La fantozziana storia dell’angelo Meloni ora cancellato. Adesso un concorso per una seria opera d’arte sacra contemporanea
La vicenda dell'angelo nella cappella del Crocifisso della Basilica romana si conclude con la decisione della Curia di cancellare il dipinto. Per giorni i vertici civili e religiosi di un paese sono stati fantozzianamente appresso alla burla di un sacrestano
Dopo aver sollevato polemiche politiche, culturali e mediatiche (con testate che hanno prodotto articoli a raffica per lucrare qualche click sul caso), lo scoop del quotidiano Repubblica dello scorso sabato sull’angelo che ritraeva la premier Giorgia Meloni nella Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma si conclude con la rimozione del volto del cherubino “incriminato” perché ritenuto divisivo.
Il restauro dell’angelo nella cappella del Crocefisso nella Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma
L’angelo oggetto della controversia si trova nella cappella del Crocifisso, situata nella parte destra della Basilica romana, uno spazio inaugurato nel 1985 e realizzato quindi in epoca recente rispetto al resto dell’edificio. La cappella ospita, tra l’altro, il busto di Umberto II di Savoia, scolpito dall’artista bulgaro Kiril Todorov.
Nel corso degli anni, le decorazioni della parete sarebbero state modificate più volte a causa anche delle condizioni di conservazione. L’ultimo intervento, datato 2025, è attribuito a Bruno Valentinetti, sacrestano, buontempone e volontario della basilica, che ha dichiarato di aver operato su richiesta del parroco e di aver ricalcato un’immagine preesistente.
Peccato che il volto del dipinto restaurato non corrispondesse ai lineamenti che aveva prima del restauro, facendo emergere tratti identici ad una precisa fotografia della Premier italiana scattata qualche anno fa.

L’angelo Giorgia Meloni e le richieste di chiarimento sul restauro
A tal proposito, la Soprintendenza Speciale di Roma ha avviato verifiche d’archivio per individuare documentazione fotografica o progettuale dell’affresco originario realizzato a quanto pare nel 2000, al fine di valutare un eventuale ripristino.
Sul piano ecclesiastico, il cardinale vicario di Roma Baldo Reina ha ribadito che le immagini di arte sacra non possono essere oggetto di utilizzi impropri o strumentalizzazioni, in quanto destinate esclusivamente alla vita liturgica e alla preghiera. C’è infatti su questa crosta dipinta da un restauratore-sacrestano poco più che autodidatta un triplo livello di vigilanza, in perfetto ossequio alle folli burocrazie italiane: il FEC (Fondo Edifici di Culto, del Ministero dell’Interno) è proprietario delle mura, il Vicariato (ovvero la Diocesi di Roma, sotto diretta amministrazione del Papa o meglio del suo Vicario) si occupa delle questioni di fede e infine la Soprintendenza Speciale si occupa delle faccende artistiche.
La rimozione del volto dell’angelo Giorgia Meloni e le indicazioni del Ministero della Cultura
Il volto dell’angelo è stato infine oscurato dallo stesso Valentinetti “L’ho coperto perché me lo ha detto il Vaticano. Continuo a dire che non era la premier, ma la Curia ha voluto così e io l’ho cancellato”. Il parroco di San Lorenzo in Lucina, monsignor Daniele Micheletti, ha spiegato che la decisione è stata presa perché l’immagine era diventata divisiva e attirava visitatori più interessati al caso mediatico che alla funzione religiosa.
In una nota, il Ministero della Cultura ha precisato che, per qualsiasi intervento di ripristino nella cappella del Crocifisso, sarà necessaria un’apposita richiesta di autorizzazione al Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno, al Vicariato e alla Soprintendenza Speciale di Roma, corredata da un bozzetto dell’immagine. Dire che la faccenda è fantozziana è dire poco: i vertici civili e religiosi di un intero paese (anzi di due paesi, essendoci di mezzo anche il Vaticano) hanno perso ore e ore di lavoro appresso allo scherzo di un sacrestano. Rilanciamo la nostra idea: invece di pittare croste su croste si faccia un concorso per realizzare su quella parete della cappella una seria opera d’arte sacra contemporanea.
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