A Firenze hanno distrutto l’Uomo Comune dello street artist Clet
Dal 2011 era una presenza fissa sul Ponte alle Grazie di Firenze, ma stanotte l’hanno ritrovato sull’argine del Circolo dei canottieri, vicino al Ponte Vecchio, dopo essere stato buttato nell’Arno. È l’Uomo Comune di Clet, artista urbano francese celebre per i suoi interventi sui cartelli stradali nella città di Firenze. Molto amato e molto discusso, Clet ora chiede aiuto sui social […]
Dal 2011 era una presenza fissa sul Ponte alle Grazie di Firenze, ma stanotte l’hanno ritrovato sull’argine del Circolo dei canottieri, vicino al Ponte Vecchio, dopo essere stato buttato nell’Arno. È l’Uomo Comune di Clet, artista urbano francese celebre per i suoi interventi sui cartelli stradali nella città di Firenze. Molto amato e molto discusso, Clet ora chiede aiuto sui social perché della statua hanno reperito tutto tranne la testa.
Chi è lo street artist Clet
Clet – al secolo Jean Marie Clet Abraham, di 59 anni – ha aperto il suo studio nel quartiere di San Niccolò vent’anni fa diventando famoso per le modifiche ai cartelli stradali con degli sticker che ne trasformano il signoficato. Tutto è iniziato con l’ormai leggendario “Cristo sulla strada senza uscita”: già pittore, incisore e scultore – ma anche falegname e rigattiere per sbarcare il lunario -, ha infatti cominciato a ridefinire l’ambiente urbano fiorentino con l’inserzione di omini, piccoli animali e madonne sui cartelli.

Clet e le polemiche a Firenze
Clet è stato spesso al centro di polemiche cittadine: la stessa statua dell’Uomo Comune – una scultura in vetroresina e polistirolo che ritrae un omino stilizzato – l’aveva portato a processo per essere stata installata senza permesso, anche se l’artista era poi stato assolto. Mentre i suoi sticker all’inizio venivano rimossi (e gli venivano mandate multe per imbrattamento) da qualche tempo ha avviato un dialogo più diretto con il Comune di Firenze.
L’Uomo Comune di Clet
Spesso usata come tela da giovani e turisti, l’Uomo Comune era un’opera pubblica molto amata: negli anni l’hanno ricoperta di adesivi, gli hanno aggiunto una ciambella come aureola e ne hanno cambiato il colore. Questo però “è un atto vandalico”, denuncia l’artista su Facebook. “L’arte costruisce, il vandalismo invece distrugge“, ha sottolineato. Promettendo poi di offrire una sua opera a chi gli riporterà la testa mancante.
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