1895-1925 La giornata di una signora

Torino - 18/10/2017 : 07/01/2018

La Fondazione Accorsi-Ometto ospita, nelle sale dell’omonimo museo, una ventina di abiti provenienti dalla Collezione Roberto Devalle e risalenti al periodo 1895-1925.

Informazioni

  • Luogo: FONDAZIONE ACCORSI
  • Indirizzo: Via Po 55 - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 18/10/2017 - al 07/01/2018
  • Vernissage: 18/10/2017 ore 18
  • Curatori: Silvia Mira
  • Generi: documentaria, moda
  • Orari: Da martedì a venerdì 10.00-13.00; 14.00-18.00 Sabato, domenica e festivi 10.00-13.00; 14.00-19.00 Lunedì chiuso
  • Biglietti: Mostra: intero € 8,00; ridotto € 6,00* Mostra con visita guidata (sabato, domenica e festivi ore 12.00 e 18.00): € 4,00 oltre al biglietto d’ingresso Mostra GIACOMO GROSSO + Mostra ABITI: intero € 14,00; ridotto € 12,00* PERCORSO MODA (visita guidata alle mostre GIACOMO GROSSO + ABITI): € 6,00 oltre al biglietto d’ingresso delle due mostre *Ridotto: studenti fino a 26 anni, over 65, convenzioni, insegnanti Gratuito: bambini fino a 12 anni, possessori Abbonamento Musei e Torino + Piemonte card

Comunicato stampa

La Fondazione Accorsi-Ometto ospita, nelle sale dell’omonimo museo, una ventina di abiti provenienti dalla Collezione Roberto Devalle e risalenti al periodo 1895-1925.

L’occasione è offerta dalla mostra GIACOMO GROSSO

Una stagione tra pittura e Accademia (Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, Torino | Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti, Torino, Palazzo Comunale di Cambiano, 28 settembre 2017 — 7 gennaio 2018 | Palazzo Madama, Torino, 28 settembre – 23 ottobre 2017), grazie alla quale gli abiti esposti nelle sale del museo dialogano idealmente con quelli dei dipinti dal pittore piemontese, per sottolineare, come arte e moda, pittura e tessuti, siano uniti, tra loro, a un preciso momento storico e all’evoluzione della moda e del costume.

L’esposizione, curata da Silvia Mira, storica della moda, conduce il visitatore all’interno di un mondo che, per essere capito appieno, va decodificato: gli abiti rappresentano una sorta di linguaggio non scritto, che rimanda a realtà sociali e politiche specifiche, che parla di differenze e di uguaglianze, di appartenenze e di esclusioni. Gli abiti sono parole che continuano a raccontare, anche dopo molti anni, il contesto, all’interno del quale e per il quale, sono stati concepiti.

In questo modo, il percorso museale si trasforma nella perfetta scenografia per ambientare capi significativi, alcuni firmati da note Maison torinesi, come Sacerdote o De Gasperi e Rosa, altri da sartorie sconosciute, ma tutti in grado di trasportarci in una realtà e in una ritualità lontana e, ormai, dimenticata.

Questi meravigliosi ed elegantissimi abiti permettono, quindi, di fare un viaggio indietro nel tempo e forniscono l’occasione non solo di ammirare la bellezza e l’evoluzione delle linee, ma anche di scoprire che l’abito e il contesto erano scanditi da regole precise delle quali i manuali di buone maniere dell’epoca davano una fondamentale chiave interpretativa.