Agostino Rocco – La bella estate

Informazioni Evento

Luogo
DAL POZZO GALLERIA D’ARTE
Via Caterino Davila, 25, Padova, PD, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
25/06/2026
Artisti
Agostino Rocco
Curatori
Roberto Nardi
Generi
arte contemporanea, personale

Una dozzina di opere pittoriche sospese tra il richiamo alla grande tradizione rinascimentale, fiamminga e seicentesca francese e una sensibilità pienamente contemporanea

Comunicato stampa

Giovedì 25 giugno, negli spazi di AD Dal Pozzo Galleria d’Arte in via Davila 25 a Padova, apre al pubblico La bella estate, mostra personale di Agostino Rocco a cura di Roberto Nardi. Visitabile fino al 5 settembre 2026, l’esposizione presenta una dozzina di opere di piccolo e medio formato, esito di una ricerca che intreccia memoria della pittura e sguardo contemporaneo.

TRA TRADIZIONE E SPIRITO CONTEMPORANEO
Il lavoro di Agostino Rocco prende idealmente avvio da un manifesto rapporto con i forti richiami stilistico-compositivi derivanti dalla pittura rinascimentale, fiamminga e francese del Seicento, ma è segnata da una intima, profonda attinenza con lo spirito del tempo contemporaneo. I dipinti dell’artista padovano paiono emergere così da un mondo che è nel contempo realtà e finzione, da un tempo sospeso in cui convivono i segni di una secolare tradizione pittorica ad olio, di una perfezione formale e delle proporzioni dei corpi rappresentati.
Accanto a questa apparente perfezione si innestano elementi dissonanti, deformanti, quasi grotteschi: dettagli che creano inciampi visivi, suscitano domande. Sono lavori che ribaltano i concetti estetici del bello e dell’immagine patinata alla moda, restituendo anima e valore alla deformazione fisionomica e a una provocazione ironica, quasi impercettibile, sottile ma presente.

UNA REALTÀ COSTRUITA DALLA FINZIONE
Ciò che è rappresentato nelle opere di Agostino Rocco non esiste nella realtà e non possiede un identificabile corrispettivo “antico”, una matrice unica da cui trarre ispirazione: non un dipinto di Van Eyck, di Poussin, di Holbein il Giovane, di Antonello da Messina o di Bacon.
L’opera è tecnicamente dipinta “alla maniera di”, ma non è né come, né di. Ciò che è mostrato attraverso una pittura che pare riecheggiare il fare dei grandi maestri che popolano i musei, nella fase iniziale è frutto della manipolazione, della trasformazione di varie immagini, di fantasie, di fascinazioni, di meraviglie visive che vengono sovrapposte, destrutturate, disossate, costruite attraverso velature di colore.

IL PARTICOLARE INASPETTATO
Rocco crea una nuova realtà dalla finzione: da una costellazione di realtà possibili che divengono altro, che alla fine unisce l’ideale dell’Arcadia ai mostri e ai “Freaks”, l’allegria e la spensieratezza di una bella estate, richiamando il titolo del romanzo di Cesare Pavese, agli orchi.
“Sarebbe ridicolo pensare che la pittura nasca nel vuoto”, diceva Frank Auerbach, artista tedesco-britannico esponente della cosiddetta Scuola di Londra. L’opera di Agostino Rocco mostra con serenità e caparbia volontà le sue radici, il suo amore per l’atto pittorico, conducendo al tempo stesso chi guarda verso una dimensione che pone l’attenzione sul particolare inaspettato: un calzino, visi dissolti nell’aria, alterati nelle dimensioni, nascosti, disfatti.
Sono elementi che creano una dissonanza, che marcatamente segnano uno scarto, il passaggio da ciò che si crede di vedere, di conoscere nella finzione del ricordo dei maestri, all’attualità e all’agire della pittura contemporanea. “La vera chiave di lettura – dice l’artista – è quando alle perfette proporzioni vengono associate le deformazioni”.
La mostra di Agostino Rocco, La bella estate, è curata da Roberto Nardi e sarà visitabile liberamente presso AD Dal Pozzo Galleria d’Arte dal 25 giugno al 5 settembre 2026, dal martedì al sabato, con orari 10 – 13 e 15.30 – 19.30. Da non perdere l’apertura della mostra giovedì 25 giugno alle ore 19.