La lunga storia dei libri animati e interattivi. C’è una mostra all’università di Roma
È il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza a svelare una curiosa produzione editoriale che si rintraccia già nel Quattrocento e arriva fino ai moderni libri d’artista. Un viaggio tra manuali di cosmografia e anatomia, libri di penitenza interattivi, meccanismi di carta e invenzioni ardite
È un invito a interagire con i libri la mostra che si scopre nella cittadella dell’Università La Sapienza, a Roma, negli spazi del Museo Laboratorio di Arte Contemporanea (MLAC) ospitata nel Palazzo del Rettorato.
Al cuore dell’esposizione sono i libri “animati” che trovarono nei secoli largo impiego in alcune discipline scientifiche e tecniche tra cui l’anatomia, la cosmografia, l’arte della navigazione, l’architettura, interessando ambiti bibliograficamente contigui come i libri di modelli per aspiranti artisti. Volumi, cioè, arricchiti da dispositivi mobili da ruotare (volvelle) o sollevare (flap), pensati per catturare l’attenzione di chi li sfoglia e si predispone a leggerli.
La mostra sui libri animati e interattivi all’università La Sapienza di Roma
Il Sistema delle Biblioteche Sapienza e la Biblioteca Universitaria Alessandrina conservano diversi esemplari antichi e moderni di questa tipologia libraria, ora in prestito per il progetto Arti e scienze nei libri interattivi delle collezioni Sapienza, a cura di Gianfranco Crupi e Antonella Sbrilli, che si visita gratuitamente fino al prossimo 28 febbraio (dalle 15 alle 19).
I libri interattivi in mostra raccontano di un’insolita alleanza tra la dimensione della lettura e quella dell’azione. Furono creati a scopo didattico, o per sollecitare la memoria; ma anche in funzione ludica, e persino con l’intento di evocare le arti divinatorie, come racconta il volume che introduce e accompagna l’esposizione, Libri animati fra studio, ricerca, tecnica e creazione (Milano, Ledizioni, 2024).
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Manuali d’anatomia, volumi sul cosmo e libri d’artista. La storia in mostra
E allora si spazia dal Kalendarius di Regiomontanus (1476) – primo libro italiano a stampa dotato di frontespizio in volgare, ma anche primo volume a integrare un dispositivo mobile – che sintetizza la cultura matematica e cosmografica del primo Rinascimento, al De humani corporis fabrica libri septem (1543) di Andreas Vesalius, che sancì l’inizio dell’anatomia moderna e permetteva di ritagliare e ricomporre le diverse parti del corpo umano. Sempre cinquecentesco è il Cosmographicus liber (1524) di Petrus Apianus, antesignano nell’utilizzo di parti mobili (volvelle strutturate nella forma di dischi di carta, sagomati e sovrapposti, e fissati alla pagina sottostante attraverso un perno) per calcoli calendariali e astronomici. In mostra si scoprono, ancora, un’edizione rinascimentale di Vitruvio (un esemplare de I dieci libri dell’Architettura di M. Vitruvio, tradotti da Daniele Barbaro e illustrati da Palladio) e un manuale seicentesco per la confessione, la Confession coupée (1639), che includeva strisce di carta col nome dei peccati commessi da mostrare al confessore. Poi il De homine figuris di Cartesio (1662), che riproduce un cuore grazie ad un assemblaggio di flap, e le tavole animate della Botanica per tutti, manuale edito nel 1923. Mentre un salto alla seconda metà del Novecento introduce al libro interattivo di poesia combinatoria pubblicato da Raymond Queneau nel 1961: in sole dieci pagine, Cent mille milliards de poèmes intreccia righe di sonetti che il lettore può combinare all’infinito ottenendo sempre una poesia diversa. Negliesemplari più recenti, invece, la tecnica utilizzata per sollecitare l’interazione è quella degli effetti pop-up, come nel libro-giostra dell’artista Anna Onesti (Libro/mare, 2025), opera dell’artista Anna Onesti, che per la mostra ha progettato il quaderno di sala. Per agevolare il visitatore nella scoperta dei libri animati, la mostra propone anche ingrandimenti di pagine e installazioni che simulano alcuni dei dispositivi presenti nei volumi, e un video che spiega il funzionamento di flap e volvelle.
Visite guidate e incontri per approfondire
Così, l’oggetto libro diventa uno strumento usabile per misurare, calcolare, scoprire, simulare, giocare. E nel pomeriggio del 19 febbraio, l’incontro Libri interattivi: pratiche tipografiche, modalità espositive e tecniche creative cercherà di risalire all’origine del genere, per capire cosa c’è dietro questa tradizione, che oggi ha trovato nuovo slancio nel mondo dell’interazione digitale e che, per altri versi, ha ispirato e ispira la produzione dei libri d’artista. Al dibattito (ore 16.30, accesso libero presso il MLAC) parteciperanno, insieme ai curatori, esperti di storia del libro (Valentina Sestini), storia delle tecniche artistiche (Silvia Bordini), iconologia e immaginari (Massimo Moretti), libri d’artista (Ada De Pirro), ipertestualità (Paola Castellucci), collezioni librarie antiche (Daniela Fugaro). Dal 23 al 26 febbraio 2026 sono inoltre in programma visite guidate ad accesso libero con i curatori.
Livia Montagnoli
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