Fantagraphic. Due nuove uscite targate Oblomov

Due libri diversi: uno racconta le vicende di un satiro smarrito nel mondo odierno, e l’altro le emozioni di una bambina che trova nella pittura la sua unica via di fuga dal reale. Due libri differenti per stile e narrazione, ma che hanno in comune la grande abilità tecnica e compositiva degli autori. “Il Dio vagabondo” e “Ada” sono da oggi in libreria per Oblomov Edizioni.

Barbara Baldi, Ada (Oblomov Edizioni, 2018). Dettaglio
Barbara Baldi, Ada (Oblomov Edizioni, 2018). Dettaglio

Quello appena trascorso è stato un anno pieno di bellissime uscite targate Oblomov, che a poco più dal suo primo anniversario si conferma già come una delle case editrici per fumetti più attente e attive d’Italia. Una produzione sempre mirata e di qualità, quella della casa editrice capitanata da Igor Tuveri, che porta oggi in libreria due nuovi volumi – entrambi, a loro modo, due gioielli da tenere sullo scaffale.

Fabrizio Dori, Il Dio Vagabondo (Oblomov Edizioni, 2018). Copertina
Fabrizio Dori, Il Dio Vagabondo (Oblomov Edizioni, 2018). Copertina

IL DIO VAGABONDO, DI FABRIZIO DORI

Eustis è un satiro affascinante: adora bere, bighellonare e parlare di grandi imprese mitologiche. È difficile non lasciarsi conquistare dal suo carisma, eppure, a vederlo bene negli occhi, nasconde lo smarrimento e l’inquietudine di chi non si sente a casa. Perché Eustis è un satiro, sì, ma nel posto sbagliato. Nei tempi antichi egli apparteneva al Tiaso, la corte errante di Dioniso. Malauguratamente separatosi dal resto del gruppo, il giovane si è perso, iniziando un lungo e solitario pellegrinaggio per ritrovare i suoi vecchi compagni.
In questi anni di ricerca il tempo è volato, e sotto di lui sono trascorsi secoli: al posto dell’Arcadia ora c’è una metropoli inquinata, e i paesaggi bucolici dell’antica Grecia sono parchetti di provincia costeggiati da strade asfaltate.
Semidivino immortale, oggi Eustis si arrangia come può: circondato da umani beve vino, fuma hashish e racconta storie profetiche, aspettando un segnale che lo riporti sulla strada di casa.
Il segnale arriva un giorno, all’improvviso: gli dei sono ancora lì in attesa del ritorno di Eustis, ma per trovarli egli dovrà affrontare la sua personale odissea.
Eustis intraprende un viaggio che lo conduce attraverso gli scenari del sogno, del conflitto, dell’amore e della morte messi in scena nel libro come fossero luoghi concreti, ognuno presieduto da una specifica divinità”, dice l’autore, Fabrizio Dori. “Per fare ciò ho provato ad avvicinarmi a un’idea di narrazione pura, primordiale, utilizzando le forme del mito e della fiaba”.
Le tavole sono splendidamente disegnate da Dori. Il tratto morbido e sinuoso e le silhouette dal taglio neoclassico dei personaggi richiamano raffinatissime fantasie liberty, strizzando l’occhio ai maestri Nouveau ‒ da Mucha a Klimt. I colori luminosissimi, inoltre, rendono ancora più appassionante il carattere già visionario del libro, sempre giocato tra il sogno e la realtà.
Io lavoro in digitale, disegno e dipingo direttamente su tavoletta grafica”, continua il fumettista. “La mia attenzione è totalmente rivolta al prodotto stampato, al libro che finirà nelle mani del lettore. Ho una mentalità da disegnatore di affiche: per me l’opera è il libro stampato, non la matrice dalla quale si ottengono le stampe”. E il libro stampato è, in effetti, un prodotto che dimostra una cura dei dettagli certosina: Il Dio vagabondo è un libro affascinante e ben lavorato, da sfogliare e apprezzare soprattutto per la sua forza visiva.

