Goldschmied & Chiari – Ambienti
L’intervento site-specific del duo artistico Goldschmied & Chiari, si inserisce nel calendario di STRAFhub, il programma culturale che per tutto l’anno anima gli spazi di STRAFhotel nel cuore di Milano, a due passi dal Duomo.
Comunicato stampa
L’intervento site-specific del duo artistico Goldschmied & Chiari, si inserisce nel calendario di STRAFhub, il programma culturale che per tutto l’anno anima gli spazi di STRAFhotel nel cuore di Milano, a due passi dal Duomo, e confermandolo come incubatore di creatività contemporanea. AMBIENTI. Lo spazio come esperienza aprirà al pubblico dal 18 marzo, esplorando le relazioni tra arte, architettura e contesto urbano attraverso fotografia, video e performance. Il progetto si articolerà in un’installazione sulla grande vetrata della hall, basata su una delle Untitled Views del duo — immagini di nubi colorate generate da fumogeni — affiancata da un video che ne documenta il processo di realizzazione. In questo contesto, l’opera non si aggiunge allo spazio, ma lo trasforma temporaneamente.
La hall dello STRAF diventa un ambiente di luce filtrata da pellicole traslucide, che modifica la percezione di chi la attraversa e coinvolge direttamente gli ospiti dell’hotel in un’esperienza sensoriale fatta di luce e colore. STRAFhub trasforma l’hotel in una temporary gallery, dove l'intervento artistico dialoga con l’architettura e l’identità dello spazio, offrendo nuove prospettive e esperienze per chi lo attraversa. Quello che costruisce il ricordo di uno spazio non è solo il suo disegno: lo spazio resta presente nella nostra memoria per quella personale alchimia di luce, suono, colore, profumo e architettura che contribuisce, in ognuno di noi, a generare l’esperienza sensoriale ed emotiva di un luogo. Proprio a questo complesso intreccio di percezioni è dedicato AMBIENTI. Lo spazio come esperienza.
ABOUT Goldschmied & Chiari
Goldschmied & Chiari sono un duo artistico formato da Sara Goldschmied (nata ad Arzignano nel 1975) ed Eleonora Chiari (nata a Roma nel 1971). Vivono e lavorano a Milano. La loro pratica intreccia fotografia, installazione, performance e video, esplorando memoria collettiva, potere e identità femminile. Creano ambienti immersivi e immagini che oscillano tra artificio e realtà, visione onirica e tensione storica. Un tema ricorrente è il rapporto tra natura e artificio, affrontato attraverso paesaggi simbolici e atmosfere alterate. L’autorappresentazione è spesso usata come dispositivo narrativo e simbolico. Hanno esposto in istituzioni come la Biennale di Venezia, FRAC Bretagne, Museo Novecento, Castello di Rivoli, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Fundació Joan Miró, Fábrica de Arte Cubano (L’Avana), Museum of Contemporary Art di Shanghai e il National Museum of Women in the Arts di Washington.