Nominato il nuovo direttore della Galleria Civica di Modena. Chi è? Lo chef Massimo Bottura. Scherziamo, ma mica del tutto…

Il riassunto delle puntate precedenti lo ottenete facilmente facendo una ricerca nel nostro sito. Occorre risalire a dicembre del ’14 quando Marco Pierini, per tanti anni direttore della Galleria Civica di Modena, si è dimesso in polemica con l’amministrazione che durante i mesi di Expo voleva trasformare parte degli spazi espositivi in una vetrina dei […]

Massimo Bottura

Il riassunto delle puntate precedenti lo ottenete facilmente facendo una ricerca nel nostro sito. Occorre risalire a dicembre del ’14 quando Marco Pierini, per tanti anni direttore della Galleria Civica di Modena, si è dimesso in polemica con l’amministrazione che durante i mesi di Expo voleva trasformare parte degli spazi espositivi in una vetrina dei prodotti tipici che fanno grande Modena nel mondo. Secondo Pierini c’era modo e modo per parlare di aceto balsamico, e il modo scelto dal Comune non poteva andargli a genio: dimissioni irrevocabili per scelta “incompatibile con la missione del museo” da parte dell’amministrazione.
Da allora la Civica è senza direttore. Anche se in realtà qualcuno che coordina, muove le fila e fa di tutto affinché il centro d’arte rimanga agganciato ad una programmazione di qualità a quanto pare ci sarebbe e risponderebbe al nome di Massimo Bottura. Proprio lui, lo chef più titolato d’Italia e, secondo le più autorevoli classifiche, sul podio del firmamento globale dei cuochi.
Appassionatissimo d’arte contemporanea, raffinato collezionista, animatore – sempre assieme alla moglie americana Lara Gilmore – culturale a 360 gradi, Bottura, amico di Marco Pierini, starebbe cercando di non rassegnarsi alla dipartita dell’ex direttore e, sempre affiancato all’altro amico Emilio Mazzoli, gallerista che non ha bisogno di presentazioni, starebbe brigando per una nuova grande mostra per fine settembre alla Civica. Di cosa si tratterà? A dar credito ai rumors di una grande mostra sulle collezioni private modenesi, sui tesori d’arte contemporanea che, insospettabilmente, albergano nelle case e nei palazzi della città grazie a collezionisti discreti e lungimiranti. L’onere e l’onore di curare la mostra? Se ne dovrebbe occupare Richard Milazzo…