Ecco come l’Isis ha distrutto in Iraq un monastero cristiano di 14 secoli fa. Immagini e video che documentano le macerie di Sant’Elia, a Mosul

L’ennesima aggressione del gruppo jihadista dell’Isis al patrimonio dell’Iraq sarebbe in realtà avvenuta tra agosto e settembre 2014, ma le prove che la documentano emergono solo ora, grazie all’impagabile impegno nell’area dell’Associated Press. Immagini e video che mostrano come le pareti di pietra dell’edificio “sono state letteralmente polverizzate“, secondo la parole dell’analista Stephen Wood riportate […]

Il monastero di Sant'Elia prima della distruzione (still da video wochit News)

L’ennesima aggressione del gruppo jihadista dell’Isis al patrimonio dell’Iraq sarebbe in realtà avvenuta tra agosto e settembre 2014, ma le prove che la documentano emergono solo ora, grazie all’impagabile impegno nell’area dell’Associated Press. Immagini e video che mostrano come le pareti di pietra dell’edificio “sono state letteralmente polverizzate“, secondo la parole dell’analista Stephen Wood riportate dall’Independent: “Bulldozer, attrezzature pesanti, forse esplosivi hanno trasformato ​​quei muri di pietra in un campo di polvere grigio-bianca. Hanno distrutto completamente tutto“.

Quale edificio? Il monastero cristiano di Sant’Elia, che sorgeva su una collina sopra la roccaforte di Mosul: il più antico del suo genere nel paese, eretto circa 1400 anni fa, prima dell’avvento dell’Islam, e fino al 2014 sopravvissuto solo con danni superficiali a diversi conflitti. Utilizzato recentemente come luogo di culto per le truppe Usa in Iraq, il sito cadde nelle mani dell’Isis nel giugno 2014. Conservava ancora una cappella e un santuario, con tracce di mosaici ora perduti per sempre.

Il monastero di Sant'Elia prima della distruzione (still da video wochit News)
Il monastero di Sant’Elia prima della distruzione (still da video wochit News)
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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.