Thomas De Falco – Fragile Forces W

Informazioni Evento

Luogo
FONDAZIONE QUERINI STAMPALIA
Campo Santa Maria Formosa 5252, Venezia, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

da martedì a domenica, ore 10.00 - 18.00. Chiuso lunedì

Vernissage
18/05/2026

ore 19

Artisti
Thomas De Falco
Curatori
Clara Tosi Pamphili
Uffici stampa
LARA FACCO P&C
Generi
arte contemporanea, performance - happening, personale

In occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, la Fondazione Querini Stampalia presenta FRAGILE FORCES W, nuovo progetto di Thomas De Falco a cura di Clara Tosi Pamphili.

Comunicato stampa

Il progetto si articola tra una performance, in programma negli spazi della Fondazione lunedì 18 maggio 2026, e una mostra nella Wonder Q della Libreria Giovanni della Querini Stampalia, aperta al pubblico dal 19 maggio al 14 giugno 2026, configurandosi come un’unica opera espansa che attraversa linguaggi, tempi e stati della materia.

Realizzato tra gli Stati Uniti e l’Italia – tra il 2025 e il 2026 sono state realizzate a New York le nuove sculture tessili che verranno presentate in anteprima a Venezia, con un allestimento site-specific della performance – il progetto FRAGILE FORCES W rappresenta un momento di piena maturità nella ricerca dell’artista. Il lavoro si sviluppa attorno a una riflessione sulla fragilità intesa non come limite, ma come forza generativa, capace di attivare relazioni, costruire connessioni e aprire a nuove possibilità di convivenza in un presente segnato da tensioni sociali e conflitti.

Al centro del progetto, la pratica tessile di De Falco si afferma come dispositivo plastico e simbolico. Lana, seta e lino — materiali carichi di memorie e saperi — diventano elementi di una grammatica visiva in cui ogni filo corrisponde a un gesto, ogni intreccio a una relazione possibile. Le forme si chiudono e si organizzano in una composizione leggibile, dando vita a un ambiente che è al tempo stesso installazione, scultura e paesaggio: un “giardino ideale” popolato da volti, fiori, foglie e presenze fragili, generate da strutture che evocano contenimento e trasformazione.

La performance attiva questa materia come una tessitura vivente. I corpi, immersi nell’installazione tessile di grandi dimensioni, attraversano e animano lo spazio, costruendo una narrazione silenziosa in cui culture, identità e differenze si incontrano, si sfibrano e si ricompongono. Ne emerge una visione alternativa di globalizzazione: più intima, materica, fondata sulla prossimità e sull’esperienza sensibile.

In dialogo con l’architettura della Fondazione Querini Stampalia, l’opera stabilisce una relazione tra tessuto, fluidità e struttura, tra passato e presente. I dettagli della tessitura affiorano come mappe e geografie emotive, micro-narrazioni che tracciano confini mobili e nuove possibilità di connessione.

Per la prima volta, De Falco rinuncia a qualsiasi accompagnamento musicale, scegliendo il silenzio come elemento centrale della performance. Un silenzio mai assoluto, attraversato dai suoni della città e dalle voci del pubblico, che diventa spazio di ascolto e dispositivo critico:

“Un silenzio che non è mai totale – sottolinea l’artista –ma attraversato dalla vita che lo circonda. È la musica che abbraccia tutti, un linguaggio universale che evidenzia il disagio sociale del nostro tempo e allo stesso tempo apre a una possibilità di ascolto condiviso”.

“Il lavoro di Thomas De Falco raggiunge compiutezza nell'incontro con lo spazio di Carlo Scarpa – spiega la curatrice, Clara Tosi Pamphili – così come l'architetto non voleva fermare il flusso dell'acqua, l'artista non vuole fermare il flusso dell'energia che genera forme. Un momento fondamentale che genera forme chiuse e lascia l'esperienza della fibra in cerca di definizione. La performance, il silenzio, le opere sono elementi di una nuova scenografia umana”.

In questo contesto, FRAGILE FORCES W si configura come un’opera corale e stratificata, in cui la vulnerabilità si trasforma in energia attiva e la differenza in occasione di dialogo. Un lavoro denso e immersivo, che invita a sostare, osservare e riconoscere nella trama delle relazioni la condizione necessaria per immaginare nuovi equilibri.