Battaglione Parajanov
La mostra riunisce un gruppo internazionale di artisti queer e affronta i temi dell’esperienza queer, del militarismo, della guerra, dell’identità e della solidarietà transnazionale, proseguendo la ricerca dello spazio nell’ambito di pratiche artistiche sperimentali e politicamente situate.
Comunicato stampa
“Battaglione Parajanov” esplora i temi della solidarietà transnazionale, dell’identità, della guerra e del militarismo attraverso il prisma dell’esperienza queer. Il nome del progetto fa riferimento a Sergej Parajanov (1924–1990), regista e artista sovietico queer, incarcerato negli anni Settanta a causa della sua omosessualità. Armeno nato in Georgia, vissuto e attivo successivamente in Ucraina e in Russia, Parajanov rappresenta una figura culturale profondamente cosmopolita, legata a molteplici contesti geografici e capace di esercitare un’influenza sia all’interno sia al di fuori dei confini sovietici. Richiamando il suo nome, il progetto rende omaggio a una forma di transnazionalismo queer incarnata da figure come lo stesso Parajanov.
Come punto di partenza, “Battaglione Parajanov” si basa su una collezione di tessere di identificazione militare dell’epoca sovietica mai utilizzate, acquistate da Yevgeniy Fiks su eBay nel 2022. Prodotti negli anni Ottanta, questi documenti non furono mai impiegati per lo scopo cui erano destinati, poiché lo Stato che i loro proprietari avrebbero dovuto difendere cessò di esistere poco dopo. Intatte ma cariche di un potenziale militarista mai realizzato, le tessere sono rimaste perfettamente conservate, apparendo meno come cimeli storici che come reliquie di un futuro che non si è mai compiuto. Nel 2024 Fiks ha dato avvio a “Battaglione Parajanov” inviando queste tessere militari a un gruppo internazionale di artisti queer, invitandoli a riflettere sulle intersezioni tra nazionalismo, identità queer e militarismo. Sebbene le tessere provengano da uno specifico contesto storico e geografico, il progetto non si concentra esclusivamente sull’esperienza sovietica. Al contrario, presenta prospettive queer sul militarismo e sui conflitti attraverso contesti geografici e realtà politiche differenti. Sebbene il termine battaglione indichi convenzionalmente una formazione militare, quello immaginato in questo progetto è un collettivo non militare di artisti queer. Nei periodi di guerra e di conflitto geopolitico, le comunità queer sono spesso divise dai confini nazionali e spinte ad abbandonare le forme di solidarietà transnazionale. È proprio questa tensione tra nazionalismo, militarismo e identità queer a costituire il fondamento concettuale di “Battaglione Parajanov”.
Artisti partecipanti:
Aika Akhmetova, Finn aka Animal Bro, Narek Arushanyan, Babi Badalov, David Bernstein, Avram Finkelstein, Seroe Fioletovoe, Maya Garcia, Masha Godovannaya, Noam Gonick, Juliet Jacques, Kārlis Vērdiņš e Rute Marta Jansone, Lasse Lau, Angelo Plessas, Giorgi Rodionov, Andrey Shental, Katharina Wiedlack, Vadym Yakovlev, e Shana Ye.