L’Ecce Homo di Antonello comprato dallo Stato resterà permanentemente all’Aquila e non temporaneamente. E a giugno torna in città anche un Raffaello
Il piccolo dipinto di Antonello da Messina intraprenderà nel prossimo futuro un tour nei principali musei d’Italia, ma il Ministero della Cultura ha scelto di destinarlo al MuNDA. Intanto il museo ospitato al Forte Spagnolo si prepara per un’ambiziosa stagione estiva, con la mostra che mette a confronto Raffaello e Pontormo
Solo un paio di settimane fa, a sorpresa, il Ministero della Cultura interveniva – attraverso le parole del Ministro Alessandro Giuli – per placare la curiosità circa il futuro dell’Ecce Homo di Antonello da Messina, il piccolo dipinto acquistato dallo Stato italiano per 14,9 milioni di dollari, in occasione dell’asta battuta da Sotheby’s. “L’Ecce Homo avrà una residenza e tutta l’Italia come domicilio”, anticipava il Ministro, preannunciando per l’opera le tappe di un tour itinerante tra i principali musei d’Italia, a partire dall’arrivo all’Aquila nel suo anno da Capitale italiana della Cultura, per poi proseguire alla volta di altre città “in quell’ottica di circolazione e accessibilità, che caratterizza il Sistema Museale Nazionale e che rende ogni grande acquisizione patrimonio realmente condiviso”, specificava il Direttore Generale Musei, Massimo Osanna.

L’Aquila come residenza permanente dell’Ecce Homo di Antonello da Messina
Ora è il Sindaco Pierluigi Biondi a chiarirci un punto ulteriore: “Essendo frutto di un investimento significativo dello Stato italiano, l’Ecce Homo sarà esposto in tutta Italia. Ma il Ministero della Cultura ha scelto L’Aquila come destinazione permanente: il dipinto di Antonello da Messina trova nella nostra città la sua residenza, oltre il 2026. E la sua casa sarà il MuNDA, appena tornato nel Forte Spagnolo”. Al suo rientro in Italia dopo il disbrigo delle formalità burocratiche che ancora lo trattengono negli Stati Uniti, l’Ecce Homo sarà esposto per qualche giorno in Senato, per poi arrivare nel capoluogo abruzzese: “Non abbiamo ancora tempi precisi, sicuramente si tratta di un evento straordinario che senza la Capitale della Cultura non si sarebbe verificato. Il Governo ci ha fatto un grande regalo, che tiene conto degli sforzi compiuti dalla città per ripartire. Ma si tratta di un’operazione che dovrebbe diventare sistematica: così si dà dignità a musei di assoluto valore, che conservano collezioni di grande pregio, ma sono fuori dalle principali rotte turistiche. Oltre il 95% dei visitatori stranieri che arrivano in Italia frequentano solo il 4-5% delle destinazioni culturali”.

Il ritorno della Visitazione di Raffaello all’Aquila. La mostra nell’estate 2026
Nella stessa ottica, L’Aquila si appresta ad accogliere un altro “evento straordinario”, però frutto di una lunga pianificazione e di una partita giocata contemporaneamente sul piano scientifico e su quello diplomatico. Il prossimo 27 giugno, al MuNDA inaugurerà la mostra che mette a confronto La Visitazione di Raffaello e il dipinto di analogo soggetto realizzato dal Pontormo tra il 1528 e il 1530, oggi conservato nella pieve di San Michele a Carmignano. Per il quadro di Raffaello si tratta di un ritorno in città a distanza di quasi quattro secoli dalla sua partenza per la Spagna: eseguita intorno al 1517 per la chiesa aquilana di San Silvestro, la pala d’altare fu sottratta durante l’occupazione spagnola nel 1655, per confluire nelle collezioni reali di Filippo IV.

Un’importante operazione di diplomazia culturale
Oggi, l’opera è nelle collezioni del Museo del Prado di Madrid. E solo grazie a una collaborazione istituzionale che ha visto coinvolti, oltre al Comune e al Museo Nazionale d’Abruzzo, la Direzione generale Musei del Ministero della cultura, l’Ambasciata di Spagna in Italia, il Museo del Prado e la Diocesi di Pistoia, la mostra – La visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo, a cura di Tom Henry e Federica Zalabra – potrà concretizzarsi all’inizio dell’estate. “Ci sono voluti quasi due anni di lavoro” spiega la direttrice del MuNDA Federica Zalabra “L’ambizioso evento espositivo si inserisce nella visione generale di indirizzo del Museo come punto di riferimento culturale per il territorio e per la città. Il MuNDA negli ultimi anni ha conquistato credibilità e reputazione su scala nazionale e internazionale, contribuendo a rafforzare il profilo di sviluppo territoriale economico guidato dalla cultura”. “Questo traguardo dimostra la solidità del nostro progetto per il 2026 e la capacità del Comune di dialogare con le più grandi istituzioni internazionali come il Museo del Prado” sottolinea il Sindaco “abbiamo pianificato investimenti importanti per le grandi mostre, ma certo senza un progetto scientifico significativo tutto questo non sarebbe stato possibile. C’è stata una triangolazione importante anche con la Diocesi di Pistoia, all’Aquila risiede un nunzio apostolico in quiescenza (Monsignor Orlando Antonini, ndr) che ha mediato il confronto. Ma molto importante è stato anche l’interessamento dell’Ambasciatore di Spagna in Italia, Miguel Fernández-Palacios, che si è impegnato personalmente in un dialogo con il direttore del Prado. Siamo molto contenti, perché questa mostra non solo ha un valore storico, artistico e sentimentale per il nostro territorio, ma contribuirà anche a far conoscere le collezioni del MuNDA a un pubblico ampio”.
In attesa di scoprire quando sarà esposto l’Ecce Homo, dunque, il Castello dell’Aquila si prepara per una stagione estiva di grande rilievo. Alle due opere oggetto del confronto, la mostra affiancherà dipinti, disegni, stampe e documenti d’archivio.
Livia Montagnoli
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