Nelle Marche una mostra in due sedi racconta il valore del tempo tramite la fotografia

Visitabile fino al 2 giugno 2026 tra Palazzo Bisaccioni a Jesi e Palazzo del Duca a Senigallia, la mostra presenta le fotografie della collezione privata di Pier Luigi Gibelli per dimostrare come il tempo della fotografia sia segnato da accumuli, sovrapposizioni e richiami

Flat time is the right time è un’ampia mostra fotografica, a cura di Roberto Maggiori e Luca Panaro, divisa in due sedi: Palazzo Bisaccioni a Jesi e Palazzo del Duca a Senigallia. Al centro di questa esposizione, una selezione di fotografie della collezione privata di Pier Luigi Gibelli. Questa cernita dimostra come il tempo della fotografia non sia lineare, ma segnato da accumuli, sovrapposizioni e richiami a diverse arti e ricerche stilistiche (rimandi talvolta voluti, talvolta dettati dalla fortuna).

Palazzo Bisaccioni, Jesi
Palazzo Bisaccioni, Jesi

Fotografie in mostra tra Jesi e Senigallia

Una mostra che raccoglie in sé la storia della fotografia sia italiana che internazionale, sotto una molteplicità di aspetti: c’è la presenza del paesaggio, del corpo, dell’architettura, delle sperimentazioni e delle tensioni sociali. La fotografia emerge nella sua pluralità, mostrando come sia riduttivo, se non proprio impossibile, ridurla a solo documento o a mera espressione artistica. La fotografia contiene entrambi gli aspetti, e molto di più.

Le immagini in mostra tra Palazzo Bisaccioni e Palazzo del Duca

All’interno di Flat time is the right time c’è, quindi, una grande quantità di autori e opere: 67 fotografi per un totale di più di 100 fotografie. I paesaggi di Mario Giacomelli, forti di contrasti netti nelle sue superfici quasi astratte, trasformano la campagna marchigiana in segni grafici inconfondibili. Invece, il vigile di Nino Migliori, fermo in una strada deserta, immerso in un paesaggio urbano invernale, abita una dimensione sospesa, quasi cinematografica: un’atmosfera che anticipa, di qualche anno, quella sensazione di solitudine che caratterizza film come Il sorpasso. La mostra inoltre non evita di mostrare gli aspetti più problematici della società, come testimoniato dalla netta fotografia del membro del Ku Klux Klan, fotografato da Andres Serrano, e dalla foto della povera famiglia durante la Grande Depressione, ritratta da Walker Evans.

Due sedi per uno sguardo complesso e unitario

In Flat time is the right time, emerge con chiarezza come la fotografia non sia mai semplice cattura dell’istante. È costruzione, selezione e spesso intervento: in diversi lavori il confine tra fotografia e pittura si fa sottile (Paolo Ventura, Gregory Crewdson, Joel Peter Witkin) così come quello tra documento e messa in scena (Malick Sidibé). Il percorso studiato da Maggiori e Panaro insiste su queste ambiguità fertili, mostrando chiaramente come la storia della fotografia sia attraversata da continue ridefinizioni. Il dialogo che si instaura tra le sedi di Jesi e Senigallia rafforza questa idea di “attraversamento”: due luoghi che diventano parti di un unico racconto, mostrando la collezione di Gibelli come una riflessione accurata sulla complessa realtà dell’arte fotografica.

La centralità del tempo in una mostra fotografica

Come suggerisce il titolo dell’esposizione, il tempo, nella fotografia, si appiattisce in superficie: ogni scatto tiene insieme epoche diverse, memoria del passato e del presente. Forse è proprio in questa simultaneità che il “tempo piatto” evocato dal titolo trova il suo senso: non come negazione della storia, ma come possibilità di attraversarla tutta in un unico sguardo.

Silvio Gobbi

Jesi (AN) e Senigallia (AN) // fino al 2 giugno 2026
Flat time is the right time
PALAZZO BISACCIONI – Piazza Colocci, 4
PALAZZO DEL DUCA – Piazza del Duca, 1
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