Estasi mistica. Ernest Pignon-Ernest a Napoli

Complesso museale di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, Napoli ‒ fino al 19 maggio 2019. Ernest Pignon-Ernest porta a Napoli il suo progetto dedicato a otto mistiche cristiane. Rinsaldando il suo legame con la città partenopea.

Ernest Pignon-Ernest. Extastes. Installation view at Ipogeo della Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, Napoli 2019. Photo credits Giuliana Calomino
Ernest Pignon-Ernest. Extastes. Installation view at Ipogeo della Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, Napoli 2019. Photo credits Giuliana Calomino

Ernest Pignon-Ernest (Nizza, 1942) torna a Napoli. Torna con Extases, la mostra allestita nel complesso museale di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, a cura di Carla Travierso. L’artista francese, con otto mistiche cristiane, indaga il rapporto tra anima e corpo, interiorità ed esteriorità, nell’ipogeo della chiesa: Angèle de Foligno, Catherine de Sienne, Marie-Madeleine, Marie de l’Incarnation, Louise du Néant, Hildegarde de Bingen, Thérèse d’Avila e Madame Guyon sono le sante al centro del progetto che Pignon-Ernest ha scelto di presentare a Napoli.
Ciascun disegno ritrae le figure nel momento più alto dell’esperienza mistica, in cui viene esaltata l’intimità più casta, a ciascuna delle quali fa eco la propria immagine riflessa nello specchio d’acqua in cui sono installate. Ogni figura, realizzata a grandezza naturale, entra in un rapporto empatico con lo spettatore, all’interno di un contesto di grande impatto sensoriale, fatto di luci e ombre.

DA CARAVAGGIO A PASOLINI

Complice la passione che nutre da sempre per Napoli grazie anche a Luca Giordano, Caravaggio e al Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, l’artista si è ispirato non solo agli scritti delle sante, ma anche alla città che ha vissuto nel 1988 in lungo e in largo, quando affisse di notte e di nascosto, in tutto il centro storico, alcune opere di Street Art. La prima opera che Pignon-Ernest affisse fu il dipinto Davide con la testa di Golia di Caravaggio (anche quest’ultimo visse a Napoli) che, nella sua versione, ritraeva l’artista milanese con la testa di Pier Paolo Pasolini in una mano e nell’altra quella di Golia.

Ernest Pignon-Ernest. Extastes. Installation view at Ipogeo della Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, Napoli 2019. Photo credits Giuliana Calomino
Ernest Pignon-Ernest. Extastes. Installation view at Ipogeo della Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, Napoli 2019. Photo credits Giuliana Calomino

NAPOLI E BOCCACCIO

Gli ultimi lavori partenopei di Pignon-Ernest sono alcune serigrafie dedicate, nel 2015, proprio a Pier Paolo Pasolini: il regista, ritratto come La Pietà di Michelangelo che regge se stesso, sembra quasi che chieda ai passanti “Cosa ne avete fatto della mia persona e del mio pensiero?”. Prima di Extases, queste opere hanno segnato l’ultima traccia di Ernest Pignon-Ernest a Scampia e in via Benedetto Croce, tra la basilica di Santa Chiara e la chiesa del Gesù Nuovo, dove il regista Pasolini girò una scena del Decameron (1971), tratto dall’omonimo capolavoro di Giovanni Boccaccio.
Organizzata da Ciro Costabile, coordinata da Francesca Amirante e prodotta dall’associazione La musa partenopea, la personale inedita al Purgatorio ad Arco non lascia dubbi all’emotività: abbandonarsi ai sensi per poi rinascere.

Fabio Pariante

Evento correlato
Nome eventoErnest Pignon-Ernest - Extases
Vernissage02/03/2019
Duratadal 02/03/2019 al 19/05/2019
AutoreErnest Pignon-Ernest
CuratoreCarla Travierso
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoCOMPLESSO MUSEALE SANTA MARIA DELLE ANIME DEL PURGATORIO AD ARCO
Indirizzovia Tribunali, 39 - Napoli - Campania
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Fabio Pariante
Docente e giornalista freelance, è laureato magistrale in Lingue e Comunicazione Interculturale in Area Euromediterranea con tesi in Studi Interculturali dal titolo "La Primavera Araba nell’era del web 2.0: il ruolo dei social network". Nel 2011, con il patrocinio della Presidenza della Repubblica, ha vinto il Premio Giovanni Giovannini – Nostalgia di Futuro per la tesi di laurea triennale in Storia dell’Arte Contemporanea dal titolo "Net.Art: l’arte di fare network". Inoltre, è co-founder del progetto Marina Abramovic Institute a New York dell’artista serba e a Napoli ha partecipato all’opera collettiva "Rebirth – Terzo Paradiso" di Michelangelo Pistoletto. Collabora con diverse redazioni italiane e straniere e alcune realtà culturali.

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