Duomo d’Autore
Scatti contemporanei per la Cattedrale di Milano.
Comunicato stampa
Dal 25 febbraio al 24 maggio 2026 il Museo del Duomo di Milano, all’interno della Sala Gian Galeazzo, ospita un’inedita rassegna fotografica dal titolo “DUOMO D’AUTORE. Scatti contemporanei per la Cattedrale di Milano”: 16 immagini, realizzate tra la fine degli anni Cinquanta del ‘900 e il 2025, offrono una visuale insolita del simbolo religioso e civile della città e svelano la sua anima attuale interpretata dagli obiettivi di maestri della fotografia contemporanea.
L’esposizione, curata dall’Area Cultura e Conservazione della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano e inserita in Milano MuseoCity 2026, rivela singolari sguardi e racconti, un’antologia di esperienze e sensazioni tra rigore architettonico e libertà espressiva, suscitati dall’incontro con il Monumento.
La Cattedrale meneghina indagata dai fotografi si apre quindi a molteplici interpretazioni e letture: rassicurante e imprevedibile, riconoscibile o nascosta, non smette mai di coinvolgere e meravigliare i suoi osservatori di ogni epoca.
La mostra conclude l’ampio palinsesto denominato “Con gli occhi del Duomo”, avviato nel 2024 con l’intento di raccontare il Duomo e la sua Fabbrica attraverso rappresentazioni fotografiche realizzate mediante le più svariate tecniche, dalla metà dell’Ottocento ai giorni nostri. I preziosi scatti autoriali andranno quindi ad aggiungersi al ricco patrimonio iconografico già conservato nell’Archivio della Veneranda Fabbrica, sommando così nuove voci al racconto corale della Cattedrale formato da opere d’arte, documenti e testimonianze di ogni tempo.
Presupposto fondamentale all’iniziativa è stato un significativo nucleo di donazioni che ha recentemente arricchito le collezioni della Veneranda Fabbrica, costituito da 2 fotografie di Gabriele Basilico e Giovanni Gastel – l’uno maestro del paesaggio urbano, l’altro genio dell’eleganza e della moda – cui si sono unite quelle di altri 13 importanti autori: Marco Anelli, Gian Paolo Barbieri, Gianni Berengo Gardin, Luca Capuano, Mario Carrieri, Cesare Colombo, Giovanni Hänninen, Marco Introini, Giorgio Lotti, Carlo Mari, Ugo Mulas, Carlo Orsi e Giovanna Silva.
La Veneranda Fabbrica, riconoscente della generosità dimostrata da questi artisti della fotografia, coglie così l’opportunità di valorizzarne gli scatti, scelti personalmente da loro o dagli Archivi e Fondazioni che ne tramandano l’eredità. In tale contesto, l’Ente auspica che la mostra possa costituire il primo passo per accogliere in futuro nuove visioni contemporanee.
«Con “Duomo d’Autore” – spiega Mons. Gianantonio Borgonovo, Arciprete del Duomo e Direttore dell’Area Cultura e Conservazione – la Veneranda Fabbrica del Duomo non intende solo documentare la forma della Cattedrale, ma celebrare la sua capacità di generare senso. Ogni scatto è un atto di interpretazione che trasforma il marmo in emozione, il cantiere in opera d’arte e la piazza in palcoscenico della storia».
Oggi, attraverso “Duomo d’Autore”, la Veneranda Fabbrica si confronta con il linguaggio della fotografia autoriale contemporanea, rapportandosi con creatività e narrazioni individuali e misurandosi con un pluralismo espressivo capace di inserirsi in una tradizione che affonda le sue radici sin dagli esordi del medium fotografico.
I PROTAGONISTI E LE OPERE
L’architettura e il dettaglio: dalle prospettive geometriche della facciata di Gabriele Basilico alle riprese dettagliate delle guglie di Marco Anelli, fino alla Madonnina “velata” ritratta da Carlo Orsi.
La sacralità: la narrazione oltre il visibile di Giovanni Gastel, che coglie nella maestosità della Cattedrale lo spunto per una profonda riflessione.
La moda e il costume: lo scatto iconico di Gian Paolo Barbieri realizzato per Gianfranco Ferré, dove il Duomo diventa scenografia teatrale e sofisticata.
Il reportage e la città: le sensibilità di Gianni Berengo Gardin, Ugo Mulas e Cesare Colombo, capaci di cogliere il rapporto simbiotico tra i milanesi e la loro Cattedrale.
Le nuove visioni: la mostra approda ai giorni nostri con il lavoro di Giovanna Silva, testimoniando come il Duomo continui a essere un soggetto vitale per le giovani generazioni di artisti.
Completano la rassegna l’indagine puntuale di Luca Capuano, il racconto immediato di Mario Carrieri, quello rigoroso di Marco Introini, il dinamismo di Giovanni Hänninen, l’atmosfera incantata di Giorgio Lotti e quella sospesa di Carlo Mari.
Al fine di ottenere una comprensione più ampia della poetica di ciascun fotografo, il percorso è arricchito da volumi consultabili che ne ripercorrono la carriera e la produzione artistica.