A Londra una mostra celebra i legami artistici nell’India del Novecento fino ad oggi

La mostra che la Royal Academy dedica a Mrinalini Mukherjee celebra l’opera della scultrice indiana e la rete di artisti con cui ha interagito, dirigendo lo sguardo europeo verso l’arte moderna e contemporanea del sud-est asiatico

L’arte indiana nasce da dialoghi, scuole e comunità decentrate rispetto alla Facoltà di Belle Arti dell’Università di Baroda. Mrinalini Mukherjee (Mumbai, 1949 -Nuova Delhi, 2015) è cresciuta all’Università Visva-Bharati a Santiniketan, nel profondo Bengala rurale, e porta con sé i ricordi della scuola d’arte circondata da alberi di sale, palme e frutteti di mango: un ambiente educativo radicale molto diverso dalla formazione coloniale inglese (cessata nel 1947). Le lezioni si svolgevano all’aperto e gli studenti erano seduti sotto gli alberi lungo le strade polverose e vicino alle indigene tribù Santhal, sviluppando opere ove la mente trovava un’impavida libertà nel creare sogni personali.  

La dimensione spirituale nelle sculture di Mrinalini Mukherjee 

La fibra di canapa tinta e intrecciata, il peso, la gravità delle forme producono una sorta di ritualità. La spiritualità è presente senza simboli religiosi espliciti e il visitatore deve sovvertire l’abitudine dell’arte occidentale di avere risposte visive dirette. Ci si pone domande sul corpo, sulla materia, sulla natura e si vaga rassicurati tra le sculture monumentali dell’artista che fondono astrazione, natura, anatomia e tradizione, rendendole presenze più che oggetti. Sospese o adagiate nello spazio, aggrovigliate o sedute, hanno un aspetto ambiguo e non sono mai del tutto riconoscibili: evocano corpi, piante, radici, talvolta elementi sessuali, senza fissarsi in un’immagine definitiva. Un’incertezza che rallenta lo sguardo. 

Il circolo artistico di Mrinalini Mukherjee 

Quella della mostra londinese è una narrazione particolarmente significativa perché non isola Mukherjee, ma la mette in dialogo con gli artisti del suo “cerchio, con la loro autonomia linguistica e concettuale e offre un’idea di arte fatta di relazioni, insegnamenti e continuità culturali che hanno fatto rete. I suoi mentori e compagni d’arte sono Leela Mmukherjee e Benode Behari Mukherjeee, genitori dell’artista e figure significative nel mondo dell’arte indiana del XX Secolo, entrambi docenti di arte alla Scuola di Kala BHavana a Santiniketan; KG Subramanyan, influente educatore e artista che ha incoraggiato esplorazioni materiali e l’incontro tra arte e artigianato; Jagdish Swaminathan, amico e mentore dell’artista, con opere che affrontano iconografia indigena e critica socio politica; Milita Sheikh e Gullammohammed Sheikh, artisti contemporanei con opere significative di pittura e stampa. 

L’insegnamento della mostra di Londra 

Emerge un contesto vitale in cerca di affermazione nell’interscambio diretto e nel confronto di tecniche, cultura e ideologie. In conclusione, la mostra consacra la scultrice come una grande del Novecento e invita a ripensare la storia dell’arte globale in termini più spirituali, inclusivi e interconnessi. 

Cristina Zappa 

A Story of South Asian Art. Mrinalini Mukherjee and Her Circle  
Royal Academy of Arts, The Jillian and Arthur M. Sackler Wing of Galleries | Burlington House 
31 ottobre 2025 – 24 febbraio 2026 

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Cristina Zappa

Cristina Zappa

Di formazione classica, giurista con una laurea magistrale in diritto civile (Università Cattolica, Milano) e una laurea biennale in Arti visive e studi curatoriali (Naba, Milano). Come critica d’arte ha recensito articoli per D’Ars magazine e per Alfabeta 2, ha…

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