Antonio Ballero. Poeta visivo nella Nuoro d’inizio Novecento

Informazioni Evento

Luogo
SPAZIO ILISSO
Via Brofferio 23 , Nuoro, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

10-20 (chiuso il mercoledì)

Vernissage
29/06/2026

ore 18,30

Generi
documentaria

L’esposizione restituisce al pubblico uno dei patrimoni fotografici più significativi della Sardegna tra Ottocento e Novecento: un insieme di straordinario valore per l’Isola intera, e per Nuoro in particolare, per vastità e varietà di temi affrontati, personaggi coinvolti, intrecci tra le arti – fotografia, pittura, poesia e letteratura.

Comunicato stampa

Lunedì 29 giugno, ore 18.30, allo Spazio Ilisso di Nuoro si inaugura la mostra Antonio Ballero. “Poeta visivo” nella Nuoro d’inizio Novecento. L'esposizione restituisce al pubblico uno dei patrimoni fotografici più significativi della Sardegna tra Ottocento e Novecento: un insieme di straordinario valore per l'Isola intera, e per Nuoro in particolare, per vastità e varietà di temi affrontati, personaggi coinvolti, intrecci tra le arti – fotografia, pittura, poesia e letteratura.

Attraverso una selezione di fotografie provenienti dall'Archivio Ballero, affiancate da documenti, dipinti e materiali originali, la mostra racconta il ruolo svolto da Antonio Ballero (Nuoro 1864-Sassari 1932) nel processo di costruzione della moderna identità culturale dell'Isola.

Dall’analisi dei suoi scatti si scopre inoltre come l’artista utilizzasse la fotografia come uno strumento per catturare frammenti della realtà, appunti visivi da rielaborare a posteriori e reinterpretare sulla tela. Comparando la produzione pittorica e quella fotografica, è possibile individuare infatti ripetuti esempi di soggetti fotografici trasposti sui suoi dipinti o disegni (come, ad esempio, Il padrone della tanca, 1928 o La nevicata, 1930).

Lo sguardo di un protagonista

Pittore, scrittore, insegnante e fotografo, Ballero appartiene a quella generazione di intellettuali che, negli anni successivi all'Unità d'Italia, contribuì a collegare la Sardegna ai principali circuiti culturali italiani ed europei.

Autodidatta e animato da una costante tensione verso il rinnovamento, intrattenne rapporti con figure di primo piano della cultura del suo tempo, da Grazia Deledda a Sebastiano Satta e Francesco Ciusa, da Giuseppe Pellizza da Volpedo a Eduardo Chicharro y Agüera e Max Leopold Wagner.

La ricca documentazione conservata nel suo archivio testimonia una rete di relazioni che supera i confini dell'Isola e rivela la volontà dell'artista di confrontarsi con il dibattito culturale contemporaneo.

Ballero costruì la propria formazione attraverso continui viaggi, frequentando esposizioni, stringendo relazioni con artisti e studiosi e aggiornandosi sulle tendenze della pittura contemporanea. Particolarmente significativo fu il confronto con il Divisionismo e con la figura di Giuseppe Pellizza da Volpedo, che contribuì a orientare la sua ricerca verso una nuova attenzione alla luce e alla dimensione sociale della rappresentazione, come testimoniato dall’accurata mostra organizzata dal museo MAN di Nuoro e appena conclusa: “Pellizza e Ballero. La divina luce”.

La Nuoro di un secolo fa

Il nucleo centrale della mostra è costituito dalle fotografie realizzate da Ballero tra la fine dell'Ottocento e gli anni Venti del Novecento. Non semplici documenti, ma immagini capaci di coniugare osservazione e interpretazione, cronaca e sensibilità poetica.

Le fotografie raccontano la vita della città: la via Majore e i suoi passanti, i mercati cittadini, i vicinati popolari, le processioni religiose sul Monte Ortobene, gli interni domestici, le corti, le bettole e i quartieri storici di Séuna e Santu Predu. Accanto ai luoghi compaiono i volti: donne al mercato, contadini, pastori, bambini, anziani, ambulanti e personaggi della vita culturale nuorese.

Attraverso la fotografia e la pittura, l’artista trasforma la realtà in memoria collettiva, cogliendo la dignità delle persone e la complessità di una società sospesa tra tradizione e cambiamento.
Un archivio della memoria

Lo sguardo fotografico di Ballero si distingue per la straordinaria capacità di trasformare il quotidiano in un racconto visivo di grande intensità. Attraverso immagini di forte equilibrio compositivo e intensa partecipazione umana, emerge una testimonianza di eccezionale valore storico, antropologico e artistico.

La mostra intende restituire centralità a una produzione ancora meno nota rispetto all'opera pittorica dell'artista, evidenziando il contributo originale che Ballero ha offerto alla rappresentazione della Sardegna nel panorama culturale italiano ed europeo.