Deng Shiqing – Agent of Birth

Informazioni Evento

Luogo
C+N CANEPANERI
Foro Buonaparte 48 20121, Milano, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
10/06/2026

ore 18

Artisti
Deng Shiqing
Curatori
Charles Moore
Generi
arte contemporanea, personale

Dopo il clamoroso successo della sua prima mostra personale in Italia presso la nostra galleria due anni fa, dedicata alla falsificazione della realtà, siamo felici di presentare “Agent of Birth”, la sua seconda personale, curata da Charles Moore, che esplora il tema della maternità surrogata attraverso una serie di dipinti psicologicamente intensi.

Comunicato stampa

Dopo il clamoroso successo della prima mostra personale di Deng Shiqing in Italia presso la nostra galleria due anni fa, dedicata alla falsificazione della realtà, siamo felici di presentare il 10 giugno 2026 a Milano Agent of Birth, la sua seconda personale, a cura di Charles Moore, che esplora il tema della maternità surrogata attraverso una serie di dipinti psicologicamente intensi.
La mostra esplora le sempre più transazionali realtà della riproduzione attraverso una serie di dipinti psicologicamente densi. Fondendo la perizia disegnativa dei Maestri Antichi con un umorismo surreale, il nucleo delle opere utilizza la frammentazione del corpo come forma di critica sociale contemporanea. Al tempo stesso seducente e perturbante, la mostra trasforma la figura umana/femminile in un territorio conteso, in cui l’intimità si scontra con le logiche della mercificazione, della tecnologia e del potere.

Attraverso Agent of Birth, Deng rielabora il linguaggio della pittura figurativa per indagare le complessità etiche della maternità surrogata e del capitalismo riproduttivo. Anatomie monumentali e superfici minuziosamente costruite richiamano l’autorità della pittura rinascimentale, ma questi corpi vengono interrotti da oggetti sintetici, simboli pop e dettagli narrativi assurdi che ne destabilizzano la permanenza e il controllo. Il corpo non è più idealizzato, ma negoziato, segmentato e sottoposto a sistemi esterni.

Piuttosto che affrontare la maternità surrogata attraverso un giudizio morale diretto, Deng indaga come le tecnologie riproduttive e i dispositivi contrattuali ridefiniscano le nozioni di proprietà e autonomia del corpo femminile che emerge simultaneamente come spazio intimo e pubblico, sempre più mediato dalle logiche del lavoro e del desiderio di consumo. All’interno della mostra, cura e mercificazione coesistono in una tensione instabile. L’umorismo diventa uno strumento critico, capace di mettere in luce contraddizioni che trasformano cura, fertilità e genitorialità in transazioni.

Il linguaggio visivo di Deng si nutre tanto della precisione della pittura classica quanto dell’irriverenza surreale dell’animazione e della cultura popolare. Cresciuta in Cina, l’artista ha imparato a dipingere copiando le riproduzioni dei Maestri Antichi tratte dai libri portati a casa dal padre, assimilando al contempo gli universi emotivi esagerati dei cartoni animati americani e dei film Disney. Queste influenze permangono nella sua pratica: il realismo tecnico si intreccia con immagini perturbanti, teatralità fashion, comicità grottesca e distorsioni simboliche, dando vita a dipinti che oscillano tra bellezza e inquietudine.

Le opere costruiscono ambienti al tempo stesso familiari e psicologicamente instabili. Le figure sono compresse in spazi frammentati popolati da tende, nastri, contenitori, uova, imballaggi e ricevute che evocano sistemi di amministrazione, performance e controllo. Anche la moda riveste un ruolo centrale: Deng progetta direttamente gli abiti delle sue figure, utilizzando il vestiario come strumento narrativo che nasconde, teatralizza mettendo in discussione l’identità. Ogni superficie apre nuove possibilità associative e interpretative.

Agent of Birth articola ansie che definiscono sempre più la contemporaneità. Con l’evoluzione delle tecnologie riproduttive e l’espansione dell’industria della fertilità, questioni di autonomia, etica, lavoro e consenso diventano sempre più urgenti. Il lavoro di Deng abita questa ambiguità, permettendo a emozioni contraddittorie di coesistere: tenerezza e inquietudine, speranza e alienazione.

