Fantagraphic. I racconti africani di Hugo Pratt

È da poco in libreria una nuova edizione di “Anna nella giungla”, tra le opere giovanili di Hugo Pratt. Lo spettro di un capotribù, una maledizione millenaria, un osceno traffico di schiavi e un intreccio di avidità, amicizia e amore: quattro racconti pubblicati in Argentina nel 1959, e oggi ristampati in una nuova versione restaurata.

Hugo Pratt - Anna nella giungla (Rizzoli Lizard, Milano 2018)
Hugo Pratt - Anna nella giungla (Rizzoli Lizard, Milano 2018)

Siamo nel 1913, in piena attività coloniale: il continente nero è un bottino a cielo aperto sul quale le maggiori nazioni europee si rincorrono a caccia del loro pezzetto di territorio; la Prima Guerra Mondiale è alle porte e le relazioni diplomatiche tra le superpotenze mondiali sembrano appese a un filo. In questo contesto storico è ambientato Anna nella giungla, tra le prime opere di Hugo Pratt (Rimini, 1927 ‒ Losanna, 1995).
Pubblicato per la prima volta nel 1959 in Argentina (dove l’autore visse per tredici anni a partire dal 1949), il libro venne originariamente pensato in quattro singoli episodi, apparsi sulle riviste SuperTotem e Frontera Extra. Arrivò in Italia solo nel 1963, pubblicato sul Corriere dei Piccoli appena quattro anni prima del capolavoro che consacrò Pratt agli occhi della critica internazionale, Corto Maltese. Ne esce oggi una nuova versione restaurata, edita da Rizzoli Lizard.

ANNA, DAN E LUCA ZANE

Anna Livingstone e Daniele Doria sono due ragazzi curiosi, entrambi capitati per ragioni differenti nel piccolo villaggio di Gombi, base della guarnigione inglese nell’Africa orientale.
Figlio di un famoso archeologo impegnato in una missione in Zimbabwe, Dan arriva a Gombi anticipato da una lettera firmata dall’ambasciatore d’Italia, che chiede espressamente alla guarnigione inglese di ospitare il ragazzo per qualche giorno. Nello stesso momento è Anna ‒figlia di un medico al seguito della spedizione coloniale britannica ‒ a far visita al villaggio. I due si conoscono, entrano in sintonia e ben presto nasce un’amicizia, rafforzata dalle avventure nelle quali – a volte per caso, altre intenzionalmente – i due giovani ragazzi si imbattono.
A coordinare la guarnigione nel campo e a guidarla nelle varie imprese è una schiera di personaggi ben delineati da Pratt: c’è il commissario Randall, il tenente Tenton, il capitano Mac Gregor, e soprattutto Luca Zane, il marinaio dal carattere schivo e affascinante che si rivela ben presto l’elemento più valoroso del gruppo: inquieto giramondo in cerca di avventura, Luca Zane ricorda un altro personaggio, che di lì a poco sarebbe diventato il simbolo di Hugo Pratt: Corto Maltese. Entrambi raffinati, entrambi arrabbiati, entrambi rivoluzionari ma attenti a non scottarsi in situazioni compromettenti, Corto e Zane sono facce della stessa matita che a distanza di un decennio si danno il testimone (l’esordio di Corto Maltese è datato 1967).

Hugo Pratt - Anna nella giungla (Rizzoli Lizard, Milano 2018)
Hugo Pratt – Anna nella giungla (Rizzoli Lizard, Milano 2018)

