Novello Finotti – Chimera
Mostra dedicata a Novello Finotti, tra i maggiori interpreti della scultura italiana contemporanea. Artista veronese di riconosciuto profilo internazionale.
Comunicato stampa
Grazie agli interventi di recupero promossi dall’Amministrazione comunale, che proseguono nel percorso di restituzione dell’intero Palazzo Forti alla collettività, il suggestivo ambiente ottocentesco torna accessibile al pubblico con un nuovo obiettivo: accogliere progetti dedicati all’approfondimento dei linguaggi della scultura contemporanea, in dialogo con l’identità storica del luogo.
A inaugurare il nuovo ciclo è una mostra dedicata a Novello Finotti, tra i maggiori interpreti della scultura italiana contemporanea. Artista veronese di riconosciuto profilo internazionale, Finotti ha sviluppato nel corso di una lunga carriera un linguaggio originale e immediatamente riconoscibile, in cui la straordinaria perizia tecnica si coniuga con una inesauribile capacità inventiva. La sua ricerca si fonda sulla continua metamorfosi della forma, dove memoria classica, suggestioni simboliche e sensibilità contemporanea convivono in un equilibrio sospeso tra realtà e visione. Nelle sue opere la tradizione della grande scultura dialoga con l'immaginazione, dando vita a figure che intrecciano quotidianità e sogno, corporeità e trasformazione, armonia e inquietudine.
Il titolo della mostra, CHIMERA, richiama la creatura della mitologia antica nata dall’unione di esseri differenti, divenuta nel tempo simbolo della complessità, dell'immaginazione e della tensione verso ciò che sfugge a ogni definizione univoca. La chimera, figura per sua natura ibrida e mutevole, rappresenta una chiave di lettura privilegiata dell’opera di Finotti, nella quale elementi apparentemente inconciliabili si fondono in una sintesi poetica capace di trasformare la materia in racconto e la forma in continua possibilità di metamorfosi.
Il percorso espositivo riunisce una selezione di opere provenienti dallo studio dell’artista, dalla collezione di Fondazione Cariverona e da raccolte pubbliche e private, offrendo un’ampia panoramica della sua produzione, dagli anni Sessanta alle realizzazioni più recenti. Sculture come Omaggio a Kafka (1972) e Au revoir mon amour (2011) dialogano con opere di dimensioni più raccolte, quali Nascita (1987) e Ventaglio di mani (2026), accanto ai lavori dedicati alla figura di Giulietta, delineando un percorso che restituisce la coerenza e, al tempo stesso, la costante capacità di rinnovamento della ricerca di Finotti.