Daniela De Lorenzo – Puzzle
La mostra personale dell’artista fiorentina, con opere in feltro industriale e lavori fotografici, conclude il ciclo espositivo biennale che Lottozero ha dedicato alla scultura realizzata con materiali tessili anche in vista del decennale.
Comunicato stampa
Il feltro è il materiale con cui è condotta un’indagine cruciale attorno al corpo nell’opera di Daniela De Lorenzo, protagonista della mostra personale “Puzzle” a Lottozero, curata da Alessandra Tempesti. L’opening è in programma venerdì 6 marzo 2026 alle ore 18:30. Per l’occasione gli spazi di via Arno presentano una nuova serie di sculture realizzate appunto in feltro, nelle quali converge un nucleo di opere preesistenti, qui riassemblate dall’artista in un nuovo assetto installativo e ambientale capace di dare vita a una partitura cangiante di pose e sguardi.
Con la personale di Daniela De Lorenzo si conclude un programma espositivo biennale che Lottozero ha dedicato alla Soft Sculpture e che si compie in prossimità di un altro appuntamento importante, quello, in autunno, con il decennale dell’hub pratese. Attraverso il lavoro di quattro artiste - Chiara Bettazzi, Liselore Frowijn, Barbara Prenka e Daniela De Lorenzo - il tessile è emerso come vettore di un linguaggio plastico articolato nella piega e nel panneggio, nel calco morbido, nella coperta, nell’imbottitura e nel rivestimento, tracciando percorsi di senso e riflessioni sull’identità, la cura e l’infrastruttura politica e invisibile del corpo. Realizzata grazie al contributo di Toscanaincontemporanea 2025, la mostra “Puzzle” resterà visibile fino al 31 maggio.
L’esposizione richiama fin dal titolo all’enigma del corpo, così inteso in quanto contemporaneamente soggetto e oggetto della percezione, agente e materia di un’auto-rappresentazione che costantemente sfugge alla presa e si sottrae alla vista.
Per questo De Lorenzo guarda all’autoritratto come a un auto-ritrarsi del soggetto, a un atto mancato, differito e frammentario. Ed è proprio in questa accezione che l’autoritratto attraversa e modella gran parte della sua produzione artistica, sia scultorea sia fotografica. Le sculture in feltro sono calchi del suo stesso corpo, che si imprime negli strati inumiditi del feltro industriale. Questo materiale, a sua volta ottenuto dalla pressione delle fibre di lana, è stato scelto dall’artista per la sua capacità di trattenere la memoria del gesto, restituendone lo spasmo di una contrazione o il rilascio della tensione nella caduta di un arto per forza di gravità.
Da sempre incline a transitare nei linguaggi artistici reinventandoli, qui l’artista tratta la scultura come frammento plastico in stop motion, e i calchi anatomici come parti di un intero che esiste soltanto nella loro virtualmente infinita possibilità combinatoria. L’identità si esprime dunque attraverso la dinamicità e il ritmo, sottraendosi alla staticità dell’immagine singola. Come suggerisce il titolo dell’opera fotografica che in mostra affianca le sculture, la traiettoria che più rappresenta tale ricerca è quella dei movimenti veloci degli occhi sotto le palpebre (come durante la fase Rem del sogno), a segnare un passaggio dalla fisicità invisibile - come quella del movimento oculare - alla vividezza incorporea dell’immaginazione onirica.
Daniela De Lorenzo nasce a Firenze nel 1959, dove vive e lavora. Dopo gli studi all'Istituto d'Arte avvia dalla metà degli anni ‘80 una ricerca che si pone ai margini della scultura, trasgredendo i connotati tradizionali fin dall’utilizzo di materiali desueti e cercando una riduzione ed equilibri molto spesso precari.
In seguito alla partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1988 comincia un percorso rivolto a un’analisi temporale ed identitaria, supportata innanzitutto dalla scultura, ma che a partire dal 1995 instaura un rapporto costante con la fotografia, al punto che i due poli vivono di un continuo gioco di rimandi e corrispondenze segrete. Fotografia prima, video e performance dopo, generano tangenze e sovrapposizioni di linguaggi che permettono all’artista passaggi di tempo/movimento sospeso.
Ha esposto in mostre personali e collettive in spazi espositivi su territorio nazionale e internazionale come Biennale di Venezia, Centro Luigi Pecci di Prato, La Gallera di Valencia, Kunstverein di Kassel, Martin Gropius Bau di Berlino, Fondazione Olivetti di Roma, Neue Galerie di Graz, Santa Maria della Scala a Siena, MART di Rovereto, Museo 900 di Firenze, MAXXI de L’Aquila, Galleria Nazionale di Roma, MAMbo di Bologna, Galleria dell’Accademia di Firenze.
LOTTOZERO, PRATO, ITALIA
Lottozero textile laboratories è un centro internazionale per l’arte, il design, e la cultura tessile, con un laboratorio per la sperimentazione tessile accessibile a tutti, un’area di co-working e uno spazio espositivo. Situato a Prato, uno dei più importanti distretti tessili d’Europa, Lottozero opera sia come hub creativo che come studio di design e consulenza. La sua missione è creare un ambiente fertile per la ricerca e la sperimentazione nell’arte e nel design tessile, e una base di networking internazionale nel mondo del tessile.