Monsters
Monsters: un “bestiario” del contemporaneo nelle opere degli studenti IED. IED Milano porta in mostra le paure, i mostri interiori, di una generazione.
Comunicato stampa
Dare corpo, materia e linguaggio alle paure del nostro tempo - quelle individuali, che si annidano nell'inconscio, e quelle collettive, che attraversano la sfera pubblica con la loro carica perturbante.
È con questa finalità che l’Istituto Europeo di Design ha sfidato studenti e studentesse di diverse aeree disciplinari nel progetto Monsters – Mostri in mostra, una call creativa che ha portato alla mostra visitabile giovedì 21 e venerdì 22 maggio 2026 presso il Teatro di IED Milano. L’obiettivo del percorso era quello di confrontarsi appunto con la figura del mostro, uno degli archetipi più profondi e ricorrenti dell'immaginario umano. Un atto di costruzione simbolica, compiuto dai giovani designer con la curatela di Loredana Parmesani (critica, storica dell’arte e docente IED), che ha portato ad esiti diversi – dall’abito ai progetti illustrativi ed editoriali (fanzine), dalla scultura all’installazione audiovisiva. Le 12 opere in mostra sono in qualche modo tutte forme del mostro interiore, create non per cedergli il campo, ma per affrontarlo, trasformarlo, esorcizzarlo: perché modellare il mostro significa appropriarsi di ciò che ci spaventa, restituirlo alla dimensione del visibile e del conoscibile.
“La parola monstrum richiama nel latino classico il prodigio, il portento, ciò che si manifesta fuori dall'ordine consueto della natura e proprio per questo suscita insieme sgomento e meraviglia, repulsione e attrazione. L'essere mostruoso è, etimologicamente, ciò che viene mostrato - e questa paradossale vocazione all'esposizione è parte integrante della sua natura. Il mostro non si nasconde: si rivela. È in questa tensione dialettica tra il visibile e l'indicibile, tra la forma e il suo eccesso, che si colloca l'operazione proposta agli studenti – commenta Loredana Parmesani. L'atto creativo si configura qui come pratica terapeutica e critica al tempo stesso — nella tradizione di un pensiero che da Freud a Jung, da Georges Bataille a Julia Kristeva, ha riconosciuto nell'abiezione, nel perturbante, nel doppio mostruoso uno specchio privilegiato dell'identità”.
Il visitatore si troverà immerso in un percorso polifonico, punteggiato da un tappeto sonoro ad hoc: le installazioni interattive riflettono sulla dismorfia e l'alienazione collettiva, sculture e bassorilievi danno corpo alle fratture dell'io e all'oppressione sociale. Il viaggio si completa attraverso la fotografia, l’illustrazione, il gioiello e il fashion design, capaci di tradurre in materia visiva le paure dell’infanzia, la satira dei canoni estetici, il trauma degli ecomostri e la rielaborazione di antichi miti.
IL TALK
A chiudere la due giorni è il talk La bellezza dell’inatteso, un dialogo inedito in cui cinema e moda si intrecciano: Antonio Marras e Paolo Sorrentino saranno insieme per la prima volta in occasione della Lezione Speciale a cura di OffiCine e IED Cinema. Filo conduttore è un tema che attraversa profondamente le poetiche dei due protagonisti, pur declinandosi in linguaggi diversi. Nel cinema di Paolo Sorrentino, l’inatteso si manifesta innanzitutto nei personaggi: figure che sfuggono alle aspettative e vivono costantemente in uno scarto rispetto alla realtà, cui si aggiunge l’inatteso delle immagini, elementi visivi apparentemente “fuori luogo” che contribuiscono a costruire un immaginario sorprendente e stratificato. Per Antonio Marras, artista oltre che stilista, la bellezza dell’inatteso nasce invece dalla contaminazione: un viaggio continuo tra epoche, geografie e linguaggi. Poesia, cinema, arti visive, teatro, folklore e costume convivono nella sua pratica creativa, generando cortocircuiti estetici e culturali. Nulla è casuale: l’inatteso è il risultato di una visione trasversale, di un dialogo costante tra mondi lontani che si incontrano e si trasformano.