Barbara Baldi, Ada (Oblomov Edizioni, 2018). Copertina
Barbara Baldi, Ada (Oblomov Edizioni, 2018). Copertina

ADA, DI BARBARA BALDI

Vincitrice del Premio Gran Guinigi al Lucca Comics 2018 come miglior disegnatrice, Barbara Baldi torna con un nuovo fumetto. Si tratta di Ada, storia che mescola arte, ingiustizia e voglia di riscatto. La storia è ambientata nei pressi di Gablitz, vicino a Vienna, nei primi del Novecento. Vittima incompresa e maltratta dal padre, Ada ama l’arte e la pittura, e segretamente coltiva l’idea di poter un giorno abbandonare tutto per dedicarsi al disegno. Le vicissitudini del reale, però, sono più forti e incombono sulla vita della ragazza: figlia di un rude e intransigente taglialegna, Ada è costretta a metter da parte ogni fantasia per sottostare ai comandi del padre.
Solo nei ritagli di tempo la ragazza riesce a dedicarsi alla pittura, fino a convincersi, un giorno, a scappare di casa per mostrare i suoi dipinti in città: fuggita dal bosco, Ada si dirige da Egon Schiele, un caro amico conosciuto anni prima durante gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Vienna.
Egon (personaggio che rappresenta davvero il pittore austriaco) accoglie con entusiasmo l’amica nel suo atelier, facendole conoscere i suoi amici in un’atmosfera bohémien che lascia la ragazza d’incanto.
A contatto con il fermento artistico viennese, i progetti di Ada sembrano iniziare a prendere finalmente forma, fin quando però la figura del padre non torna prepotentemente nella sua vita, costringendo la ragazza a tornare a casa, abbandonando tutte le passioni e i piccoli traguardi raggiunti in città.
Dopo quell’episodio violento, la storia si “ferma” in un silenzio invernale. Un silenzio fatto di violenza, umiliazione e maltrattamenti da parte del padre, che si interromperanno solo alla fine del libro, quando un evento fortuito libererà Ada da questa situazione di oppressione, dandole finalmente modo di riscattarsi e dare forma alle sue passioni.
Pur ricca di passaggi, la narrazione regge solida, accompagnando il lettore negli eventi e nei sentimenti della protagonista. Il disegno, dal canto suo, non è da meno: forte di una lunga carriera come colorista e illustratrice, Barbara Baldi dedica a ogni tavola l’attenzione compositiva di un pittore impressionista, maneggiando le tecniche con esperienza.
Per disegnare ho utilizzato Photoshop”, dice l’autrice. “Le tonalità, gli agenti atmosferici o il chiaroscuro cambiano in base a ciò che voglio raccontare. Utilizzo dei pennelli particolari, non sono molti, ma utili per ricreare una pittura imprecisa e suggestiva”.
Ada è un lavoro ambizioso ‒ dal punto di vista formale e narrativo ‒ che riprende lo stile e l’atmosfera fiabesca del precedente Lucenera (Oblomov, 2016), esasperandone i toni cupi in cerca di territori ancora più emozionali e introspettivi.

Alex Urso

Fabrizio Dori ‒ Il Dio vagabondo
Oblomov Edizioni, 2018
Pagg. 160, € 25
ISBN 9788885621640

Barbara Baldi ‒ Ada
Oblomov Edizioni, 2018
Pagg. 120, € 20
ISBN 9788885621633
www.oblomovedizioni.com

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Laureato in Lettere Moderne presso le Università di Macerata e Bologna. Attualmente vive a Varsavia. I suoi interessi in ambito critico e curatoriale sono prevalentemente rivolti all'investigazione e alla concezione di punti di incontro tra artisti e istituzioni italiane e polacche. In questi anni Urso ha collaborato con spazi privati e pubblici, come la Galleria Nazionale di Varsavia – Zachęta e l'Istituto Italiano di Cultura di Varsavia. Nel 2017 è stato curatore della Biennale de La Biche. Dal 2014 scrive di arte per Artribune come corrispondente dalla Polonia. Dal 2013 al 2017 è stato redattore per Lobodilattice. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali. Sempre per Artribune cura Fantagraphic, la rubrica di fumetti del sito.