14. Mostra Internazionale di Architettura – Slovenia

Venezia - 06/06/2014 : 23/11/2014

Il Centro Culturale Europeo di Tecnologie Spaziali (KSEVT), ideatore del progetto sloveno alla Biennale di Venezia, sta lavorando sul collegamento che si può instaurare tra le soluzioni scientifico – tecnologiche e l’appropriazione dello spazio da parte delle Arti e delle Lettere.

Informazioni

Comunicato stampa

Padiglione della Slovenia alla
14° Mostra Internazionale di Architettura - la Biennale di Venezia

L’architettura è stata sempre vista come una disciplina legata alla progettazione e all’organizzazione di un territorio, ma con l’evoluzione della tecnica la prospettiva umana si è ampliata per includere orizzonti più estesi che implicano luoghi ubicati al di là della superficie terrestre. Lo spazio inteso come cosmo è l’incredibile visione che il gruppo del padiglione sloveno presenta alla 14° Mostra Internazionale di Architettura di Venezia

Un progetto che La Biennale di Venezia ha invitato assegnandogli una sede centrale dell’Arsenale, proprio nel raccordo tra le Corderie e le Artiglierie.
Nel suo passato la tradizione slovena annovera un illustre pioniere dell'architettura dello spazio Herman Potočnik Noordung, che nel 1928 pubblica la ricerca: Il problema della navigazione dello spazio - Il motore a reazione. La sua visione dell'architettura viene espressa attraverso oggetti e fabbricati culturali (comprese le strutture architettoniche), che consentirebbero la sopravvivenza umana in caso di pericolo, persino nelle mortali condizioni di gravità zero, in modo da ricordare i fondamenti e l’importanza oggi assunta dallo spazio.
L'idea di architettura per lo spazio di Potočnik è presentata dal gruppo sloveno a più livelli, partendo dall’asserzione che lo spazio a noi vicino sia da un po’ di tempo popolato da oggetti di varia provenienza, dai satelliti alle stazioni spaziali.
"Insediamenti" umani, ubicati in un luogo ostile all’uomo, essi svolgono numerose funzioni, come quella di unire i diversi sforzi culturali, se concepiamo la cultura come appropriazione di un ambiente attraverso svariati sistemi, quindi anche con l'architettura. Potočnik, in questo contesto, si pone come qualcuno che, prima di tutto, ha usato la sua conoscenza per rispondere alla domanda su come usare la tecnologia, che non sia nei termini di distruzione, ma per scopi umani comuni e per rendere possibile la sopravvivenza nello spazio. La storia dello stanziamento nello spazio è sempre stata, di conseguenza, una storia dell'architettura, legata soprattutto ai risultati scientifici e tecnologici.
Il Centro Culturale Europeo di Tecnologie Spaziali (KSEVT), ideatore del progetto sloveno alla Biennale di Venezia, sta lavorando sul collegamento che si può instaurare tra le soluzioni scientifico - tecnologiche e l'appropriazione dello spazio da parte delle Arti e delle Lettere. Dallo studio di questo rapporto, possiamo vedere lo sviluppo dell’architettura come un’interazione di due aspetti relativi agli impegni umani. Il contributo delle arti e delle scienze umanistiche alla progettazione architettonica dello spazio, delineato da Potočnik con il suo approccio non militarista, consiste nel riconoscere uno spazio culturale in assenza di gravità e in condizioni artificiali per gli esseri umani .
L'impegno di Potočnik e il suo apporto all’architettura è meglio comprensibile se associato alla storia del Modernismo, anche in Slovenia. La metodologia dei suoi progetti ha lo scopo di creare un ambiente adatto all’insediamento umano in un contesto totalmente artificiale - lo spazio - attraverso una serie di soluzioni architettoniche realizzate da prominenti architetti sloveni negli ultimi 100 anni, pur essendo queste spesso destinate a una funzione residenziale e sociale (ovvero all’idea di una vita migliore - con tutti i vantaggi per la civiltà - persino per i ceti sociali più deboli).
Non è un caso che anche alcuni modernisti e avanguardisti abbiano iniziato a scoprire lo spazio nei primi decenni del 20° secolo, anche se utilizzando i propri sistemi. La ricerca di una nuova espressione artistica spesso coincide con l'invenzione di un nuovo ordine sociale e un uomo nuovo. Lo spazio ha reso possibile una visione radicalmente nuova dell'arte e della società, così come la storia della sua conquista tecnologica e architettonica si intreccia con l’utopica esplorazione e interpretazione artistica di ciò che lo spazio sia e su ciò che implica - o dovrebbe sottintendere.
In occasione di questa Biennale, KSEVT offre, attraverso i tre diversi concetti, degli approcci per comprendere l'architettura dello spazio di Herman Potočnik e per una comprensione dello spazio architettonico in generale.
Supre:human esamina i disegni tecnico/umanistici realizzati da Noordung per uno spazio abitabile dall’uomo. Supre:living lo spazio è composto soprattutto da artefatti culturali (tra cui l'architettura) così come dell’appropriazione artistica (Modernismo, avanguardia) e persino da un ampliamento di questo termine. Infine, Supre:composite presenta l'architettura slovena del secolo scorso come precursore e discendente delle aspirazioni architettoniche di Potočnik; precursore poiché dimostra come il contesto e la mentalità dell’idea sia legata a una specifica area; discendente in quanto pone in rilievo le basi di una riflessione generale – in che modo l'architettura possa permette l’abitabilità umana? - e il motivo per cui scaturisca dalle nuove soluzioni tecnologiche, in gran parte legate allo sviluppo di tecnologie spaziali. Attraverso la presentazione di questi tre aspetti, KSEVT propone una visione particolare dell’esplorazione scientifico / artistica dello spazio nel passato; uno sguardo utile per iniziare a capire questa esplorazione come un diverso sforzo mentale verso la culturizzazione dello spazio.

