravità, equilibrio tra eccentricità e sobrietà. Le collezioni, prodotte in Germania e realizzate dal duo di designer, esprimono coerenza e ricerca mantenendo una forma concettuale.

LUCA CRUZ SALVATI è un giovane artista italo-americano che espone Principi senza princìpi, una serie di grandi disegni di giovani in costume seicentesco dove chi indossa l'abito storico ha il volto di ragazzi trovati nei siti di prostituzione on line dell'Europa dell'Est.