Mestiere invisibile di esporre arte
Con il “Mestiere invisibile di esporre arte”, titolo tratto dall’omonima recente pubblicazione (a cura di Veronica Rodenigo, Marsilio 2025), prende il via il ciclo di tre “Conversazioni” che si svolgerà lungo la Penisola, coinvolgendo protagonisti e addetti ai lavori del variegato mondo dei beni culturali.
Comunicato stampa
Cosa si cela dietro la recente straordinaria esposizione di capolavori di Leonardo, come l’Autoritratto (Biblioteca Reale di Torino) o La Scapigliata (Galleria Nazionale di Parma) o il Ritratto di musico (Pinacoteca Ambrosiana di Milano) per lunghi periodi custoditi al buio e sottratti alla visione del pubblico per ragioni conservative?
Quali soluzioni hanno permesso di portare opere monumentali e fragilissime in luoghi dove nuovi pubblici hanno potuto ammirarle e comprenderne storia e significati? Cosa rende possibile l’esposizione di beni culturali protetti da strutture quasi invisibili o le soluzioni sorprendenti di certe installazioni d’arte contemporanea?
Parte da Gallerie d’Italia-Milano, il prossimo 10 marzo - su iniziativa di Regula Artis, la Scuola di Formazione ideata da OTTART, ARTE Generali la business unit dedicata all’assicurazione di ogni forma d’arte e APICE primario player nazionale nel trasporto e movimentazione di opere d’arte - il ciclo di tre “Conversazioni” che si svolgerà lungo la Penisola, coinvolgendo protagonisti e addetti ai lavori del variegato mondo dei beni culturali, per riflettere e confrontarsi su un aspetto spesso invisibile al pubblico delle grandi mostre e dei musei: ossia la progettazione ed esecuzione dei diversificati sistemi espositivi e di custodia delle opere d’arte, parte integrante di quel meraviglioso processo ideativo e collettivo che porta alla fruizione e tutela dei beni culturali.
Progetti che spesso devono essere creati su misura “intorno al bene” per rispondere a esigenze peculiari, legate alle tipologie di manufatti, allo stato conservativo, alle condizioni ambientali, alle scelte espositive o al viaggio che l’opera dovrà affrontare.
Sul “Mestiere invisibile di esporre arte”, titolo tratto dall’omonima recente pubblicazione (a cura di Veronica Rodenigo, Marsilio 2025) il 10 marzo dalle ore 15.00 nello splendido museo milanese, dopo il saluto del Vicedirettore di Gallerie d’Italia-Milano Giovanni Morale e l’introduzione di Veronica Rodenigo – firma del Giornale dell’Arte e redattrice del Giornale dell’Architettura, si confronteranno in merito alla necessaria relazione tra architettura e ingegneria nell’approccio esecutivo: Silvia Rinalduzzi, responsabile sezione allestimenti dello studio Alvisi Kirimoto, Maurizio Milan, fondatore di BUROMILAN, e l’architetto Francesco Canali della Canali Associati; mentre Laura Feliciotti, responsabile Patrimonio Artistico Intesa Sanpaolo, Giacomo Andrea Doria, direttore tecnico e socio di OTTART, e Diego Giachello, fondatore di Officina delle Idee, affronteranno il tema della conservazione e della tutela attraverso l’utilizzo di climabox, climaframe o teche realizzate appositamente, e apparati tecnologici sempre più sofisticati.
A moderare l’incontro, che vede la collaborazione di Gallerie d’Italia-Milano e Intesa Sanpaolo, sarà Alessandro Colombo, architetto e designer, docente, collaboratore del Giornale dell’Architettura, vicepresidente dell’Associazione Italiana Exhibition Designers (IDEA).
La stagione delle grandi mostre avviata negli anni Novanta del secolo scorso con l’incremento di scambi e movimentazioni di opere d’arte, l’impegno sempre maggiore nel rinnovamento di musei e nella valorizzazione dei beni culturali hanno imposto nel tempo studi, riflessioni, ricerche tecnologiche, sviluppo di professionalità per far fronte a una fase operativa tanto delicata quanto fondamentale per la tutela e la valorizzazione di tanti capolavori.
Dai 36 metri della lunga teca realizzata per il “Fregio palagiano” al Castello di Racconigi, con le sue trentaquattro lastre di gesso, fino allo straordinario climaframe progettato, senza incidere sulla perfetta visione dell’opera, a protezione del “Martirio di sant’Orsola” di Caravaggio, in prestito da Gallerie d’Italia di Napoli a Palazzo Barberini a Roma; dall’allestimento della mostra su Emilio Vedova a Palazzo Reale a Milano fondato su un’idea di sospensione e instabilità che ha imposto soluzioni tecniche e progettazioni millimetriche e vincolanti, agli interventi pensati per la Veneranda Fabbrica del Duomo milanese: le esperienze più emblematiche raccontate direttamente dai protagonisti saranno l’occasione per allargare lo sguardo sulle esigenze più attuali, le soluzioni possibili, le professionalità e visioni che si intrecciano in questo settore; per cogliere la complessità di un lavoro che è spesso una continua sfida e il fascino di un dietro le quinte che come in ogni grande evento - a riflettori accesi - risulta invisibile e silente al grande pubblico. L’incontro è a ingresso libero fino a esaurimento dei posti, con porenotazione obbligatoria ( https://gallerieditalia.com/it/milano/mostre-e-iniziative/iniziative/2026/03/conversazioni-il-mestiere-invisibile-di-esporre-arte/)
A seguire, il dibattito con i presenti.