1978/2014 – La Ruota. Opere recenti

Roma - 28/02/2014 : 12/03/2014

Le tre artiste, che nel 1978 costituirono a Roma un collettivo femminile di autogestione artistica e condivisero l’esperienza di mettersi in gioco e operare sul territorio, coinvolgendo i presenti in un processo creativo che li avvicinasse all’arte, presentano oggi opere che appartengono, e ciò vale per ognuna di loro, al momento attuale e ad un ciclo espressivo a cui stanno lavorando in piena autonomia e specificità linguistica.

Informazioni

  • Luogo: CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE
  • Indirizzo: Via San Francesco di Sales 1 A - Roma - Lazio
  • Quando: dal 28/02/2014 - al 12/03/2014
  • Vernissage: 28/02/2014 ore 17
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: dal lunedì al venerdì ore 9,00/19,30 – aperto sabato 8 marzo

Comunicato stampa


Venerdì 28 febbraio 2014, alle ore 17,00 a Roma, presso la Casa Internazionale delle Donne - Sala Atelier si inaugura la mostra di Silvana Leonardi, Teresa Pollidori, Alba Savoi “1978/2014 – La Ruota. Opere recenti” testo di Ivana D’Agostino.
Silvana, Teresa e Alba, celebrano con questa mostra un anniversario che, al di fuori di ogni ritualità, sancisce l’amicizia e la solidarietà che, come un “filo rosa”, hanno attraversato la loro vita professionale


Le tre artiste, che nel 1978 costituirono a Roma un collettivo femminile di autogestione artistica e condivisero l’esperienza di mettersi in gioco e operare sul territorio, coinvolgendo i presenti in un processo creativo che li avvicinasse all’arte, presentano oggi opere che appartengono, e ciò vale per ognuna di loro, al momento attuale e ad un ciclo espressivo a cui stanno lavorando in piena autonomia e specificità linguistica.
Le “finestre” di Silvana, gli “autoritratti” di Teresa, i “muri” di Alba convivono e dialogano in un intrigante gioco di specchi che testimonia, alimenta e connota la loro “eterna” amicizia.
Storie di donne
Un filo del racconto il loro, quello di Alba Savoi, Teresa Pollidori e Silvana Leonardi, che si dipana lungo il corso di oltre un trentennio intessendo le loro storie, tramandone le diversità artistiche e generazionali, vedendole tuttavia ancora insieme riunite, da quando si “riconobbero” nel collettivo femminile di autogestione artistica La Ruota, in questo evento alla Casa delle donne. Il desiderio forte di allora di esserci e di vedersi riconosciuta una artisticità del fare utile alla collettività, esterna ai circuiti istituzionalizzati, le portava in quegli anni ’70, come si coglie nei filmati dell’epoca, a produrre arte tra la gente, sollecitandone la curiosità inventiva.
La loro storia di allora è continuata nel tempo spronata da quella stessa curiosità intellettuale che volevano istigare negli altri, garante, allora come oggi, della sistematicità dell’ impegno di ognuna: Teresa Pollidori è artista impegnata trasversalmente nelle arti visive e direttore di uno spazio culturale; Silvana Leonardi, girovaga per il mondo, esperienze da cui ha saputo cogliere nuovi spunti e stimolazioni per le sue opere, vive attualmente tra Roma e Monaco; ad Alba Savoi è ormai riconosciuto a pieno diritto il ruolo di maestro storico di respiro europeo.
Ė la percezione del tempo, della soglia e del limite che definisce, nonché della storia nel suo divenire – individuale, di un piccolo insieme o dell’intera umanità - il tema unificante che suggella le opere delle tre artiste che qui espongono, i cui modi di esprimere l’arte anch’essi si sono trasformati nel tempo, superando le barriere della tradizione, oltrepassate da ognuna di loro in modo singolare.
Teresa Pollidori attraverso le immagini testimonial di “esistenza in vita” di foto/documento, ricostruisce la sua storia personale rielaborando al computer il proprio volto “formato tessera”, standardizzato nel tempo di volta in volta dalle foto delle sue carte d’identità. Lontane dall’incisività riconoscibile dei tratti somatici richiesta alla foto/documento, ordinate in sequenza come fotogrammi del film della propria vita, queste immagini citano momenti di trapasso epocale della Pollidori con la levità leggera di ben dosate sfocature. Pur riconoscibile nelle varie foto, la manipolazione digitale delle medesime, tale da farne percepire una evidente qualità pittorica, così voluta dall’artista per il suo interesse alla trasversalità delle arti di cui si è detto, sposta il volto di Teresa Pollidori in una dimensione altra che travalica la Storia.
Ancora la storia, una storia di donne non conosciute, tra le quali, forse, riemerge anche qualcosa del vissuto personale di Silvana Leonardi, è quella che traligna dalle sue Finestre. La sospensione del tempo permea l’attesa di queste donne alla finestra, viste di spalle, che si mostrano appena, oppure percepibili in silhouette nell’ombra; presenti, sempre, anche nella leggerezza della tenda sollevata dal vento, in assenza di una figura riconoscibile, come si coglie in Di distacchi e d’incontri. I viaggi, la passione per un certo tipo di film d’autore miscelano gli input di un particolare tipo di comunicazione non massificato con il linguaggio della pittura, il cui polso ci è indicato dallo stile architettonico di queste ed altre Finestre della Leonardi, che ci dimostrano di una sua speciale vocazione europea.
La soglia, spostata ulteriormente avanti, oltre il personale vissuto o quello di alcuni individui campione, che vuole tramandare la memoria nel tempo della Storia dell’Umanità attraverso la scrittura, è quella indicata nelle opere di Alba Savoi. Le fotografie da lei scattate al muro di Berlino prima che cadesse registrano un limite creduto invalicabile, che la Storia recente ha ampiamente contraddetto. Le parole, la speranza e il dolore di quelle frasi sono la Storia di un bisogno di riscatto universale, trasformato dall’artista in pregnanti testimonianza di una svolta epocale attraverso i lavori che qui espone. Il documento storico – questo è il significato profondo di queste opere -, come peraltro da lei già realizzato nella mostra Grafismi antichi e recenti si incardina con la sua opera. Di esso la Savoi vuole assicurare la persistenza nella memoria, facendolo tuttavia – e in questo emerge la vena trasgressiva che la connota, superata l’apparenza - attraverso il suo consueto modo intenzionalmente banalizzante delle riproduzioni xerografiche.
Ivana D’Agostino