Libero, ironico e allergico a qualsiasi forma di conformismo, artistico e sociale. Andrea Pazienza (San Benedetto del Tronto, 1956 – Montepulciano, 1988) è stato indubbiamente una delle figure più incisive e irriverenti del fumetto italiano. Con lui la pagina si fa territorio di sperimentazione grafica, linguistica e politica; un campo di battaglia sul quale personaggi bizzarri e piroette visive prendono vita conducendo il pubblico in un universo poetico e scanzonato.
Il MAXXI L’Aquila omaggia il grande Paz
Dalla furia visionaria di Pentothal alla satira corrosiva di Zanardi, l’opera del fumettista pugliese (anche se nato a San Benedetto del Tronto) ha ridefinito i confini del fumetto d’autore, anticipando sensibilità e inquietudini che avrebbero segnato le generazioni successive.
A quasi quarant’anni dalla scomparsa, il suo linguaggio resta sorprendentemente vivo e capace di parlare al presente, al punto che un’istituzione come il MAXXI – Museo nazionale delle Arti del XXI Secolo ha deciso di dedicargli un grande progetto espositivo. L’obiettivo? Restituire la complessità e la modernità di un artista diventato icona imprescindibile della cultura visiva italiana.

La mostra su Andrea Pazienza al MAXXI L’Aquila
La rassegna si intitola Andrea Pazienza. La matematica del segno, e sarà suddivisa in due capitoli, presentati rispettivamente nelle due sedi italiane del museo. La prima tappa si appresta ad aprire i battenti il prossimo 6 dicembre, inaugurando un progetto che toccherà invece la sezione capitolina dell’istituzione nel corso della prossima primavera.
Curata da Giulia Ferracci e Oscar Glioti, la mostra in procinto di apertura nelle sale del MAXXI L’Aquila (visitabile fino al 6 aprile 2026) raccoglierà una densa sfilata di lavori giovanili: circa trecento opere tra chine, acquerelli e pennarelli, che rivelano la tensione continua fra pittura e fumetto, fra la tradizione del disegno accademico e la freschezza di un linguaggio contemporaneo e popolare. Sotto i riflettori ci saranno dunque i lavori d’esordio di Andrea Pazienza, molti dei quali realizzati nella sua città di “adozione”, Pescara.
Andrea Pazienza e gli anni giovanili a Pescara
Nel capoluogo dannunziano Paz incontra un terreno fertile, che ne percepisce la genialità, stimolandolo a trasferire su tele e quaderni le sue visioni fuori dal comune. È così che dal 1972 al 1982, l’artista – appena adolescente – realizza numerose vignette umoristiche e satiriche, che hanno come bersaglio chiunque gli stia intorno, a partire dal leggendario professore Sandro Visca. La mostra abruzzese si sofferma proprio su queste sperimentazioni, con un focus particolare dedicato al Laboratorio d’Arte Convergenze, il centro di sperimentazione pescarese nel quale il giovane Paz tenne la sua prima personale – nel 1975.
Alex Urso
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