GLI EVENTI

Il libro è diviso in quattro capitoli e dunque in quattro storie. Ogni storia racconta le vicende nelle quali finiscono Anna e Dan, situazioni pericolose e chiaramente ispirate agli stereotipi del romanzo d’avventura. La trama è quindi classica e riflette in gran parte gli schemi tipici del genere: esplorazione dell’ignoto, viaggi misteriosi e prove di coraggio brillantemente superate dai protagonisti (dall’incontro con le tribù africane locali alla ricerca di luoghi esotici e inesplorati, fino alla sorprendente scoperta di una compravendita di schiavi).
Ogni evento è osservato da dietro le quinte da Anna e Dan, che seguono spesso di soppiatto la guarnigione, ma che sono pronti a saltar fuori quando è il momento di intervenire e salvare con coraggio le sorti del gruppo.
Il canovaccio avventuroso è rafforzato, inoltre, da timide incursioni sentimentali: prima l’amicizia tra Dan e Anna – che cresce con lo scorrere delle pagine – e infine quella tra Zane e il tenente tedesco Sibille Muller (i due si saluteranno con un bacio mozzafiato alla fine del libro, ovvero quando la guerra sarà già scoppiata e i due ufficiali dovranno tornare alle rispettive missioni).

L’ESPERIENZA AFRICANA DI PRATT

Al di là della valenza narrativa, gli eventi e le ambientazioni create da Pratt non possono non essere analizzati alla luce della sua esperienza biografica: l’autore passò infatti sei anni in Somalia al seguito del padre, pubblico ufficiale dell’amministrazione italiana in quel Paese, vivendo da vicino l’assurdità dell’avventura coloniale italiana.
Sono andato in Africa a dieci anni. Doveva essere la metà del 1937 perché ricordo che andavo ancora a scuola, al ginnasio Marco Foscarini; avevo una professoressa cattivissima, la Cavezzana; ero contento di partire perché anche il professore di matematica era cattivissimo”, dice Pratt in un’intervista all’Europeo nel 1973. “Arrivati al Villaggio Littorio, mi hanno subito messo a scuola. Diavolo, la mia Africa! Avevo letto i giornaletti di Cino e Franco, di Tim e Tom, Tim e Tom nel cuore della giungla (…). Niente di tutto questo. Mi sono trovato al ginnasio Vittorio Emanuele III a Entotto. Ho continuato a disegnare e a scrivere storie anche dopo il ritorno a Venezia. Avevo portato con me dall’Africa dei giornali americani (…) e ormai sapevo che avrei fatto il disegnatore di professione”.
L’esperienza africana segnò dunque l’autore anche dal punto di vista creativo, ispirando un gran numero di fumetti composti negli anni a venire, come quelli raccolti in questo libro. E altrettanto di grande ispirazione furono le opere di maestri del genere avventuroso letti da bambino, autori che nei primi decenni del ‘900 avevano ambientato le loro storie in Africa, tra gorilla, stregoni e cercatori d’oro (su tutti Lyman Young). Da essi il giovane Pratt si lasciò ispirare, tanto nella creazione delle trame quanto nel disegno.

Hugo Pratt - Anna nella giungla (Rizzoli Lizard, Milano 2018)
Hugo Pratt – Anna nella giungla (Rizzoli Lizard, Milano 2018)

UN’OPERA GIOVANILE

Il libro è in bianco e nero, disegnato per lo più a pennarello e pennino. Il tratto è secco e scolpito, ma capace di farsi più morbido e pulito nelle scene a pagina intera. Anche in questo senso le tavole sembrano un’occasione per scaldare gli strumenti e affinare lo stile, cercando una definizione espressiva in vista di prove più mature.
Per questa e altre ragioni Anna nella giungla sembra una fucina sperimentale; in essa Pratt si confronta per la prima volta con una storia di ampio respiro, abbandonando i racconti brevi per comporre una narrazione più impegnata, attingendo dalle sue esperienze personali e dalle sue letture fanciullesche per creare uno spettro di personaggi e situazioni che sarebbero serviti da campione per le opere a venire.
Come ogni opera giovanile, Anna nella giungla è dunque un reperto artistico importante e un tassello fondamentale nella carriera di Pratt: uno dei primi passi di un autore che da lì a qualche anno sarebbe diventato uno dei più grandi fumettisti di sempre.

Alex Urso

Hugo Pratt – Anna nella giungla
Rizzoli Lizard, Milano 2018
Pagg. 208, € 20
ISBN 9788817103244
www.rizzolilizard.eu

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AutoreHugo Pratt
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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.