K Blick – In The Scented Forest
L’artista sudcoreana presenta a Milano “In The Scented Forest”, una mostra ispirata alla leggenda della volpe a nove code.
Comunicato stampa
Dopo l’apertura - lo scorso novembre con un progetto di Osvaldo Mariscotti - della sua prima sede italiana ed europea continentale a Milano, Upsilon Gallery apre la stagione 2026 presentando “In The Scented Forest”, nuova personale dell’artista sudcoreana K Blick.
In programma dal 29 gennaio al 29 marzo negli spazi di Via Pisoni 2, la mostra prende dalla leggenda coreana della volpe a nove code o Gumiho, una delle figure più affascinanti e complesse del folklore dell’Asia orientale. Creatura di confine, capace di mutare forma tra animale e umano, il Gumiho incarna un intreccio di misticismo, desiderio, pericolo e seduzione. Le sue nove code, simbolo di potere spirituale, saggezza e immortalità, rimandano al valore sacro del numero nove, inteso non come semplice compimento ma come ciò che lo trascende. Dietro la maschera di pericolo della volpe si nasconde però un anelito: il desiderio di diventare umana, di oltrepassare la soglia che separa l’istinto dalla coscienza e di trovare un senso di appartenenza. Da questo desiderio nasce il suo pianto interrotto, espressione di un’insoddisfazione eterna, intrinseca alla sua natura ambivalente.
K Blick rilegge questa tensione come metafora universale del desiderio di metamorfosi e presenta 16 opere (10 dipinti, 1 opera su carta e 5 lavori in ceramica portoghese) in dialogo con gli spazi della galleria, che si trasforma in un paesaggio simbolico e sensoriale tra mito, natura e identità. Diversi elementi – ad esempio un’altalena, simbolo di libertà e della natura femminile della volpe che si trasforma in donna, accompagnata dalle lacrime dell’animale versate a terra - si affiancano infatti alle opere per restituire al pubblico un luogo immersivo dove la narrazione della leggenda si rinnova e rovescia: e se la volpe non volesse diventare umana?
Attraverso opere pittoriche e ceramiche, l’artista costruisce un universo visivo in cui umano e naturale convivono senza gerarchie. La galleria si trasforma in una foresta simbolica, un luogo in cui figurazione e astrazione, realtà e immaginazione si intrecciano dando vita a una narrazione intensa e stratificata. In questo spazio, la natura non è più subordinata all’uomo, ma diventa forza primaria capace di dissolvere distinzioni sociali, biologiche e identitarie.
Nella cultura coreana contemporanea, il Gumiho è oggi simbolo di bellezza tragica e resistenza, un essere sospeso tra due mondi che incarna desiderio, perdita e trasformazione.
In The Scented Forest si inserisce in questo spazio di soglia, esplorando con sensibilità poetica e radicale il confine sottile tra umanità e animalità, e invitando il visitatore a interrogarsi su cosa significhi oggi.
“La mia volpe a nove code sente il profumo del cielo, ascolta il vento, percepisce il battito dell’universo e prova gioia, rabbia, dolore e piacere - tutto secondo i propri termini. A seconda della prospettiva, la vita di un animale è profondamente umana”. K Blick