Osvaldo Licini – Erotismo sacro
Il Centro Studi e Casa Museo Osvaldo Licini, in collaborazione con il Comune di Monte Vidon Corrado e con la Regione Marche, propone il primo progetto espositivo, di ricerca e approfondimento dedicato a un’opera emblematica dipinta da Osvaldo Licini nel 1954, Croci Viventi.
Comunicato stampa
Il Centro Studi e Casa Museo Osvaldo Licini, in collaborazione con il Comune di Monte Vidon Corrado e con la Regione Marche, propone il primo progetto espositivo, di ricerca e approfondimento dedicato a un’opera emblematica dipinta da Osvaldo Licini nel 1954, Croci Viventi, e all’affascinante iconografia cui essa rimanda, alle sue stringenti consonanze con la produzione precedente e successiva del Maestro ripercorsa perlopiù attraverso una selezione di disegni – accanto ad alcuni dipinti – per ribadire l’importanza del disegno nello studio dell’opera liciniana e delle sue continue trasformazioni.
Dal 30 novembre 2025 all’8 marzo 2026 la mostra Erotismo sacro. Le Croci viventi di Osvaldo Licini, a cura di Stefano Bracalente, sarà ospitata nella Casa Museo Licini per approfondire i temi dell’eros e del sacro indagati dall’artista in una prospettiva mitico-primordiale.
La mostra rinnova il format dei focus già dedicati in passato dal Centro Studi a specifiche opere di particolare interesse nel percorso artistico di Licini, come quella del 2015 sull’Angelo di San Domingo e quella sul ritrovato Paesaggio n. 1 del 2021. In questo caso, si intende anche valorizzare la collezione permanente dei disegni conservati presso il Centro Studi, integrati da significativi prestiti concessi sia da collezionisti privati sia dalla Galleria d’Arte Contemporanea di Ascoli Piceno.
Il nucleo centrale della mostra, allestito nella cantina della Casa Museo, è costituito dal dipinto Croci Viventi di collezione privata e da alcuni disegni-studio che sottolineano le varianti e la ricchezza dell’elaborazione, nonché la derivazione delle Croci dalle Archipitture dei tardi anni Trenta.
Ad affiancare il nucleo centrale è una selezione di opere di confronto con altre iconografie del Maestro riconducibili al tema dell’eros: da una parte i nudi degli anni Venti, alcune geometrie astratte del decennio successivo allusive alla sensualità erotica della bocca e alla dualità mano-piede/alto-basso/maschile-femminile, quindi le Amalassunte e gli Angeli ribelli erotizzati; dall’altra, le metamorfosi delle Croci viventi in Serpenti e Fiori fantastici, nelle ultime Marine astratte e nei tardi Angeli Aquilone degli anni Cinquanta, compreso un bozzetto per l’Angelo di San Domingo contrassegnato dai numeri della dualità androgina.
Contestualmente alle opere allestite nella cantina, il percorso di mostra offre l’occasione di visitare anche gli altri spazi della Casa Museo messi per l’occasione in dialogo con il tema dell’erotismo sacro: la sala Fausto Paci al piano terreno (con i dipinti Amalassunta su fondo blu-verde, Amalassunta con Aureola rossa e Personaggio in particolare, affiancati da alcuni disegni in mostra) e la camera nuziale del Maestro decorata in stile suprematista da una Archipittura murale che richiama il mito della ierogamia sottesa al simbolismo della Croce e della montagna sacra.
La mostra si inaugurerà sabato 30 novembre alle ore 17:00, presso il Teatro comunale di Monte Vidon Corrado, è accompagnata da un catalogo che costituirà il quaderno liciniano n. 14, edito da Amalassunta Edizioni.