Città del Messico, Doha, Bologna, Marrakech e Delhi: una settimana con fiere d’arte nei quattro continenti
Un caso del calendario oppure questa simultaneità? Probabilmente la fine, o quantomeno l’indebolimento, dell’idea di un centro unico del sistema del mercato dell'arte, con relativa moltiplicazione delle geografie e dei pubblici
Che sia alla sua prima edizione, come Art Basel Qatar che debutta in Medio Oriente, o la rassegna più longeva che abbiamo in Italia come Arte Fiera a Bologna, quest’anno c’è un inedito sovrapporsi di fiere nazionali e internazionali in questo inizio febbraio 2026. Il weekend (lungo) interessato è quello dal 5 all’8 febbraio, con uno o due giorni di scarto per quanto riguarda apertura o chiusura di ogni rispettivo evento.
La settimana in cui il mondo dell’arte si sovrappone a febbraio 2026
Nello specifico sono ZONAMACO a Città del Messico, Arte Fiera a Bologna, India Art Fair a Delhi, Art Basel Qatar a Doha e 1:54 a Marrakech. Curioso dunque notare come non si cerchi più di evitare sovrapposizioni di questo tipo, soprattutto per eventi dalla vocazione internazionale, senza contare i debutti come quello di Art Basel: il risultato? Un pubblico globale fatto di collezionisti, curatori, direttori di museo e operatori del settore che si trovano “costretti” a scegliere.
Le fiere di inizio febbraio 2026
Questo perché ognuna di queste fiere ha una specificità ben definita, a seconda della posizione geografica in cui si tiene. ZONAMACO consolida il ruolo di Città del Messico come hub culturale dell’America Latina, crocevia tra Nord e Sud, scena emergente e mercato maturo; Arte Fiera, invece, continua a difendere la specificità di Bologna come città storicamente vocata alla riflessione critica, alla sperimentazione e al dialogo tra moderno e contemporaneo; a Delhi, India Art Fair si muove in un contesto in piena espansione, dove il collezionismo cresce insieme a una scena artistica sempre più visibile e consapevole del proprio peso internazionale; A Doha, infine, Art Basel Qatar segna un passaggio strategico nell’affermazione del Golfo nelle politiche culturali globali e 1:54 a Marrakech, pur se di dimensioni ridotte conferma come il continente africano non sia più una periferia del sistema.
Si tratta della fine dell’idea di un centro unico del sistema?
Che cosa significa questa simultaneità seppur con rassegne con pubblici e bacini differenti? Probabilmente l’indebolimento, dell’idea di un centro unico del sistema del mercato dell’arte, con relativa moltiplicazione delle geografie e dei pubblici. A questa impressione, poi, si aggiunge la consapevolezza di un panorama ormai saturo. Biennali, triennali, settimane dell’arte, aste, opening museali: il sistema vive in uno stato di attività permanente. E magari vincono gli eventi con richiamo regionale e non globale, che dunque possono sovrapporsi senza stare a guardare troppo al calendario.
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