Marco Salvetti – Ecce Homo Happy End
Seconda mostra personale di Marco Salvetti in galleria.
Comunicato stampa
Cardelli & Fontana è lieta di presentare la seconda mostra personale di Marco Salvetti in galleria. L’esposizione segna un momento fondamentale nel percorso dell’artista e sarà l’occasione per la pubblicazione di un’ampia monografia a lui dedicata. Il volume, arricchito dai testi di Stefania Margiacchi, Federico Giannini, Luca Bertolo e dello stesso Marco Salvetti, è edito da Progetto Parallelo e verrà presentato in galleria a fine maggio.
Ecce Homo Happy End. Slogan e preghiera, rende vero solo ciò che deve essere creduto. Entra in circolazione ma non produce senso.
È l’immagine a costruire un’alterità, libera da ciò che la precede, svincolata dal reale e dalla memoria del mondo. Non racconta una verità — non perché sia falsa, ma perché il vero non è più necessario. Conta che l'immagine funzioni, si replichi, esibisca performance, diventi virale.
Ecce Homo: il falso profeta che semina promesse mentre il mondo si consuma.
La pittura non è rifugio né opposizione. Non può essere pensata come spazio privilegiato di resistenza e autenticità — e forse non lo è mai stata.
I quadri di Marco Salvetti si configurano come “dispositivi di raccolta e compressione di frammenti pittorici”, in cui la superficie diventa luogo di martirio e attrito, di problematicità della rappresentazione, habitat per una figura che ha perso la propria presenza. È una pittura che ribalta e fa proprie le criticità del sistema delle immagini contemporanee. L’immediatezza diventa opacità, la superficie è stratificazione, la viralità diviene distorsione visiva.
La rappresentazione in questo ciclo pittorico non viene del tutto superata né purificata: sopravvive alla perdita di senso, persiste come superficie esposta, attraversata, satura. Chiede cittadinanza nella distopia. Happy End.
Il vero è marginale. La possibilità di una rivelazione appare definitivamente compromessa e apre a un sentimento più profondo ed esistenziale: le forme non riescono a stabilizzarsi poiché il mondo a cui appartengono appare instabile, manipolabile, privo di una sua propria gravità.
Marco Salvetti [Pietrasanta, 1983] vive e lavora a Lucca