Nuove scoperte archeologiche in Italia e nel mondo. Dalla città scomparsa al tempio del faraone
Un aggiornamento sulle ultime scoperte archeologiche tra l’Italia e il mondo, dalla periferia di Roma al tracciato dell’antica Via Appia, alla Francia romana. Fino al Sinai
Se il 2026 era iniziato all’insegna di importanti scoperte archeologiche, la tendenza non sembra destinata a interrompersi. E così le numerose campagne di scavo attive in Italia portano alla luce santuari, antichi edifici di culto cristiani, interi insediamenti di epoca romana di grande rilevanza strategica. Mentre l’Egitto, grazie a una cooperazione istituzionale con la Cina, riscopre il tempio del faraone Apries nell’antica città di Menfi.
Fioccaglia. La città scomparsa che riappare

Sono riconducibili a un Foro e a un antico teatro le strutture rilevate grazie all’utilizzo di droni dotati di sensori termici e multispettrali nell’area, oggi in provincia di Avellino, dove tra II e I Secolo d.C. sorse l’insediamento romano di Forum Aemilii, lungo la Via Appia e nel punto di origine di una Via Aemilia voluta dal console del 126 a.C. Marco Emilio Lepido. Oggi, il sito archeologico di Fioccaglia di Flumeri è oggetto di continue scoperte, anche grazie all’applicazione di tecnologie all’avanguardia. L’équipe di ricerca diretta dal professor Giuseppe Ceraudo dell’Università del Salento, in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologia e Belle Arti per le province di Salerno e Avellino e con l’Amministrazione comunale di Flumeri, ha dunque ricostruito con chiarezza la struttura urbanistica di questo insediamento scomparso, molto probabilmente dotato di edifici monumentali, a testimonianza della sua importanza storica e strategica in relazione al tracciato dell’Appia. Oltre al reticolo di assi stradali, la rilevazione dei droni ha svelato la vasta piazza centrale del Foro e la presenza di una grande struttura votata agli spettacoli e alla vita pubblica, finora ignota.
A Roma emerge un settore sconosciuto della Necropoli Ostiense

Si deve ai lavori di indagine per la realizzazione di uno studentato in via Ostiense, nei pressi della Basilica di San Paolo Fuori le Mura, la scoperta di una vasta area funeraria, con tombe in muratura decorate e sepoltura a fossa. L’eccezionalità del ritrovamento risiede nell’ottimo stato di conservazione dell’area, appartenente alla Necropoli Ostiense, una delle più estese della Roma antica. Dallo scavo, diretto da Diletta Menghinello, archeologa della Soprintendenza Speciale di Roma, è emerso, a circa un metro di profondità, un nucleo di cinque edifici funerari d’età imperiale a pianta quadrangolare con copertura a volta. Un sesto edificio perpendicolare, suggerisce, insieme ai resti di ulteriori ambienti, l’organizzazione del complesso attorno a un cortile interno. I sepolcri, probabilmente colombari, conservano un elaborato apparato decorativo, costituito da intonaci affrescati a fasce e a motivi vegetali, stucchi, edicole ornate da figure della simbologia funeraria romana. Sono stati inoltre rimessi in luce un’aula absidata e un altro grande ambiente con resti di pavimentazione a mosaico.
Il santuario di Ercole nel Parco delle Acacie alla periferia di Roma

Durante gli scavi preventivi nel Parco delle Acacie, avviati nel 2022 in zona Pietralata, è emerso un complesso articolato che comprende un piccolo santuario probabilmente dedicato a Ercole, due tombe aristocratiche di età repubblicana, un antico asse stradale e due grandi vasche monumentali. Ritrovamenti importanti per approfondire la conoscenze dalla vita religiosa e funeraria nell’antica Roma, nel periodo compreso tra V-IV Secolo a.C. e I d.C.. Di particolare interesse è il piccolo santuario, costituito da un sacello a pianta quadrangolare, costruito sopra un deposito votivo più antico. All’interno sono stati rinvenuti resti di statuette, parti anatomiche in terracotta e raffigurazioni animali che indirizzano gli archeologi verso il culto di Ercole, divinità molto venerata lungo la via Tiburtina. Si è conservata, inoltre, la base di un altare.
Un ricco complesso cristiano a Ostia Antica

Uno spazio ampio (8×20 metri, con pareti alte circa 8 metri) e riccamente decorato con pavimenti a mosaico e pannelli marmorei, caratterizzava la sala monumentale di una struttura episcopale del IV secolo appena rinvenuta nel Parco Archeologico di Ostia Antica, tra i più antichi complessi cristiani scoperti nei dintorni di Roma. L’ambiente è adiacente a un complesso ecclesiastico monumentale costruito intorno al 330 d.C. sui resti di un’insula romana, che comprendeva una grande chiesa e una residenza vescovile. E la raffinatezza dell’apparato decorativo svelato dall’ultima campagna indica la presenza di un apparato ecclesiastico ben organizzato già nella Roma cristiana della prima ora, a pochi anni dall’editto di Costantino che nel 313 d.C. aveva sancito la libertà di culto.
Scoperte dal mondo: il tempio del faraone Apries nell’antica Menfi

È frutto di una cooperazione tra archeologi egiziani e cinesi la scoperta di un edificio costruito in calcare a Mit Rahina (l’antica città di Menfi), nel governatorato di Giza, che sarebbe compatibile con il tempio del faraone Apries, sovrano della XXVI dinastia, già oggetto di precedenti campagne di scavo presso il sito di Tel Aziz. Nel corso della missione sono inoltre stati individuati cinque sfingi acefale, blocchi e lastre di pietra incisi con geroglifici dedicati al dio Ptah e cartigli di Apries, e numerosi vasi in terracotta e vetro e monete in rame. Gli scavi riprenderanno ad aprile, con l’obiettivo di rinvenire ulteriori elementi architettonici e reperti per ricostruire la storia di una delle capitali più antiche dell’Egitto, centro di attività amministrative, economiche e religiose per quasi tremila anni.
Sempre dall’Egitto, intanto, arriva la notizia della scoperta di graffiti preistorici di quasi 10mila anni fa nel Sinai meridionale, incisi su un grande riparo roccioso in arenaria sull’altopiano di Umm Arak, dove gli artisti dell’epoca raffigurarono animali e scene di caccia.
In Francia, invece, nelle vicinanze dell’antica città romana di Augusta Auscorum (oggi Auch) gli archeologi hanno portato alla luce una domus di grandi dimensioni, individuando tre stanze decorate con mosaici policromi e riscaldate dal suolo con un impianto termale. Ma mosaici romani di grande qualità sono stati di recente scoperte anche nella città di Uzès, a dieci chilometri da Avignone, dov’era un tempo l’insediamento di Ucetia. La decorazione, risalente al I Secolo a.C., si sviluppa su 60 metri quadri, ed è uno dei più estesi apparati musivi pavimentali mai rinvenuti in Francia, forse legato alla sala di rappresentanza di un edificio governativo.
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