2501 – Veicolo Adamantino

Milano - 09/11/2011 : 10/12/2011

The Don Gallery ospita sui white walls del suo spazio di via Cola Montano, Veicolo Adamantino dell’artista 2501, uno dei pionieri dell'urban art italiana, con una mostra che trae ispirazione dal Buddhismo tibetano.

Informazioni

  • Luogo: THE DON GALLERY - VIA COLA MONTANO
  • Indirizzo: Via Cola Montano 15 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 09/11/2011 - al 10/12/2011
  • Vernissage: 09/11/2011 ore 18
  • Autori: 2501
  • Generi: arte contemporanea, personale, street art
  • Orari: dal martedì al venerdì, dalle 14.00 alle 19.00. Sabato su appuntamento
  • Uffici stampa: ELENA BARI – NEWRELEASE

Comunicato stampa

Dal 9 novembre al 10 dicembre 2011, The Don Gallery ospita sui white walls del suo spazio di via Cola Montano, Veicolo Adamantino dell’artista 2501, uno dei pionieri dell'urban art italiana, con una mostra che trae ispirazione dal Buddhismo tibetano.
L'artista ferma su una serie di acetati e chine su carta le divinità e i simboli sacri di questa filosofia orientale.
Colori alcolici cangianti, grandi dimensioni e una pittura fortemente espressiva e gestuale riportano negli spazi della galleria tutta l'energia e l'intensità di Vajrapani, una divinità caratterizzata da continuo movimento, potenza e dall'energia che sconfigge i demoni interiori





2501 | BIOGRAFIA

2501

(Milano, 1981)

Vive e lavora tra Milano, Berlino e San Paolo del Brasile.



L'esordio è come writer sui treni e sui muri della sua Milano a 14 anni. Da quel momento l'artista non ha mai smesso di dipingere.

Parte della sua formazione un diploma in Montaggio alla Civica Scuola di Cinema del capoluogo lombardo e un master di Visual Communication alla nuova Bauhaus di Weimar in Germania.

Grazie a Studio Bici parteciperà come aiuto montatore alla realizzazione di Racconti di guerra di Mario Amurra, film vincitore del David di Donatello nel 2005 e selezionato al Festival del Cinema di Berlino.

A 20 anni l'artista si trasferisce per un anno a San Paolo del Brasile, dove lavora come graphic designer e collabora con alcune Ong insegnando a dipingere ai bambini delle favelas.

L'incontro con i maggiori esponenti della scuola di graffitismo Sud Americana, tra cui Os Gemeos, Herbert Baglione, Highraff e Zezaõ, sarà fondamentale nel dare una nuova direzione alla tecnica pittorica dell'artista.

Oltre alle mostre e agli interventi murali realizzati in tutto il mondo, l'artista è presente anche in alcune pubblicazioni chiave della bibliografia internazionale dedicata alla street art, dal celebre Street Logos di Tristan Manco, in cui compare con l'alias Robot Inc, a The Art of Rebellion 2 di Christian Hundertmark.

Lasciatosi alle spalle il progetto Robot Inc, l'artista avvia una nuova fase del suo percorso con 2501, portando avanti una ricerca che integra graffiti, pittura su tela, acetato, scultura e video. E sarà proprio un suo video, Mask, ad essere proiettato in Time Square a New York in occasione della vincita del Metropolis Art Prize 2009, presieduto da un giuria costituita da Isabella Rossellini, Cedar Lewisohn curatore della mostra Street Art realizzata alla Tate Modern di Londra nel 2008, Lee Wells curatore di Multi-Channel Video Installation, inaugurato allo State Hermitage Museum di San Pietroburgo in Russia nel 2008 e da Howard Halle editor di Time out New York.



2501 è tra i pionieri della street art tricolore ed ha partecipato alle prime mostre del genere nella penisola, da Urban Edge ad Arte Impropria, che hanno portato in Italia alcuni degli esponenti di spicco di questa corrente artistica internazionale, da Shepard Fairey a Space Invader e The London Police.