Riapre con William Kentridge lo storico Arsenale di Amalfi

L’inaugurazione e valorizzazione degli spazi che furono la storica sede della mostra “Arte povera più azioni povere” costituiscono il terzo tassello del progetto ‘Amalfi e oltre’ che celebra la figura di Marcello Rumma e più in generale le atmosfere culturali di un periodo eroico per l’arte contemporanea in Campania e in Italia.

William Kentridge, More Sweetly Play the Dance. Zeitz MOCAA, Cape Town
William Kentridge, More Sweetly Play the Dance. Zeitz MOCAA, Cape Town

Riapre l’Arsenale d’Amalfi, storica sede nel 1968 della importante mostra Arte povera più azioni povere, a cura di Germano Celant (la seconda dopo l’esordio alla Bertesca di Genova nel 1967), ma anche di Aspetti del ritorno alle cose stesse, curata da Renato Barilli e de L’impatto percettivo, a cura di Alberto Boatto e Filiberto MennaDopo l’esposizione omaggio al Madre di Napoli dedicata a Marcello Rumma, che fu di quelle iniziative figura centrale, arriva in Campania un altro momento di riflessione su quell’importante esperienza dal 2 settembre 2020. Ad inaugurare la storica sede dell’ Arsenale, appena restaurata e recuperata, sarà infatti William Kentridge, tra gli artisti di punta della scuderia della galleria Lia Rumma, che cura l’evento. More Sweetly Play the Dance è il titolo del progetto che l’artista ha scelto per valorizzare e celebrare la memoria di quegli spazi.

MORE SWEETLY PLAY THE DANCE

Si tratta di una proiezione monumentale, nel noto stile a lanterna magica o a fregio classico che dir si voglia, del maestro sudafricano, che affronta nello scorrere delle immagini i temi che sono tipici della sua poetica: la morte, l’incedere della vita, la violenza e la prevaricazione nella società. Questa danza macabra, come la definì Anna Heyward su Paris Review trae il proprio immaginario allegorico dai balli e dai rituali africani, ma anche dai culti panici e magnogreci, che infondono sangue e vita nelle figure a carboncino finalmente animate, accompagnate da una banda di ottoni. More Sweetly Play the Dance ha una lunga storia. Commissionata nel 2015 dall’Eye Filmmuseum di Amsterdam (c’è anche una bella pubblicazione prodotta in Olanda che ne racconta le vicende, ha girato il mondo. Nel 2018 una proiezione di 40 metri inaugurava il Museum of Art and Design nella Freedom Tower di Miami, nel 2017 una installazione a 8 canali era tra i momenti di punta del nuovo Zeitz Museum of Contemporary Art di Cape Town, per fare qualche esempio. Qui nei video vi mostriamo qualche immagine.

AMALFI E OLTRE

More Sweetly Play the Danceè la terza azione del progetto Amalfi e oltre, progetto promosso da Regione Campania, Comune di Amalfi e attuato dalla Scabec. Amalfi e oltre è stato inaugurato nel 2019 con il convegno Progettare la Memoria: Strategie del digitale realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno e la partecipazione di Vincenzo Trione, Pietro Montani della Vilnius University e il compianto filosofo Bernard Stiegler tra gli altri, raccontando il milieu culturale intorno alla figura di Marcello Rumma e il gruppo di giovani critici e intellettuali che cominciarono il proprio cammino nella città di Salerno, da Filiberto Menna ad Achille Bonito Oliva. Secondo step la già citata mostra al Madre di Napoli I sei anni di Marcello Rumma 1965-1970, ultimo capitolo della direzione di Andrea Viliani, oggi a Rivoli, co-curata con Gabriele Guercio, fino alla riapertura dell’Arsenale, il prossimo settembre, con Kentridge.

CHI ERA MARCELLO RUMMA

Figlio dei proprietari del Collegio Arturo Colautti di Salerno, Marcello è fin da subito coinvolto nell’attività di famiglia, lavorando con il padre nella definizione dei programmi didattici. Fonda le riviste Il Ponte, Rapporti, e Nuove Angolazioni. Avvia una importante collezione insieme alla giovanissima moglie Lia, e premi per giovani artisti. Nel 1968 fonda la casa editrice Rumma, pubblicando autori come Jean Paulhan, Eugen Fink e Marcel Duchamp. Dello stesso anno sono anche le mostre del ciclo Ricognizione Cinque a cura di Angelo Trimarco, dedicate agli artisti Agostino BonalumiMarcolino GandiniAldo MondinoGianni RuffiGilberto Zorio presso le sedi di Einaudi 691 e New Design a Salerno.

-Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.