Mikayel Ohanjanyan – Legami: Ties That Bind

Informazioni Evento

Luogo
MUDAC MUSEO DELLE ARTI DI CARRARA
Via Canal del Rio, 3A, 54033 , Carrara, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Fino al 31 maggio: dal martedì alla domenica 9.30-12.30 / 15-18.
Chiuso lunedì.
Dal 1 giugno al 30 agosto: martedì, sabato, domenica 17-20, mercoledì e giovedì 9.30-12, venerdì 18-22. Chiuso la sera del 14 agosto, 18-22.

Vernissage
13/02/2026

ore 18

Biglietti

5 euro intero, 3 euro ridotto; gratuito la prima domenica di ogni mese.

Artisti
Mikayel Ohanjanyan
Curatori
Christopher Atamian, Tamar Hovsepian
Uffici stampa
NORA COMUNICAZIONE
Generi
arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Dal 14 febbraio al 30 agosto 2026 il mudaC | museo delle arti di Carrara accoglie l’arte di Mikayel Ohanjanyan (1976, Yerevan, Armenia) ospitando la personale “Mikayel Ohanjanyan. Legami: Ties That Bind”, a cura di Christopher Atamian e Tamar Hovsepian di Atamian Hovsepian Curatorial Practice, piattaforma curatoriale con base a New York.
Attraverso cinque sculture in marmo concepite come un’unica monumentale installazione, la mostra si concentra sugli elementi chiave della ricerca più recente dell’artista: i legami intesi come connessione, memoria storica e resilienza, rappresentati da lavori che parlano di identità, tempo e relazioni umane.

L’esposizione è promossa dal Comune di Carrara e prodotta dal mudaC ǀ museo delle arti Carrara con il contributo all’artista di AGBU Armenian General Benevolent Union e di Patrick Bahadourian.
Si ringraziano inoltre per la sponsorizzazione tecnica Kooling e Tenax SpA.

Il corpus di opere esposto è stato pensato e realizzato appositamente per Carrara, città che ospita il nuovo studio dell’artista, gemellata con la sua città di origine, Yerevan, e che lo ha accolto nel suo museo più innovativo, il mudaC, accanto ad artisti di primo piano come Jannis Kounellis, Lynn Russell Chadwick e David Tremlett. I curatori sottolineano: «Formatosi in Armenia e maturato artisticamente in Italia, il linguaggio di Ohanjanyan è al tempo stesso profondamente radicato e universale. Siamo onorati di presentare il suo lavoro in una città e in un’istituzione di così alto valore storico».

Per Ohanjanyan, i legami – intesi come vincoli e relazioni – rappresentano un concetto fondante che abbraccia sfere esistenziali, spirituali e universali. Il suo lavoro immagina l’umanità come parte di una vasta rete che collega gli individui tra loro e anche alle forze della natura, del tempo e della storia.
Quel “legame”, inteso come valore primario in una società contemporanea fondata su divisioni e contrasti, è rappresentato in mostra da un’unica installazione dal forte impatto spaziale dal titolo “Legami: Ties that Bind”. Ciascuna delle cinque sculture in marmo statuario bianco che la compongono – di diverse dimensioni, da elementi più monumentali (fino a 121×210×90 cm) a più raccolti (53×68×40 cm) – è costituita da due blocchi informi, tenuti insieme da cavi in acciaio inox che incidono profondamente la pietra e ne attraversano la superficie. Questi cavi generano una evidente tensione fisica e, al tempo stesso, alludono a un’idea di unità e interdipendenza.
Sebbene le forme rimangano incomplete e intrinsecamente incompatibili, l’atto del legarle insieme suggerisce un tentativo di recuperare una memoria collettiva perduta. Un gesto di natura utopica, ma necessario per confrontarsi con il presente e immaginare il futuro.

Attraverso queste metafore materiali, Ohanjanyan traduce concetti astratti in forme tangibili, sollevando interrogativi fondamentali su ciò che ci unisce – gli uni agli altri, al mondo, al passato e al presente – e su come tali connessioni plasmino l’identità, la storia e la narrazione più ampia dell’esperienza umana.
Dal punto di vista visivo e concettuale, le opere di Mikayel Ohanjanyan sembrano suggerire una riconciliazione silenziosa tra forze opposte e sono capaci di mostrare, nel loro insieme, una poetica riflessione sulla condizione umana e sulle strutture invisibili che tengono insieme ogni cosa.

Accompagna la mostra un catalogo, che verrà presentato nel corso dell’esposizione, con l’introduzione istituzionale di Gea Dazzi (Assessora alla Cultura del Comune di Carrara) e testi critici di Christopher Atamian, Cinzia Compalati e Tamar Hovsepian.

Cenni biografici di Mikayel Ohanjanyan
Nato nel 1976 a Yerevan (Armenia), Mikayel Ohanjanyan vive e lavora tra Firenze e Carrara. Ha ricevuto la sua formazione presso l'Accademia Statale di Belle Arti di Yerevan e l'Accademia di Belle Arti di Firenze. Ohanjanyan ha partecipato a numerosi eventi di rilievo internazionale: nel 2015 ha esposto nel Padiglione Nazionale dell’Armenia alla 56ª Biennale d'Arte di Venezia, vincitore quell'anno del Leone d'Oro. Nel 2016, ha presentato due grandi installazioni site-specific per il progetto "La Statale Arte" presso l'Università La Statale di Milano. Inoltre, il suo progetto "Diario" è stato selezionato per il Frieze Sculpture Park, esposto al Regent's Park di Londra. L’opera ora fa parte della collezione permanente dello Yorkshire Sculpture Park. Nel 2017, ha partecipato alla prima edizione di STANDART, la Triennale d'Arte Contemporanea dell'Armenia, e lo stesso anno alcune sue opere sono state esposte alla Fiac - On Site, all'aperto di fronte al Petit Palais di Parigi. Nel 2018, ha vinto il Premio Internazionale d’Arte Contemporanea E. Marinelli per il Museo dell'Opera del Duomo di Firenze, dove la sua opera è ora parte della collezione permanente. Nel 2021, Mikayel Ohanjanyan ha vinto il concorso indetto dalla CEI/Vaticano per la realizzazione di opere d'arte liturgiche per la chiesa di Don Giovanni Bosco a Bagheria, in Sicilia. Tra gli altri riconoscimenti, si annoverano il Premio Targetti Light Art (2009) e il Premio Henraux (2014).