Christian Caliandro. Noi nel mondo
42 esperti del settore intervistati, 2 sezioni, 12 capitoli. Presentazione di “Noi nel mondo”: un libro che rappresenta una sorta di ritratto collettivo, una fotografia mossa e sfocata del sistema artistico italiano oggi ─ e dell’immagine che esso proietta all’esterno.
Comunicato stampa
Christian Caliandro
NOI NEL MONDO.
INDAGINE SULLA PERCEZIONE ESTERA DELL’ARTE CONTEMPORANEA ITALIANA
(Marsilio Arte 2026)
Fondazione La Quadriennale di Roma
Direzione Generale Creatività Contemporanea – Ministero della Cultura
42 esperti del settore intervistati, 2 sezioni, 12 capitoli.
Un libro che rappresenta una sorta di ritratto collettivo, una fotografia mossa e sfocata del sistema artistico italiano oggi ─ e dell’immagine che esso proietta all’esterno.
Questo report nasce insieme all’idea di coinvolgere quarantadue esperti nel settore, intervistandoli e ponendo loro alcune domande semplici, uguali per tutti (e che naturalmente hanno aperto un dialogo di volta in volta diverso, fatto di approfondimenti, connessioni e deviazioni): come consideri la percezione attuale all’estero dell’arte contemporanea italiana, dal tuo punto di vista professionale e in base alla tua esperienza? Come è cambiata secondo te questa percezione nell’arco degli ultimi venti-venticinque anni? Quali strumenti e strategie, da implementare o da introdurre ex novo, sono secondo te utili per rendere più efficace questa percezione?
Ne è uscito fuori un quadro ricco e sfaccettato (a tratti anche contraddittorio, come del resto è giusto che sia), con alcuni punti e temi che sono emersi con particolare forza e costanza. Questa sorta di ritratto collettivo, una fotografia mossa e sfocata del sistema artistico italiano oggi ─ e dell’immagine che esso proietta all’esterno – si integra attraverso gli estratti delle interviste (che possono essere ascoltate e viste, in versione integrale, sul sito della Quadriennale) con i dati che ne corroborano impressioni e sfumature, e con la mia personale, inevitabilmente parziale, lettura interpretativa.
Mi sembrava e mi sembra fondamentale che una “indagine” di questo tipo si presenti anche come un racconto corale, che restituisca nella maniera più efficace possibile la complessità di quella che per comodità chiameremo “percezione estera dell’arte contemporanea italiana”, le sfide che pone e le potenzialità che lascia intravedere.