Gli eventi collaterali di SP-Arte 2018, la fiera d’arte contemporanea di San Paolo

Al via SP-Arte 2018, la fiera d’arte contemporanea di San Paolo, in Brasile, che si attesta ormai stabilmente tra le più importanti fiere d’arte dell’America Latina. Una settimana densa di mostre ed eventi che abbiamo visitato in anteprima per voi. Ecco cosa non perdere…

San Paolo inaugura la settimana dell’arte contemporanea in un clima incandescente dal punto di vista politico, a causa del recente arresto di Lula, ex presidente del Brasile. Ciononostante l’art-week che ruota intorno alla fiera d’arte contemporanea si preannuncia densa di mostre ed eventi. Nell’attesa dell’opening di SP-Arte/2018, tra le più importanti fiere d’arte dell’America Latina, che si svolge dal 11 al 15 aprile al Padiglione della Biennale, abbiamo approfittato della gallery night del 9 aprile per un giro nelle gallerie della città che inauguravano in contemporanea ed abbiamo selezionato per voi le mostre da non perdere.

– Lorenza Pignatti

1. MIRA SCHENDEL: SINAIS/SIGNALS

Schendel Mira al Museu de Arte Moderna de São Paulo

La riduzione del segno e l’analisi della intensità rarefatta del processo artistico connotano il lavoro di Mira Schendel. Nata a Zurigo nel 1919, è stata una delle importanti e prolifiche artiste dell’America Latina, insieme a Lygia Clark e a Hélio Oiticica. Aveva vissuto anche in Italia negli anni ’30, ma a causa delle leggi razziali introdotte dal fascismo nel 1949 si trasferisce in Brasile, dove frequenta artisti e intellettuali come il filosofo Vilem Flusser, il fisico Mário Schenberg e lo psicanalista Theon Spanudis e ridefinisce I codici visuali del modernismo europeo. Dopo le personali alla Tate Modern e al Reina Sofia di Madrid è ora il MAM – Museu de Arte Moderna de São Paulo a presentare, fino al 22 aprile, Sinais/Signals mostra che raccoglie 90 sue opere, realizzate per lo più tra gli anni ’60 e gli ’80. Un momento di grande vitalità creativa, in cui sperimenta la presenza e l’energia del vuoto attraverso installazioni, disegni e sculture.

Museu de Arte Moderna de São Paulo
fino al 22 aprile

2. HILMA AF KLINT

Hilma af Klint, The Ten Largest, No. 5, Adulthood, Group IV, 1907 têmpera sobre papel, montado sobre, tela, 328 x 240 cm, Courtesy Fundação Hilma af Klint, Foto: Albin Dahlström / Moderna, Museet, Estocolmo, Suécia

È straordinaria la storia di Hilma af Klint, artista svedese che ha realizzato dipinti astratti già nel 1907, anticipando le composizioni non-figurative di Kandinsky, Mondrian e Malevich. Animata da letture teosofiche e da un’entità spirituale denominata Amaliel, dipingeva tele astratte che si generavano in modo automatico, in una complessa rete di rimandi simbolici. Faceva parte di «The Five», gruppo di cinque artiste fondato nel 1892, che attraverso sedute spiritiche ed ultraterrene, sperimentano il disegno e la scrittura automatica, prima delle pratiche dei surrealisti. Non ha voluto esporre i suoi quadri astratti quando era in vita, ritenendo che non potessero essere capiti, e solo alla sua morte avvenuta nel 1944, all’età di 81 anni, affida più di mille opere tra dipinti e disegni e un centinaio di manoscritti al nipote Erik af Klint. Alla pinacoteca di San Paolo fino al 16 luglio, sono esposte 130 opere, alcune di queste mai esposti in pubblico e i manoscritti in cui teorizza la sua pratica artistica.

Pinacoteca de São Paulo
fino al 16 luglio

3. PAULO PASTA PROJETO E DESTINO

Paulo Pasta, Senza Titolo, 2014, olio su tela

Le opere pittoriche di Paulo Pasta, nato nel 1953 ad Ariranha, nello Stato di São Paulo, tra i maggiori rappresentanti della pittura contemporanea brasiliana, sono sofisticate campiture cromatiche nate da suggestioni e studi su strutture architettoniche o elementi iconici. Ogive, portici, tetti, croci o azulejo – le celebri ceramiche iberiche – le pareti e le facciate delle abitazioni brasiliane, sono forme ricorrenti nella sua produzione artistica. Strutture che vengono liberate dalla loro funzione di supporto, per diventare suggestioni poetiche, evocazioni o frammenti di paesaggi e di riferimenti iconografici. Una ventina di dipinti di diverse dimensioni sono presentati nella mostra personale Projeto e Destino ospitato all’Instituto Tomie Ohtake di São Paulo fino al 27 maggio. Il museo che raccoglie ed espone le opere della giapponese Ohtake è in perfetta sinfonia con i dipinti di Pasta, che lavora sempre sui limiti della visibilità, con colori impuri, riprendendo la lezione di Giorgio Morandi, come ha lui stesso dichiarato.

Instituto Tomie Ohtake
fino al 27 maggio

4. VIVERE ALLA PONTI

MCB Vivere Alla Ponti ® Renato Parada

Vivere alla Ponti presenta a Museu da Casa Brasileira un excursus storico-architettonico sul genio di Gio Ponti, tra i maggiori architetti italiani del ‘900. La mostra, curata da Francesca Molteni e Franco Raggi, dopo le tappe di Milano, Roma, Venezia e Londra, approda a Sao Paulo per ricostruire il contesto storico e culturale nel quale Gio Ponti ha operato. Attivo già negli anni ’30 quando la Edison gli commissiona la “Casa elettrica”, uno dei primi esempi di architettura razionalista in Italia, Ponti con le sue linee semplici e pulite, le geometrie delle forme e degli spazi, la competenza nella scelta dei materiali, ha rinnovato il linguaggio dalla tradizione e inventato l’abitazione contemporanea, come suggerisce il film documentario Amare Gio Ponti, diretto da Francesca Molteni. In mostra vi sono documenti, fotografie, materiali d’archivio e gli oggetti di design rieditati da Molteni.

Museu da Casa Brasileira
fino al 15 aprile

5. TARJA PRETA_VANIA TOLEDO

Vania Toledo al Museu da Diversidade Sexual

Vania Toledo è una fotografa onnivora, molto conosciuta in Brasile. Ha collaborato per il quotidiano Folha de São Paulo e per riviste internazionali come Time e Life. Toledo ama la gente nella sua straordinaria varietà di razze e generi sessuali, anche se i suoi scatti più conosciuti sono quelli che hanno consacrato musicisti come Caetano Veloso e Ney Matogrosso, o la scrittrice Cassandra Rios, per ricordarne solo alcuni. Il Museu da Diversidade Sexual ospita la sua personale dal titolo Tarja Preta in cui sono raccolte foto scattate tra gli anni ’70 e gli anni ’90 riguardanti l’effervescenza della comunità LGBT, di cui ha documentato la scena teatrale, quella artistica e quella notturna, mostrando come le differenze sessuali siano ancora poco accettate nella società contemporanea. “Mi interessano le persone, ma sono contraria a tutto quello che è troppo corretto e confortevole. L’omologazione non mi incuriosisce, sostengo invece la creatività e l’invenzione” afferma Toledo.

Museu da Diversidade Sexual
fino al 5 maggio

 

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