Due studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia sono finiti in concorso alla Berlinale 2026
Girato a Caserta e interpretato anche in lingua casertana, “Mambo Kids” segue una giornata di fine estate di Alessandro e Flavio, due ventenni sospesi in un tempo che sta per finire
Ci sono alcuni progetti che dai luoghi di formazione arrivano nei grandi festival internazionali. È il percorso che porta Mambo Kids alla Berlinale 2026, nella sezione Generation 14plus, e che vede coinvolti due giovani dell’Accademia di Belle Arti di Venezia: Pietro Michelini e Tommaso Olivotto, rispettivamente produttore (ed esecutivo) e aiuto regista del cortometraggio diretto da Emanuele Tresca.
La nuova generazione del cinema italiano alla Berlinale 2026
La selezione di Mambo Kids alla 76esima edizione del Berlin International Film Festival, in programma dal 12 al 22 febbraio 2026, è un’istantanea del cinema italiano emergente: quello che sceglie formati brevi, produzioni leggere, una relazione diretta con i territori e un racconto generazionale lontano da ogni retorica.

“Mambo Kids” in concorso alla Berlinale 2026
Girato a Caserta e interpretato anche in dialetto casertano, Mambo Kids segue una giornata di fine estate di Alessandro e Flavio, due ventenni sospesi in un tempo che sta per finire. Le strade secondarie, i silenzi, le attese e le micro-epifanie che attraversano il film costruiscono una narrazione fatta di sottrazione, culminando in un addio che non ha bisogno di spiegazioni: è il segno di un passaggio irreversibile, intimo e universale allo stesso tempo. In circa venti minuti, il cortometraggio restituisce quella sensazione di fine imminente che accompagna spesso l’ingresso nell’età adulta. Che il film approdi proprio in Generation 14plus non sorprende. La sezione della Berlinale, infatti, è da anni uno degli osservatori più attenti sulle narrazioni di formazione e sui nuovi sguardi del cinema contemporaneo.

Chi sono Pietro Michelini e Tommaso Olivotto
Dietro il progetto c’è Onirica Pictures, collettivo indipendente che rivendica un’idea di cinema come pratica condivisa e spazio di comunità. E qui c’è il lavoro di Pietro Michelini (2000), produttore indipendente e studente al terzo anno di Nuove Tecnologie dell’Arte – Arti Multimediali all’Accademia veneziana. Accanto a lui, Tommaso Olivotto (2002), aiuto regista del film, porta sul set un percorso che attraversa cinema, fotografia e arti visive. Prossimo alla laurea triennale in Nuove Tecnologie dell’Arte e già proiettato verso il biennio di Decorazione – Arte e Spazio Pubblico, Olivotto affianca all’attività cinematografica una ricerca visiva attenta alle tecniche analogiche e ai processi di obsolescenza dei sistemi digitali.
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati