Rostia Kunovsky – Tra fuori e dentro II
seconda mostra personale dedicata a Rostia Kunovsky (nato nel 1954 a Gottwaldov-Zlín, Cecoslovacchia, vive e lavora a Châtenay-Malabry, Francia)E
Comunicato stampa
Estopia Art Gallery è lieta di presentare Tra fuori e dentro II, seconda mostra personale dedicata a Rostia Kunovsky (nato nel 1954 a Gottwaldov-Zlín, Cecoslovacchia, vive e lavora a Châtenay-Malabry, Francia), allestita nella sede di Lugano. La mostra prosegue e approfondisce il progetto espositivo avviato con Tra fuori e dentro, presentato ad Aosta nell’ottobre 2025 con grande successo di pubblico e di stampa, sviluppandone i temi e il linguaggio nel tempo.
La mostra sarà accompagnata da una presentazione di Maria Nadotti, curatrice di tutte le edizioni italiane dei testi di John Berger — scrittore e critico d’arte tra i più influenti del Novecento — nonché sua più autorevole conoscitrice e amica, che offrirà una lettura dedicata al lavoro di Kunovsky.
Con Tra fuori e dentro II, Kunovsky continua la sua indagine sul rapporto tra architettura, natura e linguaggio, componendo dipinti in cui facciate, finestre, fogliame e lettere si sovrappongono e si dissolvono. Le sue tele, dense e stratificate, evocano insieme costruzione e rovina, parola e silenzio, configurandosi come luoghi di passaggio più che di racconto.
In questo secondo capitolo, l’approccio di Kunovsky al paesaggio si apre a una nuova enfasi sulla natura. I processi di sedimentazione che attraversano le opere non riguardano più solo l’architettura e l’urbanismo, ma si estendono a elementi organici, dove il fogliame diventa veicolo di una riflessione sull’efemeralità. Costruito e naturale condividono così una stessa condizione di transitorietà, stratificazione e trasformazione continua, segnando un’evoluzione rispetto al primo capitolo della mostra.
Rostia Kunovsky (nato nel 1954 a Gottwaldov-Zlín, Cecoslovacchia) vive e lavora a Châtenay-Malabry, in Francia. Formatosi in architettura e arti visive all’Università Paris 1 – Panthéon-Sorbonne, la sua pratica attraversa pittura, incisione, fotografia e collage, muovendosi tra astrazione e figurazione, con un’attenzione costante al paesaggio urbano, al ritmo e alla dimensione temporale dell’esperienza umana.
Il suo lavoro è stato seguito e profondamente apprezzato da John Berger, che ne ha scritto diffusamente, riconoscendo nelle sue opere una capacità rara di restituire alla pittura una verità profondamente umana. Berger descrive Kunovsky come una voce necessaria, fuori dal tempo ma pienamente attuale, capace di evocare — senza malinconia — una molteplicità di vite e solitudini in cui è possibile riconoscersi.