53a Mostra della Ceramica

Castellamonte - 30/08/2013 : 29/09/2013

Per la sua cinquantatreesima edizione della Mostra della Ceramica, la Città di Castellamonte, dedicherà una personale allo scultore e artista chivassese Nino Ventura.

Informazioni

  • Luogo: MUSEO DELLA CERAMICA - PALAZZO DEI CONTI BOTTON
  • Indirizzo: Piazza Martiri Della Libertà 28 - Castellamonte - Piemonte
  • Quando: dal 30/08/2013 - al 29/09/2013
  • Vernissage: 30/08/2013
  • Autori: Nino Ventura
  • Curatori: Vittorio Amedeo Sacco
  • Generi: personale, collettiva, arti decorative e industriali
  • Orari: giovedì – venerdì dalle 16 alle 19 sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 19

Comunicato stampa

Per la sua cinquantatreesima edizione della Mostra della Ceramica, la Città di Castellamonte, dedicherà una personale allo scultore e artista chivassese Nino Ventura.
Dal 30 agosto al 29 settembre 2013, le opere di Nino Ventura saranno ospitate al Theatrum di via Educ.
Con l’invito a Nino Ventura, il curatore Vittorio Amedeo Sacco ha voluto rendere omaggio ad un artista originale e creativo che già in passato ha avuto modo di stupire con le sue opere il raffinato pubblico della mostra della ceramica


Tra le presenze di Ventura nelle varie edizioni, a cominciare da quelle curate dal grande Nicola Mileti, , ricordiamo nel 2008 l’allestimento nella rotonda Antonelliana dell’ “Esercito del Piccolo Pesce” : in una vasca d’acqua di 13 metri di diametro, “galleggiavano” 12 personaggi in terracotta di oltre 3 metri che ad intervalli irregolari, dalla sommità del cappello, liberavano nell’aria bianche nuvole di fumo.
Per questa edizione il lavoro che Vittorio Sacco ha voluto portare a Castellamonte, si riferisce ad un nuovo progetto iniziato nel 2009 e che l’artista sta realizzando sul tema della ritualità nella pratica religiosa, del mito e dell’ idolatria.
Argomenti che condividiamo con le diverse culture del mondo e che hanno portato Ventura a confrontarsi con una figurazione più attenta, dal punto di vista stilistico ed estetico, alla rappresentazione del genere umano.
La mostra di Castellamonte sarà, per gli appassionati d’arte e per i semplici visitatori, un’ interessante occasione per vedere in anteprima i nuovi lavori di questo artista italiano.

Ufficio stampa Nino Ventura
Y.B.

Castellamonte
53a Mostra della Ceramica
10a Mostra di Arte Applicata
a cura di Vittorio Amedeo Sacco

30 AGOSTO - 29 SETTEMBRE 2013
Orari di apertura:
giovedì – venerdì dalle 16 alle 19
sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 19

Punto informativo
Città di Castellamonte
Centro congressi - Via Educ.
Tel. 335 1404689

Comunicato dell’Ufficio stampa della Mostra della ceramica di Castellamonte:

Dal 30 agosto al 29 settembre 2013 si terrà la 53° Mostra della Ceramica che quest’anno si intitola “Terra di Confine”.
La mostra, progettata e realizzata da Vittorio Amedeo Sacco e organizzata dalla Città di Castellamonte, propone una ricca e prestigiosa panoramica di opere di alto pregio e qualità a livello nazionale e internazionale, attraverso venti diverse mostre, con 1000 ceramiche realizzate da 100 artisti provenienti da ogni parte del mondo.
Le mostre avranno il loro epicentro in Castellamonte, in diversi e prestigiosi palazzi storici (Museo della Ceramica di Palazzo dei Conti Botton, Castello e Giardino dei Conti di Castellamonte, Casa Gallo e al Theatrum, ma alcune saranno allestite a Torino, nel Palazzo della Regione Piemonte, ad Agliè, nel Castello Ducale ed a Levone in Villa Bertot.
Le mostre avranno un loro succedersi temporale specifico, per cui all'inaugurazioni del 30 agosto a Castellamonte si succederanno quelle del 31 agosto ad Agliè a Levone, poi ancora quelle del 21 settembre e dell'11 ottobre a Torino.

Nino Ventura
Opere - (Theatrum)

Dal dialogo tra l’arte e la sapienza nasce una riflessione su temi della contemporaneità quale la sospensione, l’attesa, il silenzio di fronte a un passato non ancora concluso e un futuro non ancora iniziato.
Nino Ventura lavora sulla trasparente nebulosità della materia e su fasce cromatiche di stratificata profondità e si esprime con tutta la sapienza e la concretezza della tradizione.
Da questo connubio nascono le sue opere; metafora e concretezza coesistono in un continuo scambio.
E’ già accaduto che artisti del nostro tempo abbiano tentato, talvolta con successo mondano, di oggettivare nelle arti applicate valori plastici e cromatici che sono propri della scultura e della pittura. In genere si è trattato di prove ed improvvisazioni nelle quali si è manifestato un conflitto fra l’arte e il suo strumento più che una loro sintesi. Sovente l’arte si è malvolentieri piegata a una sorte non sua.
Diverso è il caso di Nino Ventura con cui l’arte come sperimentazione acquista il senso forte e affascinante della ricerca di un equilibrio.
Il valore plastico delle opere presentate nasce organicamente dal fatto artigianale e assume dimensioni dell’arte attraverso la sperimentazione.
Quando un frammento di realtà è toccato da un artista vero, quel piccolo frammento appare trasfigurato, diventa un appello alla meraviglia e alla ricerca della verità.
Nelle opere esposte è insita una costante e meditata ricerca sulle diverse materie intese come medium significante.
Le opere presentate sono estranianti e introducono lo spettatore in una dimensione di magica sospensione mediante un linguaggio plastico originale, che abbina alla materia scultorea l’impiego di una sapienza produttiva davvero ammirabile. Ne risultano opere dove il realismo della materia è mitigato dall’antirealismo dell’impiego.
Nino Ventura predilige la ceramica trattata secondo le più antiche tecniche, esaltandone le forme significanti, i valori plastici, le superfici ora opache, ora lustre, le possibilità della luminosità cangiante e iridescente.
La trasforma nel piatto meandro di acque e di terre – di pieni e di vuoti che si alternano - di una barena lagunosa, nella traccia tortuosa della foce di un fiume che scorre verso il mare, nelle infinite deviazioni e incroci di un corso fluviale che frantuma la superficie nell’ancestrale simbiosi di acqua e terra.
La tramuta in ciottoli che assumono forme inedite, la asseconda alle forme circolari di un’onda o di un mulinello creato dal vento, a quelle frastagliate e pur geometriche di candidi cristalli di ghiaccio, a quelle sferiche dei sassi emergenti dal greto di un fiume.
Usa, Nino Ventura, la trasparenza e la levità del vetro dall’alchimia segreta, come vuole la tradizione millenaria delle antiche botteghe, con una pittura posata sulla superficie interna della lastra di vetro, per dare luogo a delicate e immateriali proiezioni di ombra e luce, così da trasformare una silente struttura nella vibrante forma geometrica di una ragnatela che rinvia alla leggerezza della rugiada.
Con questi materiali Nino Ventura sa esprimere e suscitare un’emozione.

Vittorio Amedeo Sacco