Agent of Birth diventa così più di una mostra sulla maternità surrogata: è una meditazione su come corpi, relazioni e desideri siano modellati dalle strutture che costruiamo. L’artista si interroga su cosa significhi per la vita, l’intimità e l’identità esistere in un’epoca definita dalla mercificazione e dall’intervento tecnologico.

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Deng Shiqing (nata nel 1992, Cina) dipinge all’intersezione tra la sua formazione classica nella pittura tradizionale cinese e le sue esplorazioni contemporanee tra Pechino e New York, collegando cultura orientale e occidentale attraverso narrazioni surreali. Le esperienze personali di Deng plasmano il suo lavoro, in cui intreccia racconti sui sistemi della società e sulla costruzione dell’identità al loro interno.

Attualmente vive e lavora a Brooklyn, New York. Ha conseguito un BFA presso la Central Academy of Fine Arts a Pechino, dove ha ricevuto numerosi premi accademici, e successivamente un MFA presso la New York Academy of Art.
Nel 2016 ha ottenuto il Primo Premio nell’13ª International Scholarship Competition dell’Art Renewal Center e ha partecipato alla residenza Terra Foundation a Giverny, in Francia. Il suo primo riconoscimento è proseguito con una menzione d’onore del Bennett Prize ed è stata selezionata come Chubb Fellow.

Il lavoro di Deng esplora i temi della femminilità, della riproduzione e dell’identità contemporanea attraverso un mix di humor oscuro e ricchezza simbolica. La sua pratica spazia tra olio, acrilico, carboncino e oil stick.

Nel 2019 ha ricevuto il premio “Best of Show” all’International Biennial Portrait Competition e da allora ha esposto in importanti istituzioni tra cui il National Museum of China a Pechino, il Da Fen Art Museum a Shenzhen, le United Nations a New York, Sotheby’s, il Wausau Museum of Contemporary Art e fiere a New York e Miami, oltre al Muskegon Museum of Art nel Michigan, USA.
Nel 2023 ha vinto la terza edizione del prestigioso Bennett Prize, che sostiene le pittrici figurative negli Stati Uniti. La sua mostra personale “The Cost of Life” è stata inaugurata nel maggio 2025 al Muskegon Museum of Art ed è rimasta aperta fino alla fine di agosto. L’esposizione affronta temi complessi legati alla maternità surrogata e all’etica riproduttiva.
Nel 2024 ha presentato le sue prime mostre personali in Europa: “Forgery of Reality”, a cura di Charles Moore presso C+N Gallery CANEPANERI a Milano, e “The Real and the Absurd” presso Gian Enzo Sperone a Sent, in Svizzera, in collaborazione con la stessa C+N Gallery CANEPANERI.

Charles Moore è curatore e autore con sede a New York. Ha conseguito un Master ad Harvard e un Dottorato alla Columbia University. Collabora regolarmente con Frieze Magazine, Brooklyn Rail e The Unibrow. È autore di “The Black Market: A Guide to Art Collecting” (2020), 24-Hour Interview (2025) e Global Conversations: Romania (2026).

C+N Gallery CANEPANERI è una galleria d’arte contemporanea italiana impegnata nella ricerca e nella promozione di giovani talenti italiani e internazionali, con particolare attenzione alle nuove ricerche concettuali.
Fondata nel 2015 da Marco Canepa e Paolo Neri, ai quali si è successivamente unito Marco Neri, dal 2022 la galleria è diretta da Tatiana Martyanova, affiancata da Paolo Ermacora.
La galleria ha due sedi, situate nei centri storici di Milano e Genova, e sviluppa la propria attività attraverso mostre curate, collaborazioni internazionali e un’attenta rete di relazioni con collezionisti, istituzioni e professionisti del settore. C+N Gallery CANEPANERI si propone come una piattaforma di dialogo e crescita per gli artisti emergenti, favorendo inoltre il confronto e la creazione di connessioni con artisti mid-career e maestri affermati, in un continuo scambio tra generazioni e pratiche artistiche contemporanee.