Cinque personaggi e una partitura sulla solitudine. La mostra dell’artista Benni Bosetto a Firenze
Dal 22 ottobre al 23 dicembre 2026, The Ballad of the Blue Kind mette in dialogo IED Firenze e Fondazione Palazzo Strozzi in un progetto tra performance e installazione. Frutto di un percorso condiviso con gli studenti del master in Curatorial Practice, la mostra si sviluppa tra la Strozzina e l’ex Teatro dell’Oriuolo
Cinque personaggi, altrettante storie e una partitura che è insieme musica, disegno e installazione. Per The Ballad of the Blue Kind, Benni Bosetto (Merate, 1987) presenta un universo narrativo nel quale il tema della solitudine diventa il filo conduttore di un progetto concepito per gli spazi dell’ex Teatro dell’Oriuolo (sede espositiva di IED Firenze, dal 22 ottobre al 23 dicembre 2026) e la Strozzina di Palazzo Strozzi, dove il 22 e 23 ottobre ci saranno due giornate di performance ispirate al musical.

La collaborazione tra IED Firenze e Palazzo Strozzi
The Ballad of the Blue Kind nasce dal dialogo tra Benni Bosetto, Daria Filardo, coordinatrice Arte di IED Firenze, Martino Margheri della Fondazione Palazzo Strozzi e la classe del master in Curatorial Practice 2025-2026. Il progetto si inserisce in una collaborazione avviata nel 2021, attraverso la quale le due istituzioni hanno sviluppato un programma di iniziative che mette in relazione formazione, ricerca curatoriale e produzione culturale. L’obiettivo è creare occasioni in cui il lavoro degli studenti possa confrontarsi con le condizioni reali dell’ideazione e della realizzazione di una mostra. Accanto alla ricerca teorica, il percorso comprende il dialogo con gli artisti, la progettazione espositiva e la sperimentazione di formati che spaziano dalle mostre alle performance, dai workshop ai programmi pubblici. Nel caso di Bosetto, la collaborazione ha sostenuto una ricerca articolata, alimentata da riferimenti letterari, artistici e cinematografici. Gli studenti hanno contribuito allo sviluppo del progetto e all’indagine curatoriale, partecipando alla costruzione di un impianto che intreccia diversi linguaggi senza ricondurli a una narrazione strettamente lineare.
Benni Bosetto: cinque personaggi e una partitura sulla solitudine
Il nucleo narrativo della mostra è costituito da cinque figure, nate dall’intreccio di riferimenti letterari, artistici e cinematografici e di stereotipi legati alle diverse forme della solitudine. Bosetto le utilizza come punto di partenza per sviluppare canzoni, disegni, musiche e scenografie, dando vita a un immaginario che si muove tra riconoscibilità e invenzione. Alla Strozzina, questi personaggi diventano protagonisti di una performance ispirata al musical. Le loro voci si alternano in una sequenza di canzoni che raccontano esperienze individuali, costruendo progressivamente una trama condivisa. Ciascuna figura conserva una propria identità, mentre il susseguirsi delle voci produce accostamenti e contrasti. È proprio in questa alternanza che emerge la complessità del tema affrontato dall’artista. La solitudine può essere dolorosa, legata alla perdita o all’impossibilità di comunicare, ma può anche rappresentare una condizione scelta, uno spazio di autonomia e di conoscenza personale. La performance attraversa questi registri senza stabilire una gerarchia tra esperienze, lasciando che siano i personaggi e le loro interpretazioni a delinearne le sfumature.
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Benni Bosetto all’ex Teatro dell’Oriuolo
Negli spazi di IED Firenze, il progetto assume una forma diversa. Qui Bosetto sviluppa una grande installazione in cui il disegno si emancipa dalla superficie bidimensionale. Le immagini acquistano volume e consistenza, entrando in relazione con l’architettura e trasformando lo spazio espositivo in un ambiente da esplorare attraverso lo sguardo.
I nomi dietro il progetto espositivo
Ne deriva un linguaggio che privilegia la costruzione di mondi immaginari e che attribuisce all’ambiente un ruolo nella relazione tra corpi, immagini e osservatori. In The Ballad of the Blue Kind, questo metodo trova una declinazione nella scelta di affidare il racconto a personaggi e forme differenti, evitando che il tema venga esaurito da una sola rappresentazione. Curato da Daria Filardo e Martino Margheri, con il supporto della classe del master in Curatorial Practice 2025-2026 – Lehar Anand Agarwal, Chiara Bichi, Gloria Borchi, Katrina Buchberger-Brzezinski, Pietro Frisoni, Thalyta Gama Da Silva, Hannah Gibson, Mireia Massanés Farràs, Sophio Naneishvili, Carlotta Paolucci, Lidiia Tarabukina, Chiara Uccelli Arias e Yun Xia – il progetto è accompagnato da una pubblicazione.
Benni Bosetto. The Ballad of the Blue Kind
22 ottobre – 23 dicembre 2026
IED Firenze – ex Teatro dell’Oriuolo, Firenze.
Strozzina, Palazzo Strozzi, Piazza degli Strozzi
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