Nel 1926 lo storico dell’arte Christian Zervos creava la celebre rivista francese Cahiers d’Art. Cento anni dopo un programma internazionale ne celebra l’eredità: a loro si unisce la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia con uno speciale allestimento all’interno degli spazi della collezione permanente. Una selezione di dieci numeri della storica rivista, che documentano un significativo intreccio tra Cahiers d’Art e la Collezione stessa, entra fino all’autunno 2026 in dialogo con opere iconiche del museo, mettendo in risalto il ruolo della pubblicazione nella costruzione della cultura visiva modernista.

Cos’è Cahiers d’Art
Fondata a Parigi come rivista, casa editrice e galleria, Cahiers d’Art costituì infatti un laboratorio sperimentale in cui si venne a definire un nuovo linguaggio estetico e teorico. L’eccezionale qualità delle riproduzioni, affidate a fotografi come Dora Maar e Man Ray, rese la rivista un vero “museo portatile”, e anche i contributi erano di grandi nomi: Alexander Calder, Claude Cahun, Marcel Duchamp, Vasily Kandinsky, Henri Matisse, Joan Miró, Meret Oppenheim, Pablo Picasso, accanto a poeti e pensatori quali Georges Bataille, Samuel Beckett, Jacques Lacan e Tristan Tzara. Dalla fondazione, Cahiers d’Art ha pubblicato 97 numeri e oltre 50 volumi: rilanciata nel 2012 dal collezionista svedese Staffan Ahrenberg, continua a essere una piattaforma di dialogo tra generazioni artistiche, giustapponendo figure storiche a voci contemporanee come Arthur Jafa, Hiroshi Sugimoto, Gabriel Orozco e Rosemarie Trockel.
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Il centenario di Cahiers d’Art: i festeggiamenti
È dedicata a questa eredità e al ruolo della rivista nel dibattito critico-culturale europeo del Novecento un ciclo di mostre internazionale (avviato proprio dalla Collezione Peggy Guggenheim). Nel corso del 2026 l’iniziativa coinvolgerà un network di musei internazionali che comprende il MDAM – Collection Zervos di Vézelay, il LUMA di Arles, il Musée national Picasso-Paris, il Benaki Museum di Atene, il Museum of Modern Art di New York e il Reina Sofía di Madrid. Il programma globale, con la partecipazione curatoriale di Daniel Birnbaum, comprende anche la pubblicazione Cahiers d’Art. A Century of Modernism, un ciclo di conversazioni e una serie di progetti espositivi nella sede parigina della rivista.
L’omaggio a Cahiers d’Art alla Collezione Peggy Guggenheim
La selezione presentata a Venezia, acquisita per l’occasione tramite raccolta fondi e confluita nel patrimonio archivistico del museo, spazia dagli Anni Venti ai Cinquanta riproducendo opere che sono parte della collezione della mecenate americana. Nel 1955 la stessa Peggy Guggenheim mandò alla rivista un testo dedicato a Constantin Brancusi: “Cahiers d’Art ha reso visibile l’avanguardia mentre stava prendendo forma”, ha detto la direttrice Karole P. B. Vail. “Questa capacità di anticipare il nuovo è un elemento che ci accomuna. Peggy Guggenheim fu tra le grandi protagoniste di quello stesso panorama culturale, e vogliamo pensare alla Collezione come a un luogo in cui quello spirito di sperimentazione continua a essere coltivato e condiviso”.
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