Il progetto è organizzato da KSEVT in collaborazione con la Biennale di Venezia. Mentre l’esposizione principale è realizzata in collaborazione con Yuri A. Gagarin, cosmonauta del centro di addestramento di Star City. Una situazione unico ed eccezionale poiché verrà stabilita una connessione tra Herman Potočnik Noordung e la Stazione Spaziale Internazionale, l'unica architettura abitabile dello spazio in orbita terrestre.


Press images
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Herman Potočnik Noordung, Il problema della navigazione dello spazio - Il motore a reazione, 1928, Figura 84 – La ruota abitata. A sinistra: sezione assiale trasversale. A destra: veduta del lato rivolto sempre al sole, privo di uno specchio concavo, parzialmente in sezione trasversale, Copyright © KSEVT - Treasury of Modernity (tesoro della modernità)
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Herman Potočnik Noordung, Il problema della navigazione dello spazio - Il motore a reazione, 1928, Figura 88 – Il pozzo della scala della ruota abitabile, Copyright © KSEVT - Treasury of Modernity (tesoro della modernità)
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Herman Potočnik Noordung, Il problema della navigazione dello spazio - Il motore a reazione, 1928, Figura 60 - Una sala della stazione spaziale in uno stato di assenza di gravità, e che viene arredato; Figura 61 - Scrivere in uno stato di assenza di peso: per questo motivo per rimanere fissi dobbiamo legarci al tavolo, per esempio con delle cinghie di cuoio. Un uomo dalla camera accanto entra attraverso la porta galleggiando portando qualcosa con lui, Copyright © KSEVT - Treasury of Modernity (Tesoro della modernità)
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Supre:human; I cosmonauti Sergey Nikolayevich Ryazansky e Oleg Kotov Valeriyevich intenti nella lettura della descrizione degli elementi architettonici dello spazio di Herman Potočnik Noordung, Yuri Gagarin Centro di formazione dei comonauti, Zvyozdny Gorodok, 2014, Copyright © KSEVT
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Centro Culturale Europeo per le tecnologie spaziali; Matija Bevk, Aljoša Dekleva, Tina Gregorič, Rok Oman, Vasa J. Perović, Jurij Sadar, Špela Videčnik, Boštjan Vuga, 2012, Fotografo: Tomaž Maček, Copyright © KSEVT


Abstract
Lo spazio a noi vicino è già sufficientemente popolato, ma le condizioni per una vita umana rimangono inadeguate e in assenza di apparecchi e dispositivi adeguati può essere mortale. La concreta manifestazione della presenza umana nello spazio è l'architettura nella sua forma fondamentale: come un’articolazione circostante e come una forma funzionale di abitazione in assenza di gravità.
Dei meriti significativi per delle soluzioni tecnologiche all'avanguardia per lo spazio sono attribuiti a Herman Potočnik Noordung. Nel suo libro Il problema della navigazione dello spazio, pubblicato già nel 1928, Potočnik aveva cercato di risolvere i principali problemi legati al vivere nello spazio, offrendo una serie di soluzioni tecniche per la sopravvivenza umana in orbita. Le sue conquiste lo consacrano come il primo architetto dello spazio.
KSEVT presenta alla 14° Mostra Internazionale di Architettura alla Biennale di Venezia Il problema della navigazione dello spazio - Supre:architettura un progetto di architettura erede della passata ricerca spaziale scientifico-artistica.

