Finalmente riapre a Londra l’Hayward Gallery dopo i restauri con una mostra di Andreas Gursky

Dopo più di due anni di restauri riapre la Hayward Gallery nel Southbank Center a Londra. Completamente rinnovata si appresta a festeggiare i suoi 50 anni di storia. Ecco il programma.

Hayward Gallery
Dettaglio del Sixty Minute Spectrum (2017) © Morley Von Sternberg

La Hayward Gallery riapre a Londra dopo una ristrutturazione lunga due anni. Immersa nel vivace contesto artistico di Southbank Center il 9 luglio festeggerà i suoi primi 50 anni di storia con mostre, eventi e anche con qualche sorpresa. Tutto questo avverrà in un contesto strutturale rinnovato.

LA RISTRUTTURAZIONE

La ristrutturazione è stata resa necessaria dalle condizioni interne della struttura oramai logore ed obsolete e non più all’altezza degli standard internazionali. Proprio per questo nel 2015 è stata fatta la scelta di chiudere gli spazi. Con il loro progetto gli architetti dello studio FCBStudios hanno voluto rinnovare gli spazi e valorizzare la celebre architettura brutalista dell’edificio, caratterizzata dall’impiego del cemento e da forme massicce e monumentali, peculiarità oggetto di critiche nel corso degli anni scorsi. Gli interventi hanno interessato in primis i pavimenti in pietra della galleria, quindi la pavimentazione delle terrazze, sostituita per diminuire la possibilità di ristagni d’acqua; sono stati installati nuovi climatizzatori.
La vera novità consiste però nella modernizzazione dei lucernari piramidali che avrebbero dovuto permettere il passaggio della luce naturale all’interno della struttura. Già dal 1968, anno dell’inaugurazione della Hayward Gallery, avevano creato numerosi problemi a causa della cattiva esecuzione ed erano stati coperti da un controsoffitto che ha ridotto l’altezza delle gallerie superiori di alcuni metri. Oggi questo controsoffitto è stato tolto e sostituito da casse a doppi vetri che consentono il passaggio della luce naturale.

Hayward Gallery
Spazi interni della Hayward Gallery © Morley Von Sternberg

IL FITTO PROGRAMMA DELLA HAYWARD GALLERY

La stagione si è aperta il 25 gennaio con la prima grande retrospettiva inglese dedicata al fotografo tedesco Andreas Gursky (Lipsia, 1955). Il direttore del museo, Ralph Rugoff, da poco nominato anche direttore della Biennale di Venezia del 2019, ha dichiarato che “per l’intero anno, ci sarà un sottotema che avrà a che fare con l’architettura” e aggiunge “probabilmente metà delle immagini di Gursky avranno l’architettura come soggetto”. L’artista ha anche realizzato cinque lavori ad hoc che verranno esposti in occasione della mostra.
A seguire Lee Bul (Yeongju, 1964), scultrice coreana, cui verrà dedicata una mostra personale Lee Bul: Wayward Wander dal 30 maggio al 19 agosto. Realizzerà inoltre, secondo alcune indiscrezioni, una grande installazione per l’esterno dell’edificio che dovrebbe ricordare “una grande collana scintillante”.
Infine – non ci sono nomi, né maggiori informazioni -, ma è nei programmi una mostra collettiva di artisti che arriveranno addirittura a sperimentare un diverso modo di concepire lo spazio.
Sulla linea di molti spazi espositivi, inoltre, anche la Hayward Gallery ha deciso di rendere consultabile online il proprio archivio. Il progetto sarà reso possibile grazie alla collaborazione con il Google Cultural Institute. Sempre il direttore Ralph Rugoff sta curando l’uscita del testo “Fifty years of great art writing” che verrà pubblicato in febbraio.

Hayward Gallery
Esterno della Hayward Gallery © Morley Von Sternberg

TRA STORIA ED ARTE

La Hayward Gallery è stata fondata nel 1968 nel Southbank Center, storico centro londinese dedicato all’arte e alla cultura. La zona ospita anche la Royal Festival Hall e la Queen Elizabeth Hall spazi dedicati a concerti, spettacoli di danza e dibattiti.
Nel corso dei suoi cinquant’anni di storia la Hayward Gallery ha ospitato numerose mostre dal respiro internazionale. Lo stesso direttore Ralph Rugoff in un’intervista rilasciata al The Art Newspaper ha citato Bridget Riley (1971) per essere stata una delle prime mostre in cui donne artiste erano protagoniste, The New Art (1972) per essere stata una delle prime mostre d’arte concettuale e Gravity & Grace: the Changing Condition of Sculpture 1965-75 (1993) per aver introdotto scultori europei e americani in Inghilterra.

– Valentina Poli

Dati correlati
AutoriAndreas Gursky, Ralph Rugoff
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Valentina Poli
Nata a Venezia, laureata in Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, ha frequentato il Master of Art presso la LUISS a Roma. Da sempre amante dell'arte ha maturato più esperienze nel settore della didattica progettando e gestendo laboratori, in quello della preparazione di piccoli e grandi eventi culturali, nel settore delle gallerie d'arte e in campo giornalistico con collaborazioni con riviste del settore. Oggi vive a Roma.