Ingrid Hora / Silvia Mariotti

Informazioni Evento

Luogo
MACTE - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA TERMOLI
via Giappone, Termoli, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Artisti
Ingrid Hora, Silvia Mariotti
Curatori
Emanuele Guidi, Matilde Galletti
Uffici stampa
LARA FACCO P&C
Generi
arte contemporanea, doppia personale

Il MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli diretto da Caterina Riva, presenta due progetti di Ingrid Hora e Silvia Mariotti dedicati ai temi della trasformazione climatica e del rapporto tra essere umano e ambiente.

Comunicato stampa

Cloud Catchers è il progetto di Ingrid Hora, a cura di Emanuele Guidi, in cui miti antichi e riflessioni contemporanee si intrecciano per raccontare il rapporto fragile e precario dell’umanità con l’acqua. Inondazioni e siccità, spesso impersonate da figure femminili, si alternano a frammenti di conversazioni con scienziati, ricercatori e psicologi del clima, restituendo la complessità di una crisi che fatica ancora a trovare parole e narrazioni condivise.
Ispirata alle fog fences (reti raccogli-nebbia), una tecnologia per la raccolta dell’acqua oggi sperimentata in diverse aree del mondo, la ricerca di Hora si concretizza in un’installazione video a tre canali, accompagnata da interventi scultorei che evocano recipienti utilizzati per condensare e contenere l’acqua. Le immagini filmate dall’artista nel Mediterraneo, montate come una coreografia visiva, seguono il ritmo incessante di materiali video raccolti da social media e piattaforme scientifiche.
Partendo dagli antichi tentativi dell’umanità di controllare e dominare l’acqua, Cloud Catchers restituisce il ritratto di un presente collettivo segnato da ansia, fragilità ed estremizzazione climatica.
Il progetto è stato promosso da BAR project in collaborazione con Hangar di Barcellona, Eurac Research di Bolzano e Fondazione Dar Bellarj di Marrakech.

Anime di Cristallo di Silvia Mariotti, a cura di Matilde Galletti, è un progetto promosso da Karussell APS che indaga la trasformazione della natura attraverso l’esplorazione di ipotetiche forme di vita generate dall’incontro tra elementi naturali e artificiali, umani e non umani.
Ispirandosi alla biodiversità delle isole Azzorre, l’artista costruisce, attraverso fotografie e sculture, ecosistemi ibridi nei quali creature immaginarie – nate dalla fusione di elementi organici e inorganici – appaiono come fossili contemporanei o biomi in continua evoluzione.
Dalla residenza artistica presso il Re-Act Contemporary Art Laboratory sull’isola di Terceira, Mariotti ha raccolto frammenti del territorio trasformando il proprio studio milanese in un laboratorio di sperimentazione. Attraverso teche e materiali organici, e grazie alla collaborazione con un ingegnere ambientale e una restauratrice, l’artista ha coltivato micro-organismi che hanno colonizzato carte fotografiche, generando paesaggi ibridi e immaginifici ispirati alle caldeiras – le pozze vulcaniche dell’isola di São Miguel.
Grazie anche all’utilizzo di patine inorganiche, capaci di produrre precipitazioni e incrostazioni, Mariotti ha dato forma a un ecosistema mutevole fatto di cristallizzazioni e cianotipie, in grado di sospendere nel tempo ciò che normalmente è destinato alla decomposizione.
Il progetto è stato presentato per la prima volta al MUHNAC – Museu Nacional de História Natural e da Ciência di Lisbona, successivamente allo IAC – Instituto Açoriano da Cultura di Angra do Heroísmo, sull’isola di Terceira (2025), e nei mesi scorsi in una

mostra personale presso Rivafiorita a Porto San Giorgio, nelle Marche, per Karussell.