Titolo della mostra: Il problema della navigazione nello spazio - Supre:architettura
Autori: Miha Turšič, Dragan Živadinov
Co-autori: Dunja Zupančič, Špela Petrič, Peter Krečič, Tanya N. Zhelnina
Curatore: Jurij Krpan
Commissario: Miha Turšič (KSEVT, Vitanje)
Commissario aggiunto: Maja Ivanič (DESSA Gallery, Ljubljana)
Contatti generali per il padiglione e per la stampa: Aurora Fonda (Galleria AplusA, Venezia) [email protected] / +39 3477122456
Contatto stampa: Robertina Šebjanič (KSEVT, Vitanje) - [email protected]


Breve biografia degli autori
Nome: Mr. Miha Turšič, commissario e autore
Nato a: Lubiana, Slovenia, 1975
Vive e lavora: Lubiana, Slovenia
Web site: www.ksevt.eu
Miha Turšič termina gli studi di design industriale presso l'Accademia di Belle Arti di Lubiana nel 1999. Nel periodo 1995-2005, lavora nello sviluppo dei marchi a livello internazionale. Dal 2004, è attivamente impegnato nell’acculturazione dello spazio, nella progettazione di abitazioni costruite a gravità zero e nell’arte post gravitazionale in collaborazione con Dunja Zupančič, Dragan Živadinov e il cosmonauta Yuri A. Gagarin del Centro di formazione russo. Nella sua carriera ha co-fondato diverse istituzioni nel campo della ricerca, dello sviluppo e dell’arte. Attualmente è direttore del KSEVT (Centro Culturale per le tecnologie spaziali europei) e si dedica allo sviluppo di un programma culturale spaziale.

Nome: Mr. Dragan Živadinov, autore
Nato a: Ilirska Bistrica, Slovenia, 1960
Vive e lavora: Lubiana, Slovenia
Web site: www.postgravityart.org
Dragan Živadinov studia regia teatrale presso l'Accademia di Teatro, Radio, Televisione e Cinema di Lubiana (1980-1984). E' stato uno dei fondatori del movimento artistico NSK nel 1985. Durante gli anni '80 ha creato lo stile "retro-gardismo", nel cui ambito ha realizzato eventi retro-gardisti e osservatori. Nel 1983, ha fondato il teatro di retro-avanguardia delle Suore di Scipione Nasica, e nel 1987, il Red Pilot Cosmokinetic Observatory (l’osservatorio cosmochinetico del pilota rosso). Nei primi anni '90, ha costruito "informances" trasformando il pilota rosso nel Gabinetto Cosmochinetico Noordung. Nel 1995, intraprende un processo teatrale di 50 anni dal titolo Noordung 1995-2045 nello stile di "telecosmismo". Nel 1998 diventa un candidato cosmonauta e nel 1999, realizza la Biomeccanica Noordung, la prima produzione teatrale completamente a gravità zero. Dal 2000 costruisce abstract teatrali post-gravità, e nel 2005, mette in scena la prima replica di Noordung 1995-2005-2045.

Nome: Mr. Jurij Krpan, curatore
Nato a: Postumia, Slovenia, 1961
Vive e lavora: Lubiana, Slovenia
Web site: www.kapelica.org
Jurij Krpan si laurea presso la Facoltà di Architettura di Lubiana. Dal 1995 dirige e sviluppa il programma della galleria Kapelica di Lubiana, una missione caratterizzata da un’esplicita politica di devozione nei confronti della ricerca artistica contemporanea, promossa e incoraggiata anche con eventi speciali in Slovenia e su scala internazionale. Nel 2003, è stato il commissario del Padiglione Sloveno alla 50° Biennale di Venezia. Nel 2006, ha curato la U3 – 5° Triennale d'Arte Contemporanea Slovena presso il Museo d'Arte Moderna di Lubiana. Tra il 2006 e il 2010, ha condotto il progetto artistico Cosinus a Bruxelles, nel 2008, ha curato il progetto Featured Art Scene: Ecologia della Mente Techno presso la Ars Electronica di Linz e nel 2009, una grande mostra panoramica Arzenal Depo 2K9 negli studi cinematografici Viba di Lubiana.