Le mie ninfee

Informazioni Evento

Luogo
A4 ART GROUP
Via Bentivegna, 5, 92100 Agrigento, AG, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

9.30/12.00 – 16.00/19.00

Vernissage
20/02/2026

ore 18

Curatori
Gianna Panicola
Generi
arte contemporanea, collettiva

La mostra prende ispirazione dal celebre ciclo delle Nymphéas di Claude Monet, iniziato alla fine dell’Ottocento e divenuto, nel tempo, uno dei punti più alti della pittura moderna.

Comunicato stampa

LE MIE NINFEE
Annamaria Bonanno
Giorgio Pagano
Gianni Provenzano
Mario Trapani
Piero Zambuto

a cura di Gianna Panicola

Vernissage Venerdì 20 febbraio 2026, ore 18:00

Venerdì 20 febbraio 2026, alle ore 18.00, presso il Centro Pluridisciplinare d’Arte e Comunicazioni Visive “A4 Art Group” di Agrigento, inaugura la mostra collettiva “Le mie ninfee”, a cura di Gianna Panicola.

La mostra prende ispirazione dal celebre ciclo delle Nymphéas di Claude Monet, iniziato alla fine dell’Ottocento e divenuto, nel tempo, uno dei punti più alti della pittura moderna. Le ninfee di Monet, immerse nello stagno di Giverny, non sono soltanto soggetti naturalistici, ma luoghi di sperimentazione radicale, dove luce, tempo e materia si fondono fino a dissolvere ogni riferimento spaziale.
Scrive la curatrice: in Le mie ninfee, gli artisti Annamaria Bonanno, Giorgio Pagano, Gianni Provenzano, Mario Trapani e Piero Zambuto raccolgono questa eredità non come omaggio, ma come occasione di ricerca e di rinnovamento, interrogando la pittura e la sua capacità di tradurre l’esperienza sensibile in segno, gesto, colore e materia.
Come nelle ultime Nymphéas di Monet, anche negli artisti presenti in mostra il paesaggio perde i suoi confini per farsi esperienza immersiva. La superficie pittorica non descrive, ma accoglie; non rappresenta, ma suggerisce. In questo spazio sospeso, la pittura diventa luogo di ascolto, di silenzio e di profondità percettiva, restituendo alla visione una dimensione lenta e contemplativa.
La mostra si configura come un percorso plurale, in cui le ninfee diventano metafora della forma vivente, immagine in continuo mutamento, sospesa tra costruzione e dissoluzione. Ogni artista restituisce una visione personale del tema: dalle stratificazioni cromatiche e luminose di Pagano alla pittura lirica e meditativa di Bonanno; dalla densità materica e gestuale di Provenzano alle superfici essenziali e contemplative di Trapani, fino alle composizioni di Zambuto, in cui vetro, metallo e luce costruiscono uno stagno frammentato e riflettente.
Ne emerge una riflessione collettiva sul rapporto tra natura e percezione, tra memoria storica e sperimentazione contemporanea, in cui la lezione impressionista si trasfigura in linguaggio attuale. Le mie ninfee non sono più soltanto fiori d’acqua, ma diventano luogo mentale, spazio poetico e campo di esperienza, in cui la pittura continua a interrogare se stessa e il nostro modo di guardare il mondo.