Luca Isola – Innerbloom
Fioriture, materia e visioni nel lavoro di Luca Isola.
Comunicato stampa
Il 26 marzo 2026 (con inaugurazione sul invito il 21 marzo, primo giorno di primavera), l’Ex Teatro di Palazzo Saluzzo Paesana aprirà le porte a InnerBloom, mostra personale di Luca Isola.
Un progetto intenso e profondamente materico, prevalentemente realizzato su tela, in cui la tecnica del colore "buca" letteralmente la superficie pittorica, generando profondità, vibrazione ed energia visiva. La pittura diventa gesto fisico e spirituale, capace di attraversare il supporto e restituire allo spettatore un’esperienza immersiva.
Il cuore dell’esposizione è costituito da una collezione floreale nata durante il periodo della pandemia, quando si avvertiva forte l’esigenza di ristabilire un contatto autentico con la natura. In quel momento di sospensione collettiva, il fiore è divenuto simbolo di rinascita, resistenza e speranza.
Oggi quel nucleo originario si evolve in un concept di fioritura interiore: non solo rappresentazione botanica, ma metafora di crescita personale, trasformazione e consapevolezza. Le opere sono realizzate su tela e su tessuti pregiati provenienti da importanti tessitori del vercellese, tra cui Ermenegildo Zegna. Materiali di lusso, rigorosamente Made in Italy, che non si limitano a essere supporto, ma diventano parte integrante del linguaggio artistico. La qualità, la storia e la manifattura di eccellenza dialogano con la pittura, dando forma e contenuto a una concezione più elevata dell’arte, dove estetica e identità territoriale si fondono.
Accanto alla collezione floreale, il percorso espositivo presenta una reinterpretazione personale di 9 Arcani dei Tarocchi, riletti attraverso la sensibilità contemporanea dell’artista, e una serie di ritratti di figure politiche del passato, che completano la mostra con uno sguardo critico e simbolico sulla memoria storica.
Inner Bloom è un viaggio tra materia e spiritualità, tra tradizione manifatturiera e ricerca pittorica, tra memoria e rinascita. Una fioritura che non riguarda soltanto la natura, ma l’essere umano nel suo processo più intimo e universale di trasformazione.
Biografia dell’artista
Luca Isola (Torino, 1990) è pittore, art advisor e curatore indipendente.
Si forma all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, frequentando i corsi di Pittura e Decorazione, e consegue la laurea allo IED in Art Direction Editoriale e Illustrazione. Dopo un percorso come art director pubblicitario, approda al mondo dell’art advisory, portando con sé una visione trasversale e non allineata.
Isola si definisce pittore e non artista, rivendicando una dimensione artigianale del fare, in cui la manualità precede la narrazione, pur custodendo all’interno delle opere una stratificazione concettuale profonda. La sua pratica si colloca volutamente ai margini del mainstream contemporaneo: ogni gesto, ogni scelta, ogni pennellata si pone come atto critico nei confronti del capitalismo, del consumismo e dell’eccesso di rumore visivo e simbolico.
La sua ricerca mira a restituire all’arte una funzione civile e accessibile, legata al popolo e non alla fama, intesa come mestiere vivo e indipendente.
In questo senso, il rapporto con il collezionista diventa un’alleanza filosofica prima che economica: un invito alla libertà di pensiero, alla responsabilità dello sguardo, alla cura del tempo.
EX TEATRO DI PALAZZO SALUZZO PAESANA
Costruito a metà del Settecento all’interno del più vasto complesso nobiliare torinese, l’ex teatro di Palazzo Saluzzo Paesana nacque come spazio dedicato agli spettacoli popolari e divenne noto, alla fine del XVIII secolo, come Teatro Guglielmone. Nei secoli successivi conobbe diverse trasformazioni, fino a un lungo periodo di abbandono che ne aveva oscurato la funzione originaria di luogo di incontro e socialità.
Oggi, grazie a un accurato restauro architettonico e conservativo, il teatro torna a essere un punto vitale per la cultura torinese. La sua architettura, in stretto dialogo con l’Appartamento Padronale dei Marchesi situato al piano nobile del Palazzo, crea un percorso unico che intreccia storia e contemporaneità. Le sale nobiliari, un tempo dedicate alla rappresentanza e alla vita di corte, trovano nel teatro un naturale prolungamento, restituendo un insieme armonico tra la vita privata dei Marchesi e la dimensione pubblica dello spettacolo.
Gli ambienti restaurati accolgono oggi mostre, installazioni e progetti culturali che mettono in relazione l’arte con il patrimonio storico e architettonico del Palazzo. Così, il ritorno dell’arte tra queste mura restituisce alla città un luogo dove memoria, bellezza e dialogo creativo si intrecciano in una nuova forma di esperienza condivisa.