Mario Trimarchi – Nuvole come preghiere
Al via presso la Paula Seegy Gallery la tredicesima edizione della 5VIE Design Week, nell’ambito del Fuori Salone 2026, nel cuore del centro storico di Milano, con la personale del designer e architetto Mario Trimarchi dal titolo “Nuvole come preghiere”, dedicata a un ciclo di disegni a china su carta e lavori in ferro inediti.
Comunicato stampa
Al via presso la Paula Seegy Gallery la tredicesima edizione della 5VIE Design Week, nell’ambito del Fuori Salone 2026, nel cuore del centro storico di Milano, con la personale del designer e architetto Mario Trimarchi dal titolo “Nuvole come preghiere”, dedicata a un ciclo di disegni a china su carta e lavori in ferro inediti.
Al centro della ricerca è la nuvola, presenza costante che attraversa tutte le opere come elemento di sospensione e confine. Intorno a essa si articola un lessico essenziale e ricorrente: figure di animali, come colombe e aironi, emergono nei toni del bianco e nero, mentre oggetti naturali come sassi e conchiglie radicano la composizione nella dimensione terrestre. A collegare questi due poli interviene sovente la scala, elemento strutturale che attraversa lo spazio dell’opera: una possibile via di passaggio, di ascesa o di relazione tra livelli differenti dell’esperienza.
In mostra sono presenti piccole sculture dalla sorprendente leggerezza come Preghiera per il viaggio di ritorno in cui l’essenziale struttura in ferro accoglie un’esile sagoma di colomba e una nuvola, mentre in Preghiera per il giudizio finale un’aggrovigliata nuvola in filo di ferro è adagiata su un sottile impianto sorretto da una pietra che ne conferisce la stabilità. Preghiera per ciò che resta raffigura una nuvola dai toni caldi che si eleva al di sopra di una piccola scala in ferro, sostenuta da una mirabile conchiglia. Nei disegni a china su carta le nuvole sono raffigurate sia fitte e scure, sia rade dalle tinte chiare, ne emerge un percorso espositivo di estrema delicatezza che lascia spazio all’immaginazione e invita a una profonda riflessione.
Il titolo della mostra “Nuvole come preghiere” riprende il testo scritto dall’artista in apertura del catalogo, in cui la nuvola diventa soglia tra umano e trascendente, rifugio immaginativo e luogo di proiezione di una fragilità contemporanea segnata da guerre, crisi politiche e ambientali.
In galleria si vive un’esperienza spirituale intima e meditativa, in linea con la visione di Trimarchi, per il quale il progetto è inteso come veicolo in grado di diffondere poesia dove la speranza - simboleggiata da nuvole, che si librano come preghiere - è l’unica àncora cui affidarsi.
Lo scritto recita:
“Le nuvole nel cielo sopra di noi tracciano il confine tra gli umani e gli Dei.
Disegnare nuvole è scivolare in un dolce oblio contemplando quelle misteriose masse di vapore che diventano preghiere evanescenti.
Sopraffatti da guerre e da disastri ambientali e politici, ci affidiamo alle nuvole per implorare la speranza della speranza.
Nei disegni allora, quasi nascosti, appaiono frammenti di minuscole memorie, conchiglie abbandonate dal mare, vasi, foglie, colombe, angeli, e il cielo sembra popolarsi d’invisibile silenzio”.
Cenni biografici. Mario Trimarchi nasce a Messina nel 1958. Designer e architetto, già direttore del Master in Design della Domus Academy, dal 1990 al 1993 fa parte dell’Olivetti Design Studio e nel 1999 fonda lo studio Fragile di brand design. Nel 2016 vince il Compasso d’Oro con la caffettiera Ossidiana per Alessi; espone a Parigi e a Barcellona; nel 2020 due esemplari di Botanica – pannelli assorbenti per Caimi - vengono acquisiti dalla Collezione Quirinale Contemporaneo. Nel 2022 è invitato dalla Korea Craft and Design Foundation a progettare cinque piccoli Altari in ottone Yugi Brass. Nello stesso anno gli viene assegnata la Targa d’Oro dalla UID, Unione Italiana Disegno. Nel 2024, per la regia di Emilio Neri Tremolada, viene presentato il film “Dieci Tipi di Nero”, premiato come miglior corto al Milano Design Film Festival, in cui Trimarchi racconta come il suo disegno “serva a fissare per sempre la presenza delle cose e ad assicurarne la pacifica sopravvivenza”. In seguito, tiene la mostra personale “Barricades” presso la Galleria Antonia Jannone di Milano e cura la mostra “The New Poetic Activism” presso l’ADI Design Museum a Milano. Nel 2025 presenta tre mostre personali alla Galleria Diaz 14 di Como, alla Paula Seegy Gallery di Milano e alla A.galerie di Bruxelles. Nello stesso anno, la sua opera “Close to the Edge” viene acquisita dalla FAO, come parte della collezione permanente del MuNe (Food and Agriculture Museum & Network) di Roma. Oggi, con il suo studio Mario Trimarchi Design, progetta oggetti e arredi per importanti aziende internazionali. Disegna giorno e notte.