I tragitti del desiderio. Li Chevalier a Roma

Macro, Roma – fino al 26 marzo 2017. Quarto appuntamento con “From La Biennale di Venezia & OPEN to MACRO. International Perspectives”, l’iniziativa curata da Paolo De Grandis e Claudio Crescentini, che porta nella Capitale una serie di installazioni provenienti dalla Biennale di Venezia. Stavolta è il turno di Li Chevalier.

A guidare l’ingresso nell’ampia sala della Pelanda è la musica di Pēteris Vasks, una composizione per archi, come quelli che, entrando, si vedono fluttuare su uno specchio d’acqua. Pare di essere in un sogno in cui alle variazioni dello stato d’animo corrisponde un mutamento della luce che illumina i violini, su cui sono dipinti volti e scritte: frammenti di una vita. La ricerca di un senso profondo messa in scena da Li Chevalier (Pechino, 1961) si infrange sul baluginio della visione, si screpola sulle superfici sabbiose delle tele in mostra, dissolvendo letteralmente la percezione di unitarietà e di assoluto cara all’Occidente. Individui simili a strappi vagano in solitarie lande e si muovono in un paesaggio dai tratti kandinskiani, un invito ad abbandonarsi alla mutevolezza del pensiero e della visione e a elidere ogni ipostatizzazione umana e lirica, come onironauti sui percorsi non ancora battuti del desiderio.

Martina Lolli

Evento correlato
Nome eventoLi Chevalier - Trajectory of Desire
Vernissage27/01/2017 ore 18,30 su invito
Duratadal 27/01/2017 al 26/03/2017
Autore Li Chevalier
CuratoriPaolo De Grandis, Claudio Crescentini
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoMATTATOIO
IndirizzoPiazza Orazio Giustiniani 4 - Roma - Lazio
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Martina Lolli
Curatrice e giornalista freelance nei settori di arte e musica. Dopo aver frequentato “La Sapienza” e l’Accademia di Brera (comunicazione e didattica per l'arte contemporanea) conclude la formazione con il corso per curatori CAMPO 14 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Attualmente redattrice per Artribune e OUTsider magazine, si dedica a progetti in cui arte, musica e scrittura si contaminano creando cortocircuiti estetici e favorendo una sensibilità allargata. Ha curato "Quello che rimane", prima personale del collettivo minimalista Minus.log al Museolaboratorio di Città S.Angelo (Pescara, 2016); "Our generation. Pittura emergente in Italia" con A. Zimarino (XVIII Biennale dell'Arte di Penne, Pescara, 2015); "Formazioni della luccicanza" con C. Fiasca a Palazzo Parissi di Monteprandone (Ascoli Piceno, 2015); "INCODEC" con I. D'Alberto, G. De Cerchio e M. Sconci al MUSPAC di L'Aquila (2015). Ha contribuito alla pubblicazione del volume "CORPO estraneo/straniero" (ed. Verdone) dedicato alla storia della performance art in Abruzzo con un capitolo sulla città di